Mercoledì 8 Febbraio 2012
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iraq

Arcana Imperii

Quello che le spie si aspettano dal nuovo anno

28 Dicembre 2011 -

Per le agenzie d' Intelligence s' annuncia un 2012 complicato. L’anno agli sgoccioli lascerà sul campo strascichi pesanti, tra una crisi economica generale di cui non si vede l' annuncio della fine, terrorismo diffuso (a dispetto dell' eliminazione del "mostro sacro" Osama Bin Laden), conflitti territoriali in crescita, attacchi raffinati ai sistemi informatici pubblici e privati.

Il filo rosso del 2012

Tutto si tiene, la rielezione di Obama,
il ritiro dall'Iraq e l'Iran nucleare

22 Dicembre 2011 -

Il ritiro americano dall'Iraq apre molti scenari imprevedibili: il primo arride all'Iran, il secondo pone interrogativi cruciali sulla stabilità politica dell'Iraq, infine uno di dimensioni globali che lega l'America all'Iran, la rielezione di Obama ai capricci di Khamenei ed Ahmadinejad.

Il blog del direttore

Iraq, si torna a casa. Ed è una vittoria

19 Dicembre 2011 -

Ieri all’alba un lungo convoglio di mezzi blindati del 1st Cavalry Division  con a bordo circa 500 soldati ha percorso l’autostrada che collega l’Iraq al Kuwait: era l’ultimo contingente americano destinato a lasciare il paese dopo otto anni e mezzo di guerra. Lungo quella strada, soprannominata Route Tampa,  sono passati migliaia di vecoli e centinaia di migliaia di soldati. (tratto da il Tempo)

La scelta di Obama in vista delle elezioni

Il ritiro Usa dall'Iraq lascia di fatto il paese in mano a Iran e Arabia Saudita

15 Dicembre 2011 -

L'Operation Iraqi Freedom (OIF), iniziata finanziariamente nell’autunno del 2002 e scattata a livello operativo con l’invasione del Marzo 2003 si è conclusa definitivamente. Ad ossequiare le cerimonie di chiusura della campagna irachena, il segretario alla Difesa Usa, Leon Panetta, il quale è volato subito dopo in Turchia.

Un favore fatto all'Iran

Addio alle armi, Obama abbandona l'Iraq per un pugno di voti

25 Ottobre 2011 -

A leggere le principali riviste americane in questi giorni l'argomento principale non è l'esecuzione di Gheddafi, o che fine farà la Libia ora che si aprono nuovi scenari dopo la morte del Rais, bensì la notizia del ritiro definitivo delle truppe americane dall'Iraq annunciato dal presidente Obama. Una scelta poco meditata, dettata dalle esigenze elettorali, e che rischia di essere un grandioso favore fatto all'Iran.

A Dicembre il ritiro statunitense

In Iraq Teheran continua a uccidere ma gli USA non stanno a guardare

24 Settembre 2011 -

Tra pochi mesi, precisamente il 31 Dicembre di quest'anno, le truppe statunitensi si ritireranno dall'Iraq. L'Iran continua nonostante tutto a sostenere gruppi armati iracheni, tra cui affiliati di Al Qaeda, in funzione anti-statunitense. Un sostegno, quello iraniano, che fa ancora vittime tra i soldati Usa, impegnati - ancora per poco ormai - a proteggere se stessi e la fragile democrazia irachena.

 
La calda estate araba

Tutti guardano alla Libia ma non scordiamoci dell'Iraq

19 Luglio 2011 -

C'è una primavera araba più visibile e che tutti conosciamo ed una guerra fredda meno percepita ma altrettanto importante; la prima fatta di appuntamenti che speriamo non saranno traditi (in Nordafrica), la seconda meno chiara e piena di interrogativi che per adesso non trovano risposta (Iran, Iraq, Turchia, Arabia Saudita). Il perno è sempre la Siria, dove si continua a morire.

La prima volta di Panetta in Iraq

L’Iran fornisce armi per uccidere americani a Baghdad

16 Luglio 2011 -

“L’Iran fornisce armi ai guerriglieri sciiti in Iraq”, questa frase è stata pronunciata da Leon Panetta durante la sua prima visita a Baghdad da neo segretario americano alla Difesa. Il democratico italo-americano, successore di Robert Gates, ha chiesto al governo iracheno di agire con forza contro i combattenti sciiti sostenuti dagli ayatollah dopo che è stato ucciso nel sud del Paese l’ennesimo soldato Usa.

Logistica del ritiro

Per gli Usa non sarà facile uscire dall'Afghanistan

24 Giugno 2011 -

L'Afghanistan non ha sbocchi sul mare. Centinaia di container e camion pieni di carburante sono costretti a transitare ogni giorno attraverso il vicino Pakistan, per poi raggiungere le basi da nord. Mantenere buoni rapporti con Islamabad sarà di vitale importanza per permettere alle truppe e ai mezzi americani di lasciare il Paese. La dipendenza da Islamabad non può essere sottovalutata. Ma c'è anche la via russa.

Possibili elezioni anticipate

In Iraq tra Maliki ed Allawi spunta la mediazione di Barzani

4 Giugno 2011 -

Mentre il medio oriente si infiamma per quella che è stata definita la “primavera araba” c’è un paese che sembra non essere stato contagiato dalle rivolte: l’Iraq. A differenza di Egitto, Tunisia, Bahrain, Yemen, Siria, Iran, e molti altri, sembra che il vento della rivolta abbia finora risparmiato il governo di Baghdad, ma la situazione per il Premier al-Maliki è tutt’altro che tranquilla.

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