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Domenica 21 Marzo 2010
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sessantotto

Formidabili quei cantanti

Gli hippies, la contestazione, il sesso e soprattutto Azzurro

21 Dicembre 2008 -

Nei tempi in cui il pop è definito “musica leggera” e le canzoni di successo che vincono il “Festivalbar” sono con orrore classificate come “canzoni balneari”, arriva un terzo incomodo: “Azzurro”, cantata da Adriano Celentano e scritta da Paolo Conte. E la musica in Italia non è più la stessa.

Dure provocazioni

Esiste un filo conduttore che dal nazismo porta dritto dritto al '68

14 Dicembre 2008 -

Lo stesso utopismo sociale, la stessa aspirazione a creare un Uomo Nuovo, la stessa assenza di predisposizione al pragmatismo e al compromesso, la stessa posizione sostanzialmente antiborghese. I giovani nazionalsocialisti, almeno nelle loro posizioni iniziali, erano altrettanto antiautoritari e tesi a spezzare il dominio dei vecchi,  dei figli della contestazione.


Il primo bilancio è positivo

Soldati nelle città: più sicurezza,
meno criminalità

22 Novembre 2008 -

Ormai ci siamo abituati a vederli: belli, efficienti, marziali, osservano la forma e concretizzano la sostanza, fanno sicurezza e infondono un senso di sicurezza. Sono i militari che da tre mesi vigilano certi siti di alcune città italiane. Il loro utilizzo ha portato al dimezzamento dei reati. A questo punto, chi può essere contrario alla proroga dell’impiego dei militari?

Ripensare la Primavera di Praga

Bertinotti fa i conti con Praga
ma dimentica gli errori di Dubcek

2 Novembre 2008 -

Nelle ultime settimane la vecchia guardia comunista è tornata a discutere del ’68 di Praga. Quando la sinistra occidentale abbandonò i giovani cecoslovacchi alla restaurazione sovietica. Eppure i riformisti di Dubcek commisero più di un passo falso.

Un bel libro sul '68

Quando si sognava di fare la rivoluzione

2 Novembre 2008 -

A 40 anni da quegli anni che hanno cambiato il volto dell'Italia si moltiplicano le pubblicazioni che ricostruiscono la storia, le atmosfere, i tormenti di una generazione. Ma tra quelle pubblicazioni ce n'è una che spiega, meglio delle altre, quel sogno – nebuloso ma indiscutibile – di rivoluzione nel quale si credeva.

La rivoluzione infinita

Uno, due, troppi Sessantotto

25 Ottobre 2008 -

Quando si decide di fare un bilancio del ’68, si dovrebbe precisare se ci si riferisce se alla sua parte ideologico-politica o a quella "antropologica". C’è una grande differenza, e c’era anche all’epoca dei fatti, fra i temi egualitari e partecipativi messi in campo, i comunismi invocati a esempi da seguire, le simpatie per la Cina, Cuba, l’Unione Sovietica, il Terzo Mondo, da un lato, e nuovi stili di vita dall’altro. L’importante è non fare confusione.

Capolavori del 68

Toh, chi si rivede, il “Libretto rosso”
del presidente Mao

13 Luglio 2008 -

Edito nuovamente in Italia a 42 anni dalla sua uscita in Cina, la pubblicazione del libretto rosso di Mao, un relitto della storia, oggi rappresenta un’operazione meritoria. Perché i giovani d’oggi possono così toccare con mano per chi e che cosa molti dei loro padri, tanti guru e ciarlatani, si sono a suo tempo entusiasmati.

Sapienza

Il Sessantotto è la patologia dell’università italiana

4 Giugno 2008 -

C’è un nesso tra le parole sui giovani pronunciate dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nel corso della consueta Assemblea annuale e quanto successo a “La Sapienza” qualche giorno fa?

Il Sessantotto come l'interventismo e il fascismo: la lettura di Matteucci

30 Marzo 2008 -

I saggi di Nicola Matteucci sulla rivolta studentesca di fine anni Sessanta (ora ripubblicati da Rubbettino con il titolo Sul Sessantotto, a cura di Roberto Pertici, presentazione di Gaetano Quagliariello, pagine 108, €14) valgono, da soli, più di gran parte di ciò che si è finora scritto su quegli eventi. È vero che Matteucci scriveva a caldo, a ridosso dei fatti, ciò che spesso costituisce un ostacolo per la loro comprensione; ma è vero anche che riusciva ad andare oltre i punti di vista — l'uno simpatetico- nostalgico, l'altro banalmente critico — che da quarant'anni risultano prevalenti ogni volta che, almeno in Italia, si parla e si scrive di Sessantotto.

Per Matteucci la vera vittima del Sessantotto è stata la libertà

30 Marzo 2008 -

Matteucci, qualcosa di più di un filosofo della politica e qualcosa di diverso da un liberale classico sentiva la realtà come un angosciante carico di domande rapprese alle quali dare risposta, senza indulgere in banalità di scuola, nel luogocomunismo da accademici privi di inquietudine. “Sul Sessantotto”, questo saggio che raccoglie una serie di interventi di Matteucci, uno snodo affascinante che si apre anche agli anni Settanta è di questa pasta e apre orizzonti ulteriori di riflessione storica e teorica

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