Mercoledì 8 Febbraio 2012
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europa

Il commento sul 'fiscal compact'

La scelta perniciosa della cancelliera Angela Merkel

1 Febbraio 2012 -

Il vertice europeo del 30 gennaio ha, nella quasi generale soddisfazione, adottato decisioni che sono contraddittorie e molto pericolose. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ottenuto ciò che voleva: una nuova disciplina del bilancio degli Stati della zona dell’euro, con l’obiettivo di rassicurare i tedeschi timorosi di dover sopportare il costo delle leggerezze altrui, e un potenziamento del fondo “salva Stati”. (Tratto da Il Tempo)

I 27 riuniti in Belgio per il Consiglio Europeo

Dopo mesi d'attese Bruxelles vara il fiscal compact voluto da Angela Merkel

31 Gennaio 2012 -

Nel segno della lotta alla disoccupazione e di nuove misure per la crescita, si è svolto, ieri, il primo vertice dell’anno dell’Unione Europea, in una Bruxelles paralizzata dallo sciopero generale convocato dai sindacati belgi contro le misure di austerità decise dal governo. I leader europei hanno anche dato il via libera al cosiddetto Fiscal Compact, che, su richiesta della Germania, prevede un’ulteriore stretta sui vincoli di bilancio.

L'uovo di giornata

La Merkel finirà per rimpiangere Berlusconi? Forse

31 Gennaio 2012 -

C'è un nuovo gioco che si aggira nelle redazioni dei grandi giornali d'Italia: tira sulla Cancelliera tedesca. Lasciamo stare 'Libero' e 'Il Giornale' che da mesi menano duro sulla Merkel (come dimenticare la Merkel locandiera tirolese in dirndl o con baffo all'Adolfo). Al gioco adesso partecipano anche "Il Corriere della Sera", "Il Sole (fate presto) 24 Ore", e indirettamente pure "La Repubblica". L'accusa alla Merkel è sempre quella: protervia e pinguedine. Giannelli sul 'Corriere' l'ha fatta diventare una balena. 'Il Sole' parla di "Elefante in cristalleria". Repubblica? Beh, fa scrivere a Giovanni Di Lorenzo un tedesco anti-italiano con il nome italiano la difesa d'ufficio alla Cancelliera "Non date la colpa ai tedeschi cattivi". Che dire? Quando c'era Berlusconi la Merkel almeno incassava la solidarietà di mezza Italia (e Europa). Finirà per rimpiangere il Cav., per quanto paradossale possa sembrare.

L'Europa in crisi e l'impatto sull'America latina

Il Sud America 'ruggisce' ma non riuscirà ad evitare la crisi europea

28 Gennaio 2012 -

 La crisi economica può capovolgere i vecchi equilibri. Mentre Europa e Stati Uniti (un po’ di meno) arrancano, nel Sud del mondo, c'è chi corre. L'America latina si sente pronta ad emanciparsi. Da cortile di casa degli Stati Uniti a florido giardino dell'economia globale. Lo sviluppo nell'ultimo decennio si è accompagnato per la prima volta a una sostanziale stabilità politica e a una riduzione delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito.

Verso l'Eliseo

Hollande presenta i suoi "60 impegni" ma di nuovo c'è molto poco

28 Gennaio 2012 -

Non vi sono più dubbi: quel che si sta stagliando all’orizzonte politico delle presidenziali francesi è la tempesta perfetta. Perché se quel teddy bear di François Hollande (è un po’ dimagrito ma rimarrà sempre l’uomo orsacchiotto con il doppio mento ) dovesse riuscire a spuntarla contro Nicolas Sarkozy alle elezioni dell’Aprile prossimo, evento molto probabile secondo i sondaggi, la Francia rischia di precipitare ancor di più in un abisso di statalismo ideologico, conformista e anti-religioso, tanto da rendere preoccupante il futuro della convivenza europea.

La Lady di ferro e l'Europa/2

Dopo tutto Margaret Thatcher aveva ragione sulla fragilità dell'euro

21 Gennaio 2012 -

“Benefici senza fatica” fu lo slogan ricorrente di politici come Bill Clinton e Tony Blair. Quando per la prima volta Blair arrivò al potere in Gran Bretagna nel 1997, il suo messaggio principe era “Le cose possono solo andare meglio”. L’ottimismo fu a sua volta parte integrante del messaggio politico di Margaret Thatcher, ma in modo più rigorista. Da par sua, la Lady di Ferro era convinta che i benefici fossero invece la ricompensa di molta fatica. (Seconda puntata. Tratto dal WSJ)

L`Europa in crisi profonda

Euro, un esperimento fallito

19 Gennaio 2012 -

Robert Barro, professore di economia a Harvard e uno degli economisti americani più stimati, si è occupato dell’euro e del suo futuro in un editoriale del Wall Street Journal (“An Exit Strategy From the Euro”, 10 gennaio). La sua conclusione è molto simile a quella da me espressa su queste colonne: “L’euro è stato un esperimento nobile, ma è fallito. (tratto da il Tempo)

Dalla parte delle imprese

L'Europa riconosca che le banche popolari finanziano l'economia reale

19 Gennaio 2012 -

Ieri sono stati auditi presso la Camera dei Deputati i rappresentanti dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari nell’ambito dell’esame della Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento, della Proposta di direttiva sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle imprese di investimento.

Scenari presenti e futuri

La maggioranza politica serve a Monti per restare in sella, ad ABC per riorganizzarsi

18 Gennaio 2012 -

Qualcosa si muove nel campo della politica ai tempi del governo tecnico. Dal tunnel alla luce del sole. Dai contatti riservati al tavolo cui sedersi. Dagli incontri ‘clandestini’ nei corridoi o nelle salette più discrete degli hotel a Palazzo Chigi. L’ABC (che sta per Alfano, Bersani e Casini) sta declinando qualcosa, forse qualcosa in più di un semplice alfabeto.

Verso l'Eliseo

Ecco tutti i miseri risultati di Sarkozy. E ora la rielezione rischia di sfumare

18 Gennaio 2012 -

Nicolas Sarkozy ha cominciato a fare i suoi comizi. Vuole essere rieletto Presidente dei francesi. Anche se tuttora non ha confermato la sua candidatura (né dunque è dato sapere sa su cosa chiederà il voto degli elettori ) i suoi connazionali si chiedono se ce la farà. A guardar bene, il vero rischio per Sarkò non è solo quello di non essere rieletto, ma di non arrivare neppure al ballottaggio, sulla pressione del nazionalismo lepenista o del centrismo perbenista di Bayrou.

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