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Sabato 20 Marzo 2010
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darfur

Il referendum del 2011

Due o tre motivi per cui il presidente Bashir ha firmato la pace in Darfur

1 Marzo 2010 -

La fine della guerra nel Darfur è stata ufficialmente annunciata dal presidente del Sudan Omar Hassan el Bashir in seguito all’accordo siglato il 23 febbraio a Doha, Qatar, con il Jem, Justice and Equality Movement. Una mossa tatticamente utile per el Bashir, considerando la sua precaria situazione a livello internazionale, i prossimi appuntamenti elettorali e il referendum del 2011.

Trattare con i falchi di Khartoum

Obama dialoga con il Sudan
ma il genocidio in Darfur non si ferma

18 Dicembre 2009 -

Nel discorso di Oslo, Obama ha parlato di come affrontare i regimi repressivi: “Non c’è una formula unica”, ha detto, “ma dobbiamo fare del nostro meglio per bilanciare isolamento e dialogo, pressioni e incentivi, in modo da favorire il progresso dei diritti umani e della dignità nel corso del tempo”. Se guardiamo al Sudan, però, e alla tragedia del Darfur, fino ad ora si è visto solo il lato dialogante del presidente americano. Tratto da Wall Street Journal

Agenda Africa

Darfur, d'ora in poi Obama terrà d'occhio il presidente Bashir

22 Ottobre 2009 -

Impedire al terrorismo internazionale di tornare nel Paese e ottenere la piena attuazione dell’Accordo di pace del 2005, che ha posto fine alla guerra tra il nord arabo islamico e il sud cristiano.  Così Obama vuole stabilizzare il Sudan.

Festa africana

Il discorso di Obama in Ghana è stato pieno d’ispirazione ma poco concreto

13 Luglio 2009 -

Dopo il viaggio in Ghana, alcuni osservatori commentano che Obama non ha spiegato chiaramente cosa intende fare per l’Africa. Come risolverà le crisi in Congo, Somalia e Sudan? Riuscirà a contenere il fondamentalismo islamico e la Cina? E soprattutto: in Darfur c'è un genocidio?

Tra dittatura, guerre e povertà

L’impotenza del mondo di fronte al dramma del Ciad

20 Giugno 2009 -

All’inizio degli anni ottanta il Ciad era stato classificato come la nazione più povera del mondo. Quasi tre decenni dopo, questo vasto paese dell’Africa centrosettentrionale si trova ancora nei bassifondi dell’Indice di sviluppo umano pubblicato dalle Nazioni Unite. (AffarInternazionali)

L'errore del Tribunale Penale Internazionale

Sudan, perché il mandato d’arresto contro al-Bashir non ha funzionato

9 Marzo 2009 -

I media occidentali hanno esaltato il mandato di arresto contro il Presidente al Bashir che però se ne infischia: sa che non verrà arrestato e che nel peggiore dei casi finirà in esilio. Ne parliamo con Talha Gibril, intellettuale sudanese e caporedattore di Asharq al-Awsat.

Dopo la condanna

Sudan, chi arresterà il presidente al-Bashir?

5 Marzo 2009 -

Secondo l'Onu il Darfur è "la più grave emergenza umanitaria in assoluto” del mondo. La Corte Penale Internazionale ha chiesto l'arresto del presidente Bashir per aver tollerato un genocidio che ha fatto almeno 300.000 morti e 5 milioni di profughi. Ma chi andrà a prendere Bashir, l'ex eroe di guerra del Kippur e il diarca compagno di merende del chierico integralista al-Turabi?

Cambio di regime in Sudan

Il Darfur deve battersi per l’indipendenza (con l'aiuto degli Usa)

intervista a Talha Gibriel di

Roberto Barducci

29 Dicembre 2008 -

Il 2008 sta per finire ma il presidente sudanese Omar Bashir è ancora al suo posto con le mani lorde di sangue. L’amministrazione Obama promette di intervenire ma vedremo se alla parole seguiranno i fatti. La parola d’ordine per il Darfur resta una sola, autodeterminazione. Ne parliamo con il giornalista arabo Talha Gibriel.   

Prevenire i genocidi

La Dottrina Obama riparte dal Darfur e dall’umanitarismo clintoniano

12 Dicembre 2008 -

L’Africa sarà il primo banco di prova di Obama. Dal Congo al Darfur, gli Usa punteranno più sulla difesa dei diritti umani e meno sull’esportazione della democrazia. Su questo concordano la Clinton, Rice e Biden. Ma che fine ha fatto la riforma del mondo islamico?

Riflessioni sul Darfur

L’incriminazione di Bashir serve
a poco, ma è un atto di coraggio

18 Luglio 2008 -

La condanna ufficiale della Corte Penale Internazionale in merito al genocidio in corso nel Darfur ha poca rilevanza concreta. Ma le pressioni diplomatiche sono meglio del silenzio.

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