Giovedì 9 Febbraio 2012
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crescita

Pechino metterà soldi nel FMI per aiutare l'Europa

In Cina la Merkel parla d'interscambio ma anche di crisi del debito europeo

4 Febbraio 2012 -

È il viaggio numero cinque. Dopo il vertice dell’Unione Europea a Bruxelles, Angela Merkel è volata, per la per la quinta volta da quando è Cancelliera, a Pechino, lì dove ci sono i veri interessi economici della Repubblica Federale Tedesca. Il corteggiamento reciproco tra Cina e Germania continua: intenso e spietato. Nel 2011 il volume commerciale tra i due paesi ha raggiunto la cifra record di 145 miliardi di euro. Non solo bilateralità: infatti la Merkel è andata anche a perorare la causa europea e chiedere aiuto a Pechino per i guai europei, e stavolta non è rimasta inascoltata.

Dopo il declassamento Fitch all'Italia

Le agenzie di rating farebbero meglio a premiare chi fa le riforme

31 Gennaio 2012 -

Anche Fitch, come S&P’s e Moody’s, ha tagliato il rating sul debito sovrano italiano da A+ ad A- con, in aggiunta, un avviso di outlook negativo, ovvero l’avvertimento al governo di un probabile peggioramento dei conti pubblici e, quindi, di possibili ulteriori declassamenti nel breve periodo. Dal momento che risulta difficile crescere quando il bilancio si trova nel mezzo di una cura dimagrante, le agenzie di rating dovrebbero avere il coraggio di sposare una sola linea di giudizio: apprezzare quelle politiche che mirano a liberare le risorse economiche inutilizzate. Ne riguadagnerebbero in credibilità.

L'Europa in crisi e l'impatto sull'America latina

Il Sud America 'ruggisce' ma non riuscirà ad evitare la crisi europea

28 Gennaio 2012 -

 La crisi economica può capovolgere i vecchi equilibri. Mentre Europa e Stati Uniti (un po’ di meno) arrancano, nel Sud del mondo, c'è chi corre. L'America latina si sente pronta ad emanciparsi. Da cortile di casa degli Stati Uniti a florido giardino dell'economia globale. Lo sviluppo nell'ultimo decennio si è accompagnato per la prima volta a una sostanziale stabilità politica e a una riduzione delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito.

Come rimettere in sesto le finanze pubbiche

Per abbattere il debito pubblico bisogna fare un fondo ad hoc come in Germania

28 Gennaio 2012 -

Sul debito pubblico è stato detto di tutto. Proprio per questo vale la pena ricordare una celebre battuta di Tiwie, il protagonista della commedia musicale Fiddler on the Roof : “Del debito (privato o pubblico che sia) non bisogna vergognarsi ma neanche esserne fieri”. Il debito pubblico italiano è senza dubbio una palla di piombo alla nostra finanza pubblica ed alle nostre potenzialità di crescita reale. Una possibilità concreta per liberarsene potrebbe essere un fondo per riscattare il debito, a bassi tassi d’interesse basato su esperienze fatte in passato, con quella della Germania in occasione della riunificazione.

Migranti col tablet in valigia

Se gli emigranti tornano ad essere gli europei: dall'Europa verso i Brics

21 Gennaio 2012 -

Non si ammassano sui piroscafi ma si imbarcano su voli intercontinentali. Al posto della valigia di cartone hanno modernissimi tablet valigette e 24ore con attestati di laurea, master, specializzazioni. Sono i nuovi emigranti europei, quelli che lasciano l’Italia, la Spagna o il Portogallo per trovare un posto di lavoro all’altezza delle loro aspettative e che dia un senso agli anni di studi. È l’identikit dei nuovi immigrati europei costretti ad abbandonare un vecchio Continente sempre più malmesso.

L'Italia e le grandi sfide del futuro

Solo con riforme serie Monti potrà risolvere il conflitto tra le generazioni

21 Gennaio 2012 -

Il circolo vizioso causato tra spead e pressione sui conti pubblici aumenta la probabilita’ di un downgrade che a sua volta spinge ulteriormente lo spread. Il turbinio di manovre e riforme accanto all’incredibile numero di summit europei non convince sul fatto che la situazione sia sotto controllo. In questo quadro, in Italia servono le riforme dirette a risolvere una volta per tutte il serpeggiante - e ahinoi annoso - conflitto intergenerazionale italiano.

Monti e quel rischio manovra aggiuntiva

La recessione c'è e si farà sentire ma non sarà così dura come dice il FMI

20 Gennaio 2012 -

Secondo il Fondo Monetario Internazionale l'Italia è entrata in una recessione peggiore del previsto. Secondo il FMI infatti, l'Italia vedrà il proprio PIL contrarsi del 2,2% sul 2012. Un dato che con buone probabilità, impatterà il gettito fiscale, compromettendo l'obiettivo del pareggio di bilancio per il 2013 e che finirà per obbligare Monti a varare una nuova manovra. Per Francesco Forte, le stime del FMI sono esagerate ma la recessione c'è ed è reale. "Il governo comunque dovrebbe fare una nuova manovra espansiva subito", dice ancora Forte.

Il problema rimane l'enorme stock di debito

Sarà pure un rischio per l'euro ma l'Italia ha il deficit sotto controllo

12 Gennaio 2012 -

Fitch, l'agenzia di rating internazionale, continua a puntare il dito sull'Italia, considerata a rischio per l'euro zona. Sarà, ma secondo l'Istat, l'Italia ha un disavanzo primario - differenza negativa tra entrate e uscite al netto della spesa per interessi sul debito - dell'1,7% del Pil. Roba da primi della classe. Il problema resta la crescita e Mario Monti dovrebbe saperlo (benché più tasse in recessione non è mai stato una ricetta di successo).

Le controproposte del Pdl e il tavolo del Pd

Sulle liberalizzazioni Monti si gioca la crescita, i partiti l'elettorato

10 Gennaio 2012 -

Decreto liberalizzazioni tra dieci giorni. Catricalà segue le orme (mediatiche) del premier da Fazio e a Porta a Porta detta modi e tempi del “disarmo multilaterale di tutte le corporazioni”, copyright Monti. Toccherà infatti tutti i settori, stando all’annuncio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e sarà la prima sferzata governativa sulla crescita dopo la manovra lacrime e sangue, copyright Passera (Corsera). Ma il decreto ha bisogno del sì del Parlamento, dove le posizioni in campo tra le forze della maggioranza e all’interno di esse non sono così compatte.

Tutte le priorità del paese

Rigore, crescita, libertà del mercato, lavoro vanno affrontati assieme. Monti dovrebbe saperlo

3 Gennaio 2012 -

L’attuale governo ha sin qui adottato soprattutto una politica di rigore mediante aumento di aliquote fiscali e non ha ancora risposto a tre dei quattro quesiti relativi alle scelte di economia di mercato da effettuare, per cui è stato messo al vertice della gestione della cosa pubblica italiana, vale a dire oltre alla riforma del mercato del lavoro nella direzione di una maggior flessibilità, le liberalizzazioni e privatizzazioni, la crescita con il rilancio del credito e degli investimenti.

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