Giovedì 9 Febbraio 2012
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erdogan

Silvio con Bush, Putin, Erdogan (e Gheddafi)

Quell'Italia tra i "Grandi" che dava fastidio a qualcuno

4 Ottobre 2011 -

Dieci anni fa, quando Silvio Berlusconi prende l'interim del ministero degli esteri dopo la rottura fra Renato Ruggiero e la Lega Nord, mancano due mesi all'11 Settembre, e la scelta dell'Italia di schierarsi, da quel momento, saldamente al fianco degli Stati Uniti di George W. Bush diventa il trampolino di lancio per l'età d'oro della politica estera berlusconiana, quella "diplomazia degli affari" che dall'America corre verso la Russia dello zar Putin, la Turchia di Erdogan e la Libia di Muhammar Gheddafi.

Lo scacchiere

Il sostegno turco alla Macedonia rappresenta un passo verso l'Europa

3 Ottobre 2011 -

Di fatto, i Balcani rappresentano la porta d’ingresso d'emergenza della Turchia in Europa. L’eventuale ostilità nei confronti della Turchia rappresenterebbe un ostacolo non indifferente per le prospettive future del paese di Erdogan. Per minimizzare questa ostilità  la diplomazia Turca viaggia ultimamente molto spesso nelle capitali dei Balcani Occidentali; L’ultima visita è avvenuta venerdì nella capitale di Skopje per dare il suo sostegno alla Macedonia.

Le mire sulla Primavera araba

Il mondo arabo non si faccia abbindolare da Erdogan "l'affabulatore"

21 Settembre 2011 -

Ormai è chiaro come Erdogan stia cercando di mettere la sua ipoteca sulla Primavera araba (o almeno su ciò che ne emerso e rimasto). Ma cosa vuole veramente Erdogan? Semplice: una volta esplosa la crisi economica, proprio in quell’Europa alla quale aveva supplicato fino a ieri di aderire, ora il suo sguardo si volge a quel mondo arabo in cerca di una guida. L’aria da conquistatore l’ha assunta con grande disinvoltura, tanto da sembrare a proprio agio nelle vesti di “nuovo eroe” del mondo arabo.

Opinioni

Il problema di Israele è il mondo arabo, non la Palestina

19 Settembre 2011 -

Forse l’establishment israeliano dovrebbe sforzarsi di capire che senza un accordo con la contro parte palestinese, nazione o entità politica che sia, lo stato ebraico resterà sempre vittima dell’opportunismo politico di nazioni che sfruttano la questione palestinese per scagliarsi contro Gerusalemme e guadagnare prestigio agli occhi delle masse arabe.

Neo-ottomanesimo e energia

Erdogan alza i toni con Israele per mettere le mani sul suo gas

17 Settembre 2011 -

Sono tante le ragioni che spingono l'odierna Turchia del primo ministro Recep Erdogan  a diventare un avversario, se non un nemico, di Israele. Ai ferri corti per la questione delle scuse sulla Flottila, dietro tante frizioni c'è certo il progetto islamo-nazionalista di Recep Erdogan ma anche le mire della Turchia sui giaciamenti di petrolio e gas che Israele sta sfruttando di fronte alle sue coste mediterranee.

Il nuovo corso

Tornatene a casa, Erdogan

15 Settembre 2011 -

Scontro frontale tra i Fratelli Musulmani egiziani e Tayyp Erdogan sul tema centrale dell’assetto laico dello Stato in Egitto. Nel discorso ufficiale nella sede della Lega Araba, il premier turco è stato infatti netto nella condanna di ogni processo di islamizzazione dello Stato. Una frustata al principio fondante dell’islamismo e l’indicazione di un percorso opposto a quello intrapreso nei primi mesi di libertà dall’Egitto. (Tratto da Il Foglio)

Il viaggio in Medioriente del primo ministro turco

Erdogan apre il tour dell’odio contro Israele

14 Settembre 2011 -

Piazza Tahrir, che magnifica preda per Tayyip Erdogan, e a un prezzo così basso, l’odio contro Israele: dai tempi dell’impero ottomano la Turchia non si presentava sul proscenio come potenza islamica internazionale e ora dall’Egitto parte un suo tour di saluto alle primavere arabe, Egitto, Tunisia, Libia. (Tratto da Il Giornale)

Israele: rammarico ma non ci scusiamo

Per Erdogan è un momentaccio: blocco di Gaza giusto, "Flotilla" out

3 Settembre 2011 -

Spiazzato dal rapporto Palmer, e appreso che il governo israeliano si limiterà ad esprimere rammarico per ma non delle scuse formali per l'attacco alla Mavi Marmara, il premier turco Erdogan e il suo ministro degli esteri Davutoglu hanno reagito con durezza, espellendo l’ambasciatore dello Stato ebraico in Turchia, bloccando qualsiasi iniziativa comune e disconoscendo il documento redatto dalle Nazioni Unite.

S'inverte il rapporto tra militari e politica

Erdogan piega i generali ma non è detto che ora la Turchia sia al sicuro

12 Agosto 2011 -

Ci sono segnali contrastanti su come potrebbe evolvere la situazione politica in Turchia dopo che il premier Erdogan ha dato un'ulteriore stretta al potere dei militari, che si considerano i depositari dello stato laico turco. Il brusco punto di svolta nelle relazioni tra istituzioni militari e civili potrebbe rendere il Paese più democratico ma anche consegnare le chiavi del potere ad un unico partito, l'AKP, dichiaratamente islamico-conservatore.

Gli scenari dopo le elezioni

La Turchia prova a fare rima con democrazia

1 Luglio 2011 -

In campagna elettorale tanto l'AkP che il CHP hanno formalmente assunto l'impegno di riformare la Costituzione in caso di vittoria. Tuttavia, mentre Kilicdaroglu prometteva cambiamenti significativi, tra i quali maggiori diritti per curdi e gli aleviti, l'allargamento delle libertà di stampa e una riduzione della soglia di sbarramento elettorale al 10%, Erdogan è rimasto molto abbottonato quanto ai suoi orientamenti sulla nuova costituzione, manifestando soltanto il desiderio di una "Costituzione del popolo, breve, compatta ed aperta", spiccatamente presidenzialista. (Tratto The Commentator)

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