Mercoledì 8 Febbraio 2012
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libia

Effetto Iraq sul mondo arabo

Senza gli Usa in Iraq non avremmo avuto le rivolte arabe

22 Dicembre 2011 -

Ripubblichiamo volentieri un articolo di Christopher Hitchens a più di una settimana dalla sua morte sul rapporto tra intervento Usa in Iraq e rivolte arabe. Qualcuno riesce a immaginare come la primavera araba avrebbe avuto luogo se uno Stato chiave arabo, ricco di petrolio e pesantemente armato, con una miriade di interventi negli affari dei suoi vicini e una storia di totale repressione di massa contro i propri civili, fosse ancora proprietà privata di una sadica famiglia criminale? (Tratto da Slate)

Le promesse deluse delle "Arab springs"

La morte di un regime non equivale sempre alla nascita della democrazia

25 Ottobre 2011 -

Il drammatico epilogo della guerra civile che da otto mesi sta devastando la Libia, culminato con l’uccisione di Gheddafi, non solo apre tutta una serie di interrogativi su quale potrà essere il futuro delle “primavere arabe” ma soprattutto smonta alcuni dei luoghi comuni su cui si è fondata l’idea che con la fine dei regimi al potere anche in quei Paesi potesse aprirsi una fase di democrazia e libertà.

ll cerchio si stringe su Libano, Siria e Iran

Sotto a chi tocca, se ne andranno o faranno la fine di Gheddafi?

24 Ottobre 2011 -

Il messaggio che esce dalla guerra in Libia è chiaro: puoi avere ai tuoi ordini la spietata brigata Mutassim, i carri armati degli Assad, i cani da guardia Basij per le strade di Teheran, ma quando si alza il vento della rivoluzione pagherai fino all’ultimo centesimo la libertà rubata al tuo popolo.

L'esecuzione in diretta del tiranno

La fine di Gheddafi ci ricorda quale sia la faccia disumana della vittoria

23 Ottobre 2011 -

Eppure lo sappiamo come muore un dittatore. Lo sappiamo che fine fanno i tiranni, la storia ce lo ha mostrato più e più volte. Le immagini che sono arrivate sulla morte di Muammar Gheddafi, ci hanno fatto fare i conti con l’altra faccia della vittoria dei ribelli, non quella, quasi commovente, delle esultanze per strada, dei clacson e delle bandiere della nuova Libia, ma quella insanguinata e terrorizzata di un uomo che viene trascinato e malmenato fra spari di mitra e urla d’eccitazione.

Jibril e il CNT

Non mettiamoci la mano sul fuoco ma la Libia sembra allontanarsi dall'Italia

7 Ottobre 2011 -

Il libico Jibril ha detto che i futuri contratti rispecchieranno non tanto i vecchi equilibri, ma i nuovi interessi e le esigenze del popolo libico. Al di là di immotivati allarmismi, queste parole non fanno sperare poi così tanto l'Italia, né fa sperare la freddezza diplomatica con cui sono state pronunciate.

Commenti sull'Assemblea generale

All'Onu l'Italia ha fatto la sua parte su Libia e riconoscimento palestinese

24 Settembre 2011 -

L’Assemblea Generale dell’Onu è più un grande sipario ‘istituzionalista’ ove posizioni diplomatiche già declamate vengono riaffermate che una vera opportunità per dare il la a cambiamenti cogenti. E' forse giunto il momento di fare un punto su quello che è accaduto in questi giorni all'Assemblea Generale. Due i temi forti: Statualità palestinese e Libia. L'Italia ha fatto la sua parte: rafforzato il fronte Occidentale e difeso i suoi interessi libici. 

 
Ipse dixit

Sulla Libia Obama si scorda dell'Italia. E se noi ci scordassimo della Libia?

22 Settembre 2011 -

“… Sono stati i nostri alleati europei – in particolare il Regno Unito, la Francia, la Danimarca e la Norvegia – che hanno condotto la stragrande maggioranza degli attacchi aerei a protezione dei ribelli sul terreno. …”. Queste le parole di Barack Obama, al meeting sulla Libia tenutosi ieri all'Onu. L'Italia non è stata ringraziata. A noi che siamo il terzo paese per azioni aeree a sostegno dei ribelli, neanche un ringraziamento. Verrebbe voglia di vedere l'Italia negare alla Nato l'uso delle sue basi per i prossimi tre mesi.

I lealisti resistono a oltranza a Sirte e Bani Walid

Le grane interne ai "ribelli" rallentano la ricostruzione della Libia

19 Settembre 2011 -

La nuova Libia del post-Gheddafi è ancora ai primi vagiti, ma le divergenze politiche già creano intoppi nel processo di ricostruzione. Ieri era atteso l'annuncio del nuovo governo, ma le divisioni interne al Comitato nazionale transitorio hanno rimandato l'accordo tra le parti a data da destinarsi. Proseguono, inoltre, gli assalti delle truppe ribelli a Sirte e Bani Walid, ultimi baluardi in mano ai fedelissimi di Gheddafi. A Bani Walid, in particolare, si paventa la presenza dello stesso ex raìs.

"Aspettavamo la rivoluzione egiziana dal 1979"

Khamenei dà del "criminale" all'Italia e chiede più corano nelle Carte arabe

17 Settembre 2011 -

Come una corazzata giunge il verbo dell’ayatollah Ali Khamenei, il leader del consiglio supremo degli ayatollah iraniano, sui grandi sconvolgimenti che stanno interessando la regione mediorientale da quasi un anno a questa parte. Lo fa dalla conferenza sul risveglio islamico in corso a Teheran. Il leader iraniano ha invitato la platea a "non aver fiducia negli USA o della Nato e nei regimi criminali come la Gran Bretagna, la Francia e l'Italia". Khamenei ha anche detto di augurarsi che nelle future Carte costitutzionali arabe vi siano chiari riferimenti al corano.

 
Realpolitik e interessi petroliferi

Che c'entra Bernard-Henri Lévy con le questioni di politica energetica libiche?

16 Settembre 2011 -

Nulla da eccepire sul viaggio di Nicolas Sarkozy e David Cameron a Tripoli. Tutte le condizioni sono poste per una “nuova Libia” caotica, in preda a cento faide, vendette, guerre tribali e religiose. Una Libia in cui forse si riuscirà a pompare energia, ma solo perché da qui a poco il Cnt chiederà e otterrà un presidio militare di terra per pozzi e per le pipelines da parte della Nato. In tutto ciò Bernard-Henri Lévy che c’azzecca?

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