Giovedì 9 Febbraio 2012
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confindustria

La crisi è una guerra combattuta con altri mezzi?

Il governo sa che il rischio è troppo alto per non intervenire sul mercato del lavoro

23 Gennaio 2012 -

Si apre oggi un confronto sulla riforma del mercato del lavoro che rappresenta il passepartout di ogni politica di crescita, assai più dei piani, dei programmi, degli incentivi pubblici e di quant’altro appartiene al bagaglio culturale della sinistra. Le parti sociali hanno a loro disposizione uno strumento: quell’art. 8 del decreto di ferragosto che consente di stipulare accordi più adeguati alle sfide che le imprese devono affrontare.

Tutte le priorità del paese

Rigore, crescita, libertà del mercato, lavoro vanno affrontati assieme. Monti dovrebbe saperlo

3 Gennaio 2012 -

L’attuale governo ha sin qui adottato soprattutto una politica di rigore mediante aumento di aliquote fiscali e non ha ancora risposto a tre dei quattro quesiti relativi alle scelte di economia di mercato da effettuare, per cui è stato messo al vertice della gestione della cosa pubblica italiana, vale a dire oltre alla riforma del mercato del lavoro nella direzione di una maggior flessibilità, le liberalizzazioni e privatizzazioni, la crescita con il rilancio del credito e degli investimenti.

l'Occidentale Puglia

"Merito tutto degli imprenditori"

intervista a Piero Montinari di

Rosanna Lampugnani

15 Dicembre 2011 -

Piero Montinari, presidente di Confindustria Puglia, analizza i dati sulla crescita delle esportazioni pugliesi. "L'impegno delle aziende è stato determinante - dice - al di là di qualche fiera, possiamo dire con orgoglio che il successo di questi mesi è dovuto alla caparbietà degli imprenditori che, con la vali­getta in mano, sono andati in giro per il mondo". (tratto da Il Corriere del Mezzogiorno)

Il caso della GD di Bologna e altro

Col Governo Monti la Cgil vuole un posto in prima fila. E lo otterrà

28 Novembre 2011 -

Il vecchio Karl Marx sosteneva che i capitalisti erano disposti a produrre  persino il cappio con cui sarebbero stati impiccati. Il paragone è truce, ma il paradosso del filosofo tedesco (oggi un po’ passato di moda) sembra essersi materializzato a Bologna. La GD, azienda aderente alla Confindustria, leader mondiale nel  settore delle macchine automatiche, gioiello dell’industria manifatturiera sotto le Due Torri, si è arresa alla Fiom.

Il dibattito dopo la lettera alla Marcegaglia

"Non diamo troppi meriti a Fiat. La svolta sta nell'articolo 8 della manovra"

Intervista a Giuliano Cazzola di

Edoardo Ferrazzani

6 Ottobre 2011 -

L'effetto annuncio 'Fiat fuori da Confindustria' continua ad animare il dibattito politico e giornalistico e a chiamare in causa il futuro delle relazioni industriali in Italia dopo la lettera di Sergio Marchionne a Emma Marcegaglia. Delle mossa del Lingotto abbiamo parlato con l'on. Giuliano Cazzola, vice-presidente della commissione lavoro della Camera. "La mossa della Fiat ha una valenza storica". Ma avverte: "I meriti vanno al Governo".

Una lettera al ministro del lavoro

Caro Sacconi, l'inciucio Marcegaglia-Camusso rischia di svuotare l'art. 8

6 Ottobre 2011 -

Caro Ministro, ha ragione da vendere quando afferma che "la firma dell’accordo del 21 settembre non ha né depotenziato né sterilizzato l’articolo 8 sulla contrattazione collettiva». E’ verissimo e non può essere messo in dubbio. Però è anche vero che l'accordo interconfederale del 28 giugno afferma esattamente il contrario di quanto prevede l’articolo 8.

Mulini a vento

Meno male che la Fiat c'è!

5 Ottobre 2011 -

La lettera che Sergio Marchionne, l’Amerikano, ha indirizzato ad Emma Marcegaglia rappresenta senza dubbio l’evento più importante nella vita politica italiana degli ultimi mesi. Rappresenta se non altro la rottura dello schema logico che domina il nostro discorso pubblico: la dissociazione completa fra le enunciazioni pubbliche ed i comportamenti conseguenti a tali dichiarazioni.

Lo strappo di Marchionne

Nel divorzio tra Fiat e Confindustria la politica non c'entra nulla

5 Ottobre 2011 -

E’ scorretto e fuorviante far passare come scelta politica la decisione di Marchionne di tirare la Fiat fuori dalla Confindustria. Per quanto succinte, infatti, le ragioni del distacco vengono indicate nella lettera di addio in un continuum del dialogo cominciato quattro mesi prima, tra Fiat e Confindustria. Sono ragioni che riguardano il tema delle relazioni industriali e, dunque, le condizioni per produrre e investire in Italia.

Sulla decisione di Marchionne

Fiat fuori da Confindustria, la forza non è somma di debolezze

4 Ottobre 2011 -

L’uscita della Fiat da Confindustria era da tempo annunciata, ciò malgrado non era scontata. Farà molto rumore, ed è inevitabile perché stiamo parlando – malgrado i suoi problemi, che sono seri anche nel perfezionamento dell’operazione Chrysler – della più grande multinazionale manifatturiera privata del nostro Paese, con oltre cent’anni di storia e un ruolo che per lunghi decenni è stato pesantissimo in Confindustria. (Tratto da Chicago Blog)

E' tempo di lettere

Più che scrivere Marcegaglia e Della Valle dovrebbero pensare al paese

4 Ottobre 2011 -

Dopo la lettera della Bce al governo italiano ne abbiamo avute altre due, questa volta  di importanti operatori industriali italiani. C’è quella di Diego della Valle pubblicata domenica e lunedì è stato il turno di Sergio Marchionne, ad di Fiat spa e di Fiat auto, alla presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. Chi ha veramente a cuore le sorti del paese dovrebbe rafforzare la linea del PDL nella attuale coalizione, non vagheggiare il governo della società civile.

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