13 Maggio 2008 - Se si andrà verso la riconferma dei vertici delle grandi aziende partecipate dallo Stato, come da tempo dice Silvio Berlusconi, significa che il neogoverno ragionerà in termini di performance e risultati ottenuti e non in base a logiche di potere. Ma questo non vuol dire che i board di Enel, Eni e Finmeccanica non saranno stravolti. Gli occhi sono comunque puntati su Poste e sulla girandola di nomi che ruota attorno alla Rai.