ARTICOLI

Opinioni

Il problema dell'Italia è demografico e si chiama bassa natalità

di Giovanni Voli
| 02 Febbraio 2012

Ripubblichiamo volentieri un commento lasciato da un nostro lettore nel quadro dell'iniziativa dell'Occidentale, YouCut. La bassa natalità in Italia è uno dei fattori che determinano gli squilibri finanziario-generazionali. Per il conteggio dell'età per la pensione, oltre all'età e agli anni di contribuzione, mettete anche il parametro FIGLI ALLEVATI. Più figli allevati e prima si va in pensione.

Una telefonata che fotografa il Paese

Capitan Schettino e il vizietto di fare i furbi che c'è in ognuno di noi

di John Galt
| 23 Gennaio 2012

In tragicomica miscela di puerile mendacia e banale pusillanimità, il comandante balbetta telefonicamente la propria difesa. Ma è arduo giudicare. Perché, in fin dei conti, il mito che egli  interpreta è quello dell'italico darwiniano: autocelebrato aspetto del carattere nazionale, oggetto di acclamata filmografia. Sopravvivere a tutto, in continua compromissione. E mentire comunque. Non è forse così che amiamo, da sempre, raccontarci e farci raccontare? I più furbi di tutti.

Ecco perché serve una riforma sul modello d'Oltralpe

Alla sinistra chiedo di dire sì al presidenzialismo alla francese

di Giuseppe Calderisi
| 27 Dicembre 2011

Gentile direttore, la proposta di legge costituzionale per l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e la forma di governo semipresidenziale (di tipo francese) presentata da più di centoventi deputati del Pdl, non vuole essere un'iniziativa di parte, ma costituire un'occasione per una riflessione che riguarda tutti, il Pd non meno del Pdl.  (tratto da l'Unità)

 

Dopo i fatti di Firenze

Se il razzismo è il capro espiatorio della cattiva gestione delle città...

di Francesco Corsi
| 19 Dicembre 2011

In seguito alla sparatoria di Firenze nella quale sono stati uccisi due senegalesi ben 12.000 persone hanno manifestato in piazza in segno di solidarietà alle vittime. Anche Bersani, Renzi, Vendola e Rossi. Inviterei i politici a fare meno manifestazioni e a prendere urgenti provvedimenti affinché il clima si distenda, non perché si è fatta un’altra manifestazione, ma perché si è ripulita la città dai banditi e dall’indecoroso e sudicio spettacolo di attività che sorgono come funghi senza avere nulla a che spartire col clima e con l’estetica della città che le ospita.

La demonizzazione della flessibilità è frutto della paura che logora la società

di Flavio De Luca
| 09 Dicembre 2011

Il lavoro è un sorvegliato speciale del XXI secolo. Nessuno dubita infatti che sia in grado di oscurare o illuminare il futuro della convivenza visto che l’elevata occupazione vaccina dalla tensione sociale mentre la disoccupazione alimenta voglie violente. Viene alla fine il sospetto che contro la flessibilità il mondo del Lavoro concentri la frustrazione che pandemizza la società attuale in particolare quella che origina dall’ossessione per la possibilità di offrire alle persone care gratificazioni infinite nella speranza di conquistarne l’affetto e suscitare la stima e l’invidia degli altri.

Lettere ciociare/10

La verità è che la democrazia dei contemporanei è 'limitata' rispetto a quella araba

di Dino Cofrancesco
| 09 Dicembre 2011

Pensare che dalla ‘partecipazione popolare’ (la ‘piazza’) possano venir fuori le libertà individuali significa ignorare che la democrazia si fonda sul numero e che il numero è, per sua natura, indifferente a ciò che riguarda una minoranza, che potrebbe essere peraltro quantitativamente esigua. I diritti umani, di cui discettava  John Stuart Mill, sono tali che se la libertà di un  solo consociato venisse ritenuta inopportuna dagli altri 99, questi non avrebbero alcun diritto di violarla. La ‘democrazia dei contemporanei’, in sostanza, nasce fortemente ‘limitata’, quella araba—in assenza dello Stato moderno e delle garanzie inviolabili dell’uomo e del cittadino— nasce religiosa e illimitata

Sopravvivere sotto un governo 'sobrio'

