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Venerdì 19 Marzo 2010
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Giuseppe Pennisi

ritratto di Giuseppe Pennisi

Informazioni personali

Biografia

Nato a Roma nel gennaio 1942, è dal 1995 professore alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. E' stato direttore generale presso i Ministeri del Bilancio e del Lavoro, interrompendo il servizio nella pubblica amministrazione per incarichi presso la FAO e l'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Dal 1967 al 1982 ha avuto una prima carriera in Banca Mondiale. Ha pubblicato numerosi libri e collabora frequentemente a quotiani e periodici

Ha scritto per l'Occidentale

Dopo l'aiuto dell'Europa

La Grecia "trasgressiva" dovrà superare gli esami di marzo

12 Febbraio 2010 -

Occorre spiegare a Papandreu che stiamo andando verso un “dopo crisi” in cui ciascuno dovrà avere la propria casa in ordine poiché quando i Governi e le organizzazioni internazionali sfoggiano la shakespeariana quality of mercy, i mercati diventando ancora più spietati e leggono il sottostante dei saldi finanziari.

Tutti giocano a definire le regole

In tempi di crisi economica gli sherpa pullulano ma le soluzioni mancano

13 Gennaio 2010 -

Il nuovo sistema monetario internazionale multipolare è molto più complicato di quanto non fosse il sistema frammentato dell’immediato dopo-guerra su cui negli anni 40 e 50 si è costruito quello di Bretton Woods. Definire le "global rules", quindi, compito quanto mai arduo. E specialistico.

Il Times lo mette al primo posto

Ben Bernanke sarà anche l'uomo del 2009 ma agli americani non piace

17 Dicembre 2009 -

Proprio nei giorni in cui si è completata, negli Usa, la procedura per il rinnovo di Ben Bernanke alla guida della Federal Reserve, a Roma Daron Acemoglu, economista turco-americano in odore di Nobel che insegna al M.I.T, ha tracciato una severa critica della politica monetaria condotta da lui nel recente passato.

Quando il denaro si sposta

Chi ha paura dei fondi sovrani?

25 Novembre 2009 -

Nonostante le statistiche della Banca mondiale e dell’Unctad (l’agenzia Onu preposta) classifichino l’Italia tra i Paesi dove meno affluiscono investimenti diretti dall’estero, commentatori anche paludati hanno espresso riserve nei confronti di contatti presi affinché i “Fondi sovrani” dei Paesi visitati guardino alle opportunità presenti a casa nostra.

Gli utlimi dati economici

E' allarme debito e lavoro. La ripresa c'è ma bisogna accelerarla

20 Novembre 2009 -

Gli ultimi dati dell’Ocse e dei 20 centri internazionali di analisi econometrica -tutti privati, nessuno italiano, colloquialmente chiamati “il gruppo del consensus”- forniscono un quadro poco entusiasmante della ripresa di cui si vedono i primi spiragli. Ma accelerare la ripresa si può.

Verso l'uscita dal tunnel della crisi

Perché in questo momento occorre coniugare rigore e crescita

27 Ottobre 2009 -

Rigore e crescita non sono concetti che si giustappongono, specialmente nel contesto di una situazione economica come l’attuale. Sono complementari.

Giù le tasse/2

Due idee per il contenimento di spesa
e di prelievo tributario

2 Ottobre 2009 -

Sulla necessità di far sì che il fisco in senso stretto si porti via meno del 41-43% del pil, sono tutti d’accordo. In Italia il nodo centrale non è se ridurre la pressione tributaria e paratributaria (come promesso da Silvio Berlusconi sin da quando andò al Governo nel 2001) ma come farlo.

Finanziaria snella: promessa mantenuta

Perché si deve spingere di più sul pedale della crescita

25 Settembre 2009 -

Rientrando a Via Venti Settembre nella primavera 2008, Giulio Tremonti ha promesso che avrebbe firmato l’”ultima finanziaria”. Ha mantenuto l’impegno: il programma triennale varato dal Parlamento quasi alla vigilia dello scorso Natale, è stata l’ultima legge finanziaria in senso stretto.

A un anno dal fallimento di Lehman Brothers

Solo la stampa italiana poteva "festeggiare" l'anniversario della crisi

16 Settembre 2009 -

Titoli su titoli, paginoni interi, copertine colorate ad "avvolgere" la classica prima pagina. Il modo con cui i nostri giornali hanno trattato "l'anniversario" della crisi dovrebbe indurre ad una riflessione (la stampa estera ha ricordato l’evento con molta sobrietà e poco spazio).

Categoria in crisi?

Va di moda sparare sugli economisti ma alcuni avevano previsto la crisi

2 Settembre 2009 -

Il più praticato gioco di società di questi ultimi mesi è il tiro al bersaglio nei confronti degli economisti. In primo luogo, non è vero che tutta la disciplina economica è stata cieca nei confronti dell’avvicinarsi della tempesta.

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