Giovedì 9 Febbraio 2012
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sessantotto

Facile protestare al computer

Quello degli "indignados" italiani è un falò delle ovvietà

29 Maggio 2011 -

Anche in Italia ci sono gli indignados, ma a differenza degli spagnoli non scendono in piazza per protestare ma si accontenato di farlo on line, alla tastiera del pc. E' il falò delle ovvietà: dall'antinuclearismo al complottismo, ne esce il ritratto di  una tragicomica e disordinata rassegna di fantasticherie, qualunquismi, citazioni improbabili e discorsi da bar.

Formidabili quei cantanti

Gli hippies, la contestazione, il sesso e soprattutto Azzurro

21 Dicembre 2008 -

Nei tempi in cui il pop è definito “musica leggera” e le canzoni di successo che vincono il “Festivalbar” sono con orrore classificate come “canzoni balneari”, arriva un terzo incomodo: “Azzurro”, cantata da Adriano Celentano e scritta da Paolo Conte. E la musica in Italia non è più la stessa.

Dure provocazioni

Esiste un filo conduttore che dal nazismo porta dritto dritto al '68

14 Dicembre 2008 -

Lo stesso utopismo sociale, la stessa aspirazione a creare un Uomo Nuovo, la stessa assenza di predisposizione al pragmatismo e al compromesso, la stessa posizione sostanzialmente antiborghese. I giovani nazionalsocialisti, almeno nelle loro posizioni iniziali, erano altrettanto antiautoritari e tesi a spezzare il dominio dei vecchi,  dei figli della contestazione.


Il primo bilancio è positivo

Soldati nelle città: più sicurezza,
meno criminalità

22 Novembre 2008 -

Ormai ci siamo abituati a vederli: belli, efficienti, marziali, osservano la forma e concretizzano la sostanza, fanno sicurezza e infondono un senso di sicurezza. Sono i militari che da tre mesi vigilano certi siti di alcune città italiane. Il loro utilizzo ha portato al dimezzamento dei reati. A questo punto, chi può essere contrario alla proroga dell’impiego dei militari?

Ripensare la Primavera di Praga

Bertinotti fa i conti con Praga
ma dimentica gli errori di Dubcek

2 Novembre 2008 -

Nelle ultime settimane la vecchia guardia comunista è tornata a discutere del ’68 di Praga. Quando la sinistra occidentale abbandonò i giovani cecoslovacchi alla restaurazione sovietica. Eppure i riformisti di Dubcek commisero più di un passo falso.

Un bel libro sul '68

Quando si sognava di fare la rivoluzione

2 Novembre 2008 -

A 40 anni da quegli anni che hanno cambiato il volto dell'Italia si moltiplicano le pubblicazioni che ricostruiscono la storia, le atmosfere, i tormenti di una generazione. Ma tra quelle pubblicazioni ce n'è una che spiega, meglio delle altre, quel sogno – nebuloso ma indiscutibile – di rivoluzione nel quale si credeva.

La rivoluzione infinita

Uno, due, troppi Sessantotto

25 Ottobre 2008 -

Quando si decide di fare un bilancio del ’68, si dovrebbe precisare se ci si riferisce se alla sua parte ideologico-politica o a quella "antropologica". C’è una grande differenza, e c’era anche all’epoca dei fatti, fra i temi egualitari e partecipativi messi in campo, i comunismi invocati a esempi da seguire, le simpatie per la Cina, Cuba, l’Unione Sovietica, il Terzo Mondo, da un lato, e nuovi stili di vita dall’altro. L’importante è non fare confusione.

Capolavori del 68

Toh, chi si rivede, il “Libretto rosso”
del presidente Mao

13 Luglio 2008 -

Edito nuovamente in Italia a 42 anni dalla sua uscita in Cina, la pubblicazione del libretto rosso di Mao, un relitto della storia, oggi rappresenta un’operazione meritoria. Perché i giovani d’oggi possono così toccare con mano per chi e che cosa molti dei loro padri, tanti guru e ciarlatani, si sono a suo tempo entusiasmati.

Sapienza

Il Sessantotto è la patologia dell’università italiana

4 Giugno 2008 -

C’è un nesso tra le parole sui giovani pronunciate dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nel corso della consueta Assemblea annuale e quanto successo a “La Sapienza” qualche giorno fa?

Il Sessantotto come l'interventismo e il fascismo: la lettura di Matteucci

30 Marzo 2008 -

I saggi di Nicola Matteucci sulla rivolta studentesca di fine anni Sessanta (ora ripubblicati da Rubbettino con il titolo Sul Sessantotto, a cura di Roberto Pertici, presentazione di Gaetano Quagliariello, pagine 108, €14) valgono, da soli, più di gran parte di ciò che si è finora scritto su quegli eventi. È vero che Matteucci scriveva a caldo, a ridosso dei fatti, ciò che spesso costituisce un ostacolo per la loro comprensione; ma è vero anche che riusciva ad andare oltre i punti di vista — l'uno simpatetico- nostalgico, l'altro banalmente critico — che da quarant'anni risultano prevalenti ogni volta che, almeno in Italia, si parla e si scrive di Sessantotto.

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