Come resistere al germanico Magris rileggendo "Tennis" di Gaber

di Raffaele Iannuzzi
| 08 Dicembre 2011

Claudio Magris, l’elegante e fine intellettuale, amato da tutti coloro che si sono elevati di almeno un paio di spanne rispetto all’italiano medio, rozzo, becero e – che schifo! – berlusconiano, ha scritto un magistrale pezzullo sul Corriere della Sera. Titolo: “In politica anche il tono fa la musica”. Che bello. Che armonia. Tutti a riascoltare (anzi a rileggere) "Il Tennis" di Giorgio Gaber in quel anno poco elegante che fu il 1976. Buon viatico per i tempi attuali.

Ipse dixit

Tutta colpa della new economy...

di Gengis
| 24 Novembre 2011

Brunetta, ieri. C'è una valanga di liquidità che si sposta sui titoli europei attratta dal loro alto rendimento. I tedeschi non rendono, e infatti non vendono. I prezzi che calano al crescere della domanda. Dev'essere la new economy.

Ipse dixit

Non studiate diritto, in Italia equivale a leggere favolette!

di Gengis
| 15 Novembre 2011

Siamo una Repubblica parlamentare. Decide il Presidente della Repubblica. L'Unione Europea non ha sovranità. Eccetto che sull'Italia. Il Governo è espressione del Parlamento liberamente eletto. Il Presidente del Consiglio è nominato per esperienza di Commissario. Non studiate diritto. E' l'unica scienza sociale che non descrive nulla di quel che accade.

Governo tecnico o voto/5

E' presto per le urne, il Pdl deve prima rigenerarsi

di Alma Pantaleo
| 11 Novembre 2011

Governo tecnico come la soluzione meno disastrosa in questo momento storico. Andare alle urne a febbraio sarebbe avventato per il Pdl che nel post Berlusconi ha bisogno di rigenerarsi, cosa che entrando in campagna elettorale, puta caso, domani non potrebbe fare. L’unico, disastroso risultato che verrebbe fuori dal voto sarebbe consegnarci nelle mani di una sinistra senza né arte né parte che finirebbe inevitabilmente per affossarci.

Ipse dixit

Cambi di rotta

di Gengis
| 07 Novembre 2011

Sembrava sfarinato. Proclamò "Garantisco che porterò la Legislatura a conclusione". Cominciò ad aggregare. Due Responsabili al giorno levano la crisi di torno. Sembrava deboluccio, ma passabilmente sano. Proclamò "Governo fino a Natale, ed elezioni anticipate nel 2012". Gli ripartì la transumanza. Però al contrario. Due Neoresponsabili al giorno ti allungano la vita. Della legislatura. La solidarietà è nazionale. Purché pensionabile.

Ipse dixit

Quel Grande Fratellino di Gori...

di Gengis
| 04 Novembre 2011

Giorgio Gori si è dimesso da Magnolia. Confermato il suo impegno a dedicarsi in esclusiva al progetto Renzi. Il Grande Fratellino.

Lettere ciociare/9

Il pessimo giornalismo "alla Rampino" è lo specchio dei nostri tempi

di Dino Cofrancesco
| 31 Ottobre 2011

Forse mai, nella storia della trasmissione radiofonica ‘Prima pagina’, si era sentito un conduttore più fazioso di Antonella Rampino, giornalista de ‘La Stampa’, che ci ha intrattenuto, con la sua lettura dei quotidiani e i commenti alle domande dei radioascoltatori, dal 24 al 30 ottobre. Nessuna meraviglia che una autentica ‘mens totalitaria’ come la sua scriva sul quotidiano dei ‘padroni’ per antonomasia.

Leviathan

I meridionali la smettano di piangersi addosso e abbiano coraggio

di Sophia Craton
| 25 Ottobre 2011

Sin da quando si ha memoria, i meridionali debbono sedersi in fondo all’autobus come nell’Alabama di Rosa Parks. I primi e più bersagliati da questo atteggiamento culturale sono stati i siciliani. Ma in breve si è esteso a tutti quanti siano nati da Napoli in giù. Invece di piangersi addosso, i meridionali dovrebbero cambiare i propri comportamenti e smentire quanti credono, a partire dai tanti nelle istituzioni centrali italiane, che il problema del Sud d'Italia stia nella cultura e nei costumi meridionali.

