Giovedì 9 Febbraio 2012
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tremonti

Al G20 il premier conferma le misure anti-crisi

Berlusconi: “Chi vota contro in Parlamento, vota contro l’Italia”

4 Novembre 2011 -

Le cose stanno così: al G20 Berlusconi e Tremonti confermano l’impegno sulle due lettere anti-crisi (di Roma a Bruxelles e della Bce a Roma), smentiscono il giallo sul monitoraggio dell’Fmi e dettano la road map in parlamento da qui a fine mese: misure anticrisi nel maximendamento  e ciò che non c’è ancora sarà fatto con una serie di decreti. I partners internazionali apprezzano. Ora è in Aula che tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità: le opposizioni e i malpancisti della maggioranza.

No a patrimoniale e prelievo sui conti correnti

Misure anticrisi senza dl e i frondisti restano la spina nel fianco del Cav.

2 Novembre 2011 -

Niente patrimoniale, nessun prelievo forzoso sui conti correnti. Le voci circolate nelle ultime ore tra le cose possibili da fare per onorare l’impegno coi partner europei si scontrano prima col muro di Palazzo Grazioli dove il Cav. presiede l’ufficio di presidenza del Pdl, poi con quello del Cdm. Si fa strada l’ipotesi di un dl da inserire nella legge di stabilità per dare subito corso alla lettera di intenti che Bruxelles ha apprezzatoe a quella della Bce. L’idea, però, sembra non piacere a Tremonti e neppure al Colle così si torna al maxiemendamento. Ma la spina nel fianco del Cav. sono i frondisti della maggioranza.

 

Misure anticrisi nella legge di stabilità

Borse ko, il Colle lancia l'ultimatum e il Cav. pensa a un dl per fare presto

2 Novembre 2011 -

Il Colle stringe la tenaglia e a mercati chiusi dà un altro giro con la nota che suona uno spartito senza note per il Cav: governo alternativo. Dopo il nuovo ko delle Borse europee con lo spread impazzito a quota 440, Napolitano attende la chiusura dei mercati per mandare l’avvertimento (o l’ultimatum) al Cav. se, da oggi, non darà seguito con atti concreti alla lettera di intenti approvata dall’Europa. Il premier rassicura il capo dello Stato e i partner europei, poi coi ministri economici accelera: maxiemendamento o dl anti-crisi nella legge di stabilità.

Consigli pratici al Cav.

Tra il rebus del Fondo Ue e i mercati scettici, l’Italia deve fare da sola per salvarsi

1 Novembre 2011 -

Lo spread sui nostri titoli pubblici sale oltre quota 400 a livelli pericolosi, in giornate con poche contrattazioni e molta speculazione, ma anche molta incertezza su ciò che farà l’Europa. Il Fondo Ue di Stabilizzazione si è provvisoriamente arenato perché una sentenza della Corte costituzionale tedesca ha giudicata illegittima la composizione della Commissione che ne dovrebbe delineare la architettura di intervento. In tutto ciò l'Italia  deve agire al più presto con le proprie forze sul cuore del problema.

Borse a picco, lo spread vola sopra i 400 punti

Lo stop dei mercati è un segnale al Cav: tradurre gli intenti in atti

31 Ottobre 2011 -

Col timbro dell’Europa sulla lettera-manifesto, Berlusconi è riuscito a ribaltare il tavolo al quale in tanti fuori dalla maggioranza e qualcuno dentro, stanno tentando da mesi di segare le gambe. Il timbro doc di Bruxelles ha avuto anche un altro effetto: spezzare il niente che non sia a costo zero di Tremonti e depotenziare la fronda pidiellina anti-tremontiana.  Ma la battuta d'arresto dei mercati è un segnale che il Cav. non può sottovalutare e impone un'unica cosa: tradurre gli intenti in provvedimenti. E farlo in fretta.

Effetto Bruxelles

"La lettera alla Ue spegne il dissenso interno al Pdl"

Intervista a Gaetano Quagliariello di

Barbara Fiammeri

31 Ottobre 2011 -

"Il via libera giunto da Bruxelles alle proposte del governo rappresenta una svolta che annulla anche quelle contrapposizioni interne sull'economia che pure c'erano state". Gaetano Quagliariello è convinto che il documento di impegni presentato alle Ue dal premier abbia rilanciato l'azione dell'esecutivo. E lancia un messaggio rassicurante in vista dell'ufficio di presidenza del Pdl di mercoledì e della prova parlamentare che attende la maggioranza sulla legge di stabilità la prossima settimana. (Tratto da Il Sole24Ore)

Oggi la nomina su Bankitalia

Se i soldi non ci sono e Tremonti dice no, le pagelle on line non bastano a fare lo sviluppo

20 Ottobre 2011 -

Due problemi: i soldi non ci sono e Tremonti si è messo di traverso blindando le casse dello Stato. Il Cav. rinvia il dl Sviluppo dopo un vertice tesissimo tra i ministri economici. Dove si è riaffacciato il titolare di via XX Settembre ma solo per dire che quanto prodotto da Romani e la cabina di regia non va bene, non si può fare. Punto e accapo. Restano ipotesi, idee in una bozza che non riesce a trovare la sua composizione definitiva. Intanto oggi dovrebbe essere il giorno di Bankitalia, la sfida si è ridotta a due: Bini Smaghi e Saccomanni. Ma Tremonti e Bossi insistono su Grilli.

Ancora stallo su dl Sviluppo e Bankitalia

Il Cav. resiste ma prende tempo e in Aula presidia la maggioranza

19 Ottobre 2011 -

Stallo. Sul dl sviluppo, su Bankitalia e sui numeri del centrodestra a Montecitorio. Il Cav. studia una exit strategy ma non è operazione facile: per la distanza da e con Tremonti sui primi due dossier, oltre al fatto che dentro il pacchetto-crescita “non ci sono soldi e dobbiamo inventarci qualcosa” e per il fatto che in Aula è il governo a dover tenere alta la soglia di sicurezza della maggioranza ed evitare l’incidente parlamentare. Settimana tribolatissima.

Alta tensione nella maggioranza

Tra viceministri-lampo e guerriglia con Tremonti, Berlusconi rischia grosso

di

L.B.

17 Ottobre 2011 -

La cura ai maldipancia sta producendo l'effetto contrario nel Pdl. Insofferenza, irritazione, intrecciano vari piani dopo il voto di fiducia col quale il Cav. ha respinto l'agguato degli ex aventiniani dell'opposizione. I piani vanno dalla nomina-lampo, e a sorpresa,  di nuovi viceministri e un sottosegretario mezzora dopo il sì dell'Aula, al braccio di ferro con Tremonti sul dl sviluppo e sul nodo Bankitalia, al rischio più che concreto di perdere per strada altri due deputati pidielle che non hanno votato la fiducia, ora in procinto di passare al gruppo Misto,

Cosa si muove nella maggioranza

Lo strano destino di Bossi e il Cav., due leader con fronde parallele

11 Ottobre 2011 -

La tregua (armata) di Varese e quella non ancora scritta di Roma. Bossi ha stoppato la fronda maroniana sulla roccaforte storica sua e di Bobo (Maroni), riuscendo a congelare pure il redde rationem in Veneto. Alfano vedrà domani Scajola che con Pisanu ha messo su un improbabile asse pro-governo di larghe intese che vorrebbe ibernare il Cav. nel freezeer della storia del centrodestra prima e se, eventualmente, lo si decida nel prossimo giro di giostra elettorale. Democraticamente, non ribaltonescamente.

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