ARTICOLI

Cattolici e centrodestra

Il pubblico decoro non basta, ci vuole la politica (anche con il Pdl e l'Udc)

di Sergio Belardinelli
| 30 Settembre 2011

Nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei, il cardinal Bagnasco ha dato voce a un disagio assai diffuso nel mondo cattolico riguardo alla situazione politica del nostro paese. Sulla scorta di questa autorevole presa di posizione, la discussione sul tema dei cattolici e la politica, che negli ultimi tempi si era già significativamente rimessa in moto, ha trovato ulteriore impulso. (Tratto da Il Foglio)

Lettere cociare/ 7

Da Napoleone all'11/9, c'è sempre qualche negazionista dietro l'angolo

di Dino Cofrancesco
| 25 Settembre 2011

Ogni grande evento storico ha i suoi negazionisti. Ci sono ‘ricercatori’ che hanno messo in dubbio l’olocausto sulla base di complessi calcoli del numero dichiarato delle vittime, dei forni crematori e dei gas in uso; altri, nell’Ottocento, si erano divertiti a dimostrare che Napoleone non era mai esistito. Non potevano mancare, pertanto, i negazionisti dell’11 settembre.

Lettere ciociare/6

Senza il 'mito' del Risorgimento l'Italia perde la sua legittimità politica

di Dino Cofrancesco
| 16 Settembre 2011

Marcello Veneziani ha ragione nel dire ai "cari neopatrioti di sinistra": "l’Italia non è cosa vostra". Mi chiedo, però, se la minoritaria destra nazionale, sempre pronta a sbandierare il tricolore davanti agli antinazionali, avesse davvero le carte in regola per fare del patriottismo una cosa sua.

Parla l'esperto di diritto pubblico

"Il ricorso all'Aia contro il Papa è un atto senza senso"

Intervista a Tommaso Edoardo Frosini di M.A.C
| 14 Settembre 2011

Ripubblichiamo l'intervista rilasciata dal Prof. Tommaso Edoardo Frosini al Corriere della Sera sul ricorso all'Aia contro il Papa. Per Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto pubblico comparato all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il ricorso all’Aia contro il Papa, “non sta – è il caso di dirlo – né in cielo né in terra”. (Tratto da Il Corriere della Sera)

Caro Ferrera, sul diritto alla pensione hai sbagliato "diritto"

di Giovanni Cofrancesco*
| 13 Settembre 2011

Caro Ferrera, temo di non essere d’accordo sul tuo editoriale sul Corriere di oggi “Le verità nascoste dello stato sociale”. Tu affermi che i diritti acquisiti non valgono per i diritti sociali. Posso anche essere d’accordo