Controtendenza

Note dolenti di un ciociaro trapiantato al Nord sull'Unità e sulla storiografia

di Dino Cofrancesco
| 23 Ottobre 2011

Recensendo il lavoro di Ferdinando Riccardi, Brigantaggio postunitario. Una storia tutta da scrivere, il direttore della rivista Studi Cassinati , Emilio Pistilli, tenta <di mostrare come ci si approccia con animo diverso alle questioni sollevate dall’annessione delle terre del centro e del sud al resto d’Italia>. Il lettore ne ricava l’impressione che la storia raccontata nella retorica delle celebrazioni di quest’anno non sia <tutta la storia> e che ce ne sia un’altra rimossa.

Controtendenza

Gli 'scontri di Roma' danno la misura di come la politica poggi su sabbie mobili

di Dino Cofrancesco
| 18 Ottobre 2011

Un insegnamento che viene dalla guerriglia urbana di San Giovanni in Laterano, a Roma, è una oggettiva spaccatura all’interno della classe dirigente sulle “regole del gioco” che dovrebbero presiedere al confronto politico tra due schieramenti avversi. Dove tale accordo è fortemente radicato negli animi e nei costumi della gente, il pugno di ferro delle istituzioni contro i ‘perturbatori dell’ordine’ trova tutti consenzienti. Visto che in Italia la politica non si divide solo sul ''come'', ma anche e soprattutto, sul ''cosa'' fare, non ci resta che prendere atto dell'estrema fragilità del sistema politico italiano

Alla Carta

Il Cav. ha due possibilità per uscire dal pasticcio del resoconto di bilancio

di Tommaso Frosini
| 13 Ottobre 2011

Insegnare agli studenti di diritto costituzionale che il Governo deve trarre una conseguenza politica e dimettersi, laddove fosse colpito da un voto contrario su un proprio provvedimento, può anche starci. Operazione meno elegante è quella di strumentalizzare una tesi dottrinale per proporre una lettura univoca della vicenda e trarne conseguenze demolitorie per il governo. La vicenda, invece, si può chiudere modificando il disegno di legge nella parte respinta dalla Camera, per ripresentarlo e mettere alla prova la maggioranza sul voto. Oppure lo si può presentare al Senato, e allora nemmeno modificato nella parte respinta dalla Camera.

Il convegno sul numero di Paradoxa

Esiste davvero un “malessere della democrazia”?

di Dino Cofrancesco
| 06 Ottobre 2011

Il prossimo 7 ottobre mi troverò a discutere di un presunto “malessere della democrazia” con autorevoli colleghi (Pasquino, Ferrara, Parsi e altri): l’occasione è un convegno organizzato a Roma dalla Fondazione Nova Spes, che prende spunto da un fascicolo di “Paradoxa” da me curato. La fine della Prima Repubblica sotto i colpi di Tangentopoli, la discesa in campo di Silvio Berlusconi, le sfide della globalizzazione, l’onda lunga della ‘morte della patria’ hanno profondamente alterato il panorama culturale e ideologico italiano.

Caro professor Griffo, la verità è che l’Italia è un paese assai poco liberale

di Antonio Mambrino
| 05 Ottobre 2011

Caro professor Griffo, non c’è alcun dubbio che nel decalogo della BCE si possa rintracciare un sorta di autobiografia dell’intera esistenza della seconda Repubblica, che ancora nella culla fu scossa non solo dal famigerato avviso di garanzia al vertice di Napoli ma anche dalla crisi aperta dalla Lega sulla riforma delle pensioni.

Controtendenza

Quanto è difficile essere liberali ai tempi del moralismo antiberlusconiano

di Dino Cofrancesco
| 05 Ottobre 2011

In un magistrale articolo pubblicato sul ‘Corriere della Sera’ il 25 settembre u.s., criticando l’utopia antimercato dei neorepubblicani, Angelo Panebianco scrive che le grandi crisi economico-finanziarie attivano regolarmente, come rimedio all’<anarchia dei mercati internazionali>, la richiesta di un <ritorno alla Politica con la p maiuscola>.