Venerdì 10 Febbraio 2012
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senatori a vita

Prodi spera di salvarsi la vita
con i senatori a vita

22 Gennaio 2008 -

Il Governo Prodi incasserà la fiducia alla Camera ma al Senato tutto può succedere. Così in queste ore gli uomini di Prodi stanno lavorando freneticamente ai fianchi senatori a vita e senatori incerti per conquistarsi quel voto in più che potrebbe salvare la vita a un governo già morto.  

Le mosse di Prodi per durare

22 Gennaio 2008 -


Leggendo in controluce lo scatto d’orgoglio che il presidente del Consiglio ha offerto alla platea di Montecitorio, le alternative che Prodi sembra aver posto davanti a sé sono in sostanza due: sbancare il botteghino delle scommesse incassando per il rotto della cuffia la fiducia del Parlamento oppure presentarsi sfiduciato e dimissionario davanti al Capo dello Stato finora silente.

Gli sbagli di una maggioranza spaccata

24 Ottobre 2007 -

Anche questa volta il Presidente Prodi è riuscito a salvare il suo Governo. L’ha salvato nelle forme costituzionali, con un voto di scarto al Senato e grazie ai soliti senatori a vita. Quello che conta però, più dei numeri e della legittimità etica di utilizzare i voti di senatori “non eletti”, per superare l’ostacolo di una maggioranza che al Senato non c’è, è il clima politico che si è andato creando.

Finanziaria: Governo salvo grazie al voto dei senatori a vita

23 Ottobre 2007 -

Come da copione. Un solo voto di scarto, massimo due, e tanti ringraziamenti ai senatori a vita. La maggioranza di centrosinistra si salva per un pelo sulle primissime votazioni del decreto fiscale al Senato. Quelle tanto per capirci riguardanti le pregiudiziali di costituzionalità e le richieste di sospensiva.

Dopo il caso-Visco, il governo Prodi non ha più una maggioranza politica

4 Ottobre 2007 -

C'era una volta la "maggioranza politica". Formidabili quei giorni. L'opposizione sosteneva con fermezza la necessità per Prodi di contare sul voto di 158 senatori eletti come soglia minima per la credibilità e la legittimità del proprio mandato. E il centrosinistra sbandierava orgogliosamente la propria "autosufficienza" ogni volta che riusciva per un soffio a raggiungere la fatidica quota. Altri tempi, dicevo. Perchè adesso quelle polemiche e quei discorsi sembrano finiti in archivio o addirittura nel dimenticatoio.

La riforma della giustizia
infiamma il Senato

13 Luglio 2007 -

Mentre a Palazzo Madama si approvava col voto determinante dei senatori a vita la riforma dell’ordinamento giudiziario, una bagarre ha incendiato l’aula già incandescente. Nel corso del discorso dell’ex pm di “Mani pulite” Gerardo D’Ambrosio, la senatrice di Forza Italia Cinzia Bonfrisco (nella foto)ha urlato “assassino”. Subito dopo, il diessino Goffredo Bettini ha alzato il dito medio verso i banchi dell’opposizione. Che poco dopo ha abbandonato l’aula.

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