Giovedì 9 Febbraio 2012
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Gabriele Cazzulini

ritratto di Gabriele Cazzulini

Informazioni personali

Biografia

Sono nato a Genova nel 1976. Studio i fenomeni politici legati alla Russia, al Caucaso e all'Europa Orientale e ai Balcani, osservando le dinamiche dei poteri al Cremlino, le tensioni del regime democratico in Ucraina e le questioni geopolitiche sulle risorse energetiche. Ho seguito la fine del comunismo in Romania e in Germania Orientale, la disgregazione della Yugoslavia, la guerra in Bosnia, le guerre in Serbia e la secessione del Kosovo.
L'Est è il simbolo di una passione, non solo politica, che accompagna la mia vita.

L'altra metà del mio tempo è dedicata ad internet e alle culture digitali, con un'attività che unisce il giornalismo con conferenze e consulenze per aziende, associazioni e personalità. Da questa prospettiva mi concentro soprattutto sui rapporti tra innovazione tecnologica, comportamenti sociali e processi culturali. Il virtuale è diventato quotidiano, perciò il web è un fenomeno sociale di
primaria importanza.

Ha scritto per l'Occidentale

A Bin Laden non piace la Twitter Revolution

Al Qaeda è sparita o si sta preparando contro gli americani in Libia?

2 Marzo 2011 -

Dov’è Bin Laden mentre il suo avversario Gheddafi è sul punto di crollare e dov’era quando Mubarak era già crollato? Un’ipotesi è che Al Qaeda sia seduta sulla riva del fiume e stia guardando passare i cadaveri dei suoi nemici, in attesa di intervenire. L’ipotesi opposta è che la "Base" abbia subito una sconfitta strategica, emarginata dalle proteste di giovani arabi più attratti da Twitter che dall'islamismo radicale. Ma se gli Usa e l'Occidente dovessero sbarcare in Libia, la jihad avrà una nuova chance.

La giornata della collera in Libia

Se Gheddafi usa gli sbarchi
è perché ha paura della piazza

17 Febbraio 2011 -

Oggi è la volta della giornata della rabbia in Libia. Il Paese, stretto fra rivolte in Egitto e Tunisia, potrebbe essere il prossimo regime a finire travolto dalle proteste che esplodono nel Maghreb. Ma il controllo del regime di Gheddafi sui flussi migratori verso l’Italia e l’Europa è una variabile che può complicare la situazione.

La stampa russa: "complotto degli Usa"

Giovani ceceni guardano all'Egitto
(e Mosca trema)

14 Febbraio 2011 -

La debolezza della grande Russia nei confronti della piccola Cecenia sta seriamente logorando il prestigio di Putin. Dopo 12 anni al potere, la promessa di stroncare i terroristi ceceni e ristabilire l’ordine rischia di essere insostenibile. Una guerra locale per l’indipendenza si è tramutata in un conflitto interregionale a sfondo sempre più religioso. Per questo l'Egitto spaventa il Cremlino.

Il kamikaze di Domodedovo fa 35 morti

Con l'attacco a Mosca il terrorismo dichiara guerra totale alla Russia

26 Gennaio 2011 -

L’attacco kamikaze all’aeroporto Domodedovo di Mosca non è solo un colpo alla credibilità interna della Russia – nel 2004 due cecene si fecero esplodere su aerei appena decollati. E' anche un colpo al prestigio internazionale della Russia, perché Domodedovo è lo scalo più frequentato del Paese, dove transitano più viaggiatori internazionali.

Il freno dell'asse franco-tedesco

Romania e Bulgaria fuori da Schengen. E' realismo non razzismo

24 Dicembre 2010 -

In Europa ritorna la locomotiva franco-tedesca. Ma invece di correre verso l’integrazione, Parigi e Berlino rialzano il muro con l’est, in particolare con Bulgaria e Romania, l’altra coppia che invece resta l’ultimo vagone del treno europeo. Senza il consenso franco-tedesco, il vero cuore dell’Unione Europea, l’accesso dei due ex satelliti sovietici all’area di Schengen prevista per i primi mesi del 2011 rimane un bel sogno.

Cyberwar

Dopo tanta diplomazia, basta un virus per bloccare l'Iran nucleare

16 Dicembre 2010 -

L’Iran avrebbe rallentato il suo programma nucleare, senza bisogno di altre sanzioni o di un intervento armato. Il nemico mortale di Teheran si chiama "Stuxnet", il più complesso virus informatico in circolazione, con effetti paragonabili a quelli di un’esplosione nucleare, ma senza radiazioni o vittime. La domanda è chi ha inoculato Stuxnet nella rete iraniana?

Vita da nababbo

Dalle sanzioni contro la Corea del Nord si salva solo Kim Jong-il

14 Dicembre 2010 -

Quando la tirannide si sposa con la megalomania, come nel caso di Kim Jong-il, allora la lista della spesa comprende yacht, auto di lusso, arredi sontuosi e abbigliamento dei più grandi stilisti, ma anche le delizie della cucina austriaca, lunghissimi pianoforti a coda, cantine con i grandi vini europei. Tutto questo è possibile perché l'embargo contro la Corea del Nord fa acqua quando si tratta di colpire i vertici della dittatura comunista, ma funziona benissimo se si tratta di affossare il popolo.

Il vertice Osce in Kazakistan

L'Italia rompe il protocollo per chiedere più unità ai grandi della Terra

3 Dicembre 2010 -

Il vertice Osce in Kazakistan ha fallito nel risolvere la questione dei conflitti “congelati” e ora non resta che sperare in uno “spirito d’unità” tra i singoli leader. Lo stesso spirito evocato da Berlusconi ad Astana, per rimarcare l’urgenza di una cooperazione sistematica tra i grandi della terra.

La mediazione di Berlusconi

Wikileaks dimentica il ruolo dell'Italia nella guerra tra Russia e Georgia

2 Dicembre 2010 -

Nel conflitto tra Russia e Georgia dell’agosto 2008, l’Italia svolse una funzione stabilizzatrice tra Mosca e Washington, scongiurando una crisi diplomatica. Le critiche pubblicate da Wikileaks della diplomazia americana al governo italiano per non aver condannato l'incursione militare russa sono basate su una visione che non solo non aderisce alla realtà dei fatti ma è ormai acqua passata. Infatti, anche gli Usa oggi hanno capito che trattare con la Russia offre vantaggi per tutti.

Sviluppi della crisi e fenomeno mediatico

La Corea del Nord fa paura a tutti
ma Pechino prende tempo

29 Novembre 2010 -

E’ sempre il solito copione: una crisi militare scatena un’escalation da cui potrebbe divampare qualcosa come la terza guerra mondiale – salvo poi vedere la crisi rientrare tanto velocemente quanto si era aperta. Speriamo che finisca così anche stavolta ma va detto che la Corea del Nord si è trasformata in un fenomeno mediatico. Per quanto remota e inavvicinabile sia questa fortezza della follia ideologica, ad ogni suo minimo scossone militare l’opinione pubblica internazionale trattiene il respiro.

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