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Sabato 20 Marzo 2010
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fascismo

Regno badogliano vs Repubblica fascista d'Himalaya

La storia dei diecimila soldati italiani prigionieri in India (3a parte)

13 Febbraio 2010 -

Le ascensioni alpinistiche. Coloro che ebbero la facoltà di allontanarsi dal campo poterono non solo visitare i villaggi vicini, ma anche avvicinarsi alle montagne. Taluni ufficiali infatti ottennero, forse unico caso nella storia del secondo conflitto mondiale, di uscire “sulla propria parola d’onore” dal campo di prigionia per affrontare alcune cime dell’Himacal Pradesh.

Regno badogliano vs Repubblica fascista d'Himalaya

La storia dei diecimila soldati italiani prigionieri in India (2a parte)

6 Febbraio 2010 -

La vita nel campo. Ciascuno dei quattro campi era diviso in cinque recinti, e ogni recinto contava una decina di baracche di legno con il tetto in eternit. In ogni baracca, sei stanzette per un totale di trentasei prigionieri.

Regno badogliano vs Repubblica fascista d'Himalaya

La storia dei diecimila soldati italiani prigionieri in India (1a parte)

30 Gennaio 2010 -

Nel 1947 ritornava in Italia un gruppo di prigionieri di cui quasi nessuno parla mai. Venivano dalla lontana India dove, dopo la cattura nei vari fronti di guerra, “soggiornarono” nei campi di prigionia britannici, alcuni a partire dal 1941 e altri dal 1942, fino al loro rimpatrio, avvenuto tra la fine del 1946 e l’inizio del 1947.

Dimenticati

Diamo ascolto alla prosa di Bilenchi e sentiremo il rumore del tempo

Intervista a Marino Biondi di

Luca Meneghel

24 Gennaio 2010 -

A pochi mesi dall'uscita delle "Opere complete" per Rizzoli, torniamo a parlare di Romano Bilenchi, della sua vita e della passione per il giornalismo. In questo invito alla rilettura ci accompagna il professor Marino Biondi, che insegna Storia della critica a Firenze.

Musica e potere

Ascoltate la musica di Respighi. Pare di essere in un film di Hollywood

3 Gennaio 2010 -

Mussolini non amava Ottorino Respighi ma ne tollerava la musica, il che permise all’autore dei "Pini di Roma" di comporre in grande libertà, e a noi, ai posteri, di ascoltare una musica che risulta a tutt’oggi gradevole e altamente suggestiva. Purtroppo però Respighi è stato vittima di non poche osservazioni malevoli, provenienti soprattutto dalla critica inglese.

Interviste postume

Quando Montanelli si chiese che fine avrebbe fatto l'Italia dopo il Fascismo

13 Dicembre 2009 -

"Le passioni di un anarco-conservatore" è il titolo di una intervista a Indro Montanelli, pubblicata postuma dall'editore Le Lettere. In una sessantina di pagine, sono riassunti i passaggi cruciali e l’“ideologia” del giornalista morto il 22 luglio del 2001.

Un saggio sulla mentalità totalitaria

Hitler, Lenin e quella folle idea di creare "l'uomo nuovo" con il terrore

13 Dicembre 2009 -

Nazismo e comunismo volevano una purificazione del mondo attraverso la pratica della "purga permanente", istituzionalizzando il Terrore in modo da "rigenerare la società e creare l’uomo nuovo". Rispetto ai due esempi riusciti di totalitarismo, il fascismo si presenta con un profilo meno definito.

La recensione

David Myatt, breve storia di un neonazista convertito all'Islam

2 Dicembre 2009 -

C’è un nome, nelle prime pagine del bel libro scritto da Alexander Del Valle ed edito da Lindau, che mette i brividi solo a pronunciarlo. Un nome che incarna alla perfezione la tesi sostenuta dall’autore: oggi l’Occidente si trova sotto un triplice attacco di gruppi (totalitari) che odiano i nostri valori e la nostra civiltà e combatteranno fino all’ultimo per distruggerla. Verdi, rossi e neri. Islamisti, comunisti e neonazisti. Il nome in questione è quello di David Myatt.

L'intervento

E Gianfranco nel libro dimentica il suo passato fascista e Silvio

11 Novembre 2009 -

Riportiamo l'intervento del Coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, che oggi ha commentato il nuovo libro del presidente della Camera Gianfranco Fini, "Il futuro della libertà". Tratto da Il Giornale.

Documenti inediti

L'attacco fascista alla Francia non fu una "pugnalata alle spalle"

9 Agosto 2009 -

L'aggressione fascista alla Francia fu una mossa avventata per soddisfare l’alleato tedesco che dilagava in Europa. Ma non fu una decisione inaspettata né infame, come dicono molti storici. La "pugnalata alle spalle" presuppone una lealtà che i due Paesi non avevano. Questo emerge dalle carte dell'ambasciatore di Parigi a Roma, Andrè Francois Poncet.

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