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Giovedì 18 Marzo 2010
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democrazia

Democrazie contro totalitarismi

La più grande minaccia per l'Iran è la rinascita della democrazia in Iraq

17 Marzo 2010 -

Ma è proprio vero che la guerra in Iraq ha finito per favorire l’Iran dei mullah, oppure, al contrario, il regime di Teheran è stato e sarà sempre più penalizzato dal rafforzamento della democrazia che si è insediata a Baghdad?

Momento rivoluzionario

Iran, il nuovo anno si avvicina e Khamenei si scotta col fuoco

17 Marzo 2010 -

A dispetto dei pronunciamenti ostili della Guida Suprema, Ali Khamenei, ieri notte gli iraniani non hanno rinunciato alle celebrazioni dello Chahar-Shanbeh Souri, tipica ricorrenza persiana che precede di una settimana il Capodanno (Nooroz). Le strade, le piazze e i luoghi di ritrovo si sono riempiti di folla in festa attorno ai tanti fuochi accesi in tutto il paese.

La rivoluzione democratica tra etica e strategia

Stati Uniti e Iran: regime change
o grand bargain? Visioni a confronto

13 Marzo 2010 -

Gli Stati Uniti dovrebbero raggiungere un grande accordo con l’Iran o dovrebbero sostenere il Movimento Verde per rovesciare il regime khomeinista? Flynt Leverett e Michael Ledeen hanno sostenuto, rispettivamente, la prima e la seconda alternativa in un dibattito promosso dall'Atlantic Council di Washington, moderato da David Ignatius. (Atlantic Council)

Una delle tante buone ragioni per restare/2

Libere dal burqa: prosegue la lotta
per i diritti delle donne afghane

13 Marzo 2010 -

In Afghanistan, la condizione femminile resta una delle peggiori al mondo. I passi avanti compiuti dopo la caduta del regime dei talebani non sono ancora sufficienti.

Appunti Internazionali/30

Il miracolo delle elezioni in Iraq: forze in campo e prospettive per il dopo voto

6 Marzo 2010 -

Oggi, nella trentesima uscita di Appunti Internazionali, troviamo in primo piano i problemi e le sfide delle elezioni che si terranno domani in Iraq. Ampio spazio viene riservato anche alla guerra dei droni in corso in Afghanistan e al dibattito in corso negli Stati Uniti sull’eccezionalismo americano, su Obama e la sua politica estera, tra ingenuità e retorica buonista.

Il voto di Domenica

“Yes in my name”. La missione di Bush in Iraq è compiuta (anche per i liberal)

5 Marzo 2010 -

A scrivere che in Iraq sta sbocciando la democrazia non siamo solo noi, convinti da tempo del valore di quella semina. A scriverlo è la rivista Newsweek, fiore all’occhiello della intellighenzia liberal americana. Che nel suo ultimo numero ha riabilitato la figura di George W. Bush.

Punto della situazione in Iran

La rivoluzione democratica non è morta, il regime non ha ancora vinto

27 Febbraio 2010 -

Stando a una gran quantità di “analisi specialistiche”, il Movimento Verde in Iran è stato completamente spazzato via e il regime ha ormai preso il pieno controllo degli eventi nel paese. In realtà, l'Iran continua a trovarsi in una fase di crisi rivoluzionaria, il cui esito sarà determinato dalle decisioni dell’uomo, molte delle quali sono imprevedibili. (Faster, Please!)

Una delle tante buone ragioni per restare

Salvate dalla campana (e dai talebani): l'educazione femminile in Afghanistan

27 Febbraio 2010 -

Leila Mohammad Akbar dirige da più di quattro anni un istituto di scuola superiore femminile in Afghanistan. Un ruolo difficile visto che per i talebani le ragazze devono essere ritirate dalle scuole a costo di punire severamente chiunque viola questa disposizione.

Faster, Please!

Obama e il regime change in Iran.
Yes, we can

20 Febbraio 2010 -

Uno dei più grandi insuccessi dell’amministrazione Bush, nel suo secondo mandato, è stata la debolezza mostrata nei confronti dell’Iran. Bush ha messo da parte il problema iraniano. Obama vuole ottenere un risultato che è sfuggito al suo predecessore? Si tratta proprio del “regime change” in Iran, che rappresenterebbe un successo per la sua amministrazione. (Washington Post)

Libertà di repressione

In Iran è in atto una purga contro i giornalisti. Il caso di Nazila Fathi

6 Febbraio 2010 -

Nazila Fathi è una giornalista, ex corrispondente del New York Times da Teheran. Oggi vive a Toronto. E’ stata costretta a lasciare il proprio paese perché sorvegliata e minacciata di morte dagli uomini del regime. Come lei centinaia, forse migliaia, di giornalisti, blogger ed editor che hanno abbandonato l’Iran, ma continuano a fare informazione anche se in “esilio”.

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