Venerdì 10 Febbraio 2012
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soldati italiani

Ripensare la missione italiana nel Paese dei Cedri

L'attacco in Libano è un messaggio alla comunità internazionale

30 Maggio 2011 -

L’attentato che ha colpito un veicolo dell’Unifil nei pressi della città di Sidone, ferendo sei militari italiani, ha riacceso i riflettori della politica italiana su una missione che, a detta di molti, ormai sembra non avere più un chiaro e ben preciso end state. Ma di chi è la mano dietro l'attacco?

Missione compiuta nel 2015

"Lasciateli lavorare. La missione ISAF in Afghanistan non è finita"

Intervista ad Andrea Nativi di

Roberto Santoro

15 Ottobre 2010 -

Stiamo vincendo o perdendo la guerra in Afghanistan? In realtà serve una doppia strategia, militare e politico-diplomatica. Da una parte va completato il dispiegamento del Surge, dall'altra occorre trattare con quei Talebani che hanno riconosciuto il governo Karzai e accettato la presenza della Coalizione sul territorio. Di questo, e del ruolo giocato dall'Italia nel conflitto, parliamo con Andrea Nativi, direttore della Rivista Italiana Difesa (RID).

Più di trenta vittime dall'inizio della missione

Gli Alpini tornano a casa e il pensiero va ai caduti italiani in Afghanistan

11 Ottobre 2010 -

L'Italia è in Afghanistan dal 2003 e il nostro contingente fino adesso ha perso oltre trenta uomini, gli ultimi quattro nell'attacco di sabato scorso. Ordigni esplosivi, kamikaze, operazioni di combattimento ma anche incidenti, atti di eroismo, suicidi inspiegabili e vicende che attendono di essere chiarite. Ecco quanto ci è costata la guerra e le motivazioni per cui non abbiamo lasciato il Paese.

Mercoledì le salme dei caduti in Italia

Afghanistan, cordoglio per i morti. I due soldati feriti stanno meglio

17 Maggio 2010 -

Stanno meglio i due soldati feriti gravemente stamattina in un attentato contro  un blindato “Lince” italiano vicino alla città di Herat, nel Nord Est dell’Afghanistan. Domani, invece, sarà allestita nella base della città afghana, la camera ardente per i due militari caduti nell’agguato alle nostre truppe. Le loro salme non ritorneranno in Italia prima di mercoledì.

Ritorno dall'Afghanistan

A Ciampino le salme dei soldati accolte dalle famiglie e dai commilitoni

20 Settembre 2009 -

Quando compare la prima bara, avvolta nel tricolore, scende il silenzio sulla pista d'atterraggio di Ciampino. Silenzio rotto solo dal rumore delle macchine fotografiche dei reporter.

L'Italia unita nel cordoglio

"Orgogliosi dei nostri eroi". La dignità dei familiari tra lacrime e ricordi

17 Settembre 2009 -

Il Paese si è stretto in un unico, grande cordoglio per i nostri caduti in Afghanistan. Tricolore a mezz’asta, incontri istituzionali saltati, manifestazioni rinviate. E all’ombra delle telecamere, il dolore di parenti e amici delle vittime. La dignità, il rispetto, la gratitudine.

Il lutto, le reazioni, i dubbi

Berlusconi: via dall'Afghanistan solo dopo aver addestrato le forze locali

17 Settembre 2009 -

Berlusconi torna a parlare della exit strategy discussa con Obama al G8, spiegando che l'Italia lascerà l'Afghanistan solo dopo aver completato il training delle forze locali. Ma nel giorno del lutto, tra le forze politiche, c'è chi polemizza e chi, come Bossi, vorrebbe ripensare il nostro impegno a Kabul.

Con gli afghani contro i Talebani

Afghanistan, sono gli italiani a pattugliare la maledetta strada "517"

15 Settembre 2009 -

La "517". 80 chilometri di strada asfaltata che collegano Farah alla Ring Road, la più importante arteria dell’Afghanistan, quella che come un anello di asfalto unisce tutte le principali città del Paese. La 517 è oggi una delle strade più pericolose di tutto il Paese. I militari italiani la percorrono quasi ogni giorno. Non senza incidenti.

Diario afghano

Kabul, italiani e afghani proteggono insieme la democrazia

7 Settembre 2009 -

Ore 16.30. I soldati italiani escono dalla base. Hanno l'ordine di effettuare una pattuglia appiedata “joint”, le operazioni con le Forze di Sicurezza afghane. Questo il racconto e il video della giornata, realizzati dalla nostra inviata a Kabul.

Dopo la morte di Di Lisio

Afghanistan, per gli Italiani dietro ogni sasso può esserci una bomba

21 Luglio 2009 -

Un cumulo di sassi, un segno fatto con la vernice sul muro, un’auto ferma: lì potrebbe nascondersi un IED, un ordigno esplosivo artigianale come quello che ha ucciso il caporale Di Lisio. Ne parliamo con il maggiore Fabio Consiglio, capo branca Genio del Regional Command West.

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