Giovedì 9 Febbraio 2012
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riforma maroni

Pensioni e tesoretto,
l'Unione ferma al palo

14 Giugno 2007 -


Fumata nera a Palazzo Chigi. Il vertice tra i capigruppo dell'Unione e il governo è durato ore ma non ha dato frutti. La riforma delle pensioni? Rimandata.  Il decreto legge sull'extragettito? Rimandato. Di entrambi se ne riparlerà dopo il Dpef, la cui discussione è slittata anch’essa al 25 giugno.

La sinistra radicale ha capacità di veto

7 Maggio 2007 -

Appena si parla di conti pubblici, extra gettito e pensioni il Governo entra in tilt. Anche sul fronte previdenziale, a tirare la coperta di Prodi è soprattutto la sinistra radicale, che spinge per abolire lo scalone introdotto dalla legge Maroni e mantenere anche nel 2008 la possibilità di ritirarsi a 57 anni a fronte di 35 anni di contributi. Ma Ds e Margherita replicano che non si possono usare tutte le risorse disponibili per eliminare lo scalone.

Sono i coefficienti di conversione il vero problema delle pensioni

4 Maggio 2007 -

Sulla questione del superamento del cosiddetto “scalone” si sono ormai registrate convergenze: si sta in effetti andando verso ipotesi di soluzione (gli “scalini”) del tutto condivisibili purché si dimostri che, nel lungo periodo, non sia alterata la tenuta del sistema. La tematica dei “coefficienti di conversione” – argomento esoterico, decisamente da addetti ai lavori – è invece ancora pesantemente sul tappeto.

Le riforme Amato e Prodi hanno tolto le pensioni ai giovani

3 Maggio 2007 -


Le riforme Amato (1992) e Prodi (1996) hanno duramente colpito i giovani (decurtando drasticamente le loro pensioni future) e i pensionati in essere (limando anno dopo anno gli assegni loro spettanti rispetto all’andamento dei salari). Ecco come si può iniziare a correggere queste storture (e restare nei vincoli della sostenibilità) con cinque passi da fare simultaneamente.

La pensioni e la riforma
che ruba il futuro

26 Marzo 2007 -

Sindacato e sinistra appaiono contrari tanto all’allungamento della vita lavorativa quanto alla riduzione dei coefficienti di trasformazione. Sono favorevoli all’eliminazione dello “scalone”, all’aumento delle pensioni minime e all’introduzione di non meglio specificati “incentivi” per la permanenza al lavoro dopo la maturazione dei requisti minimi. Tutte posizioni che hanno la caratteristica comune di rubare futuro e risorse alle giovani generazioni.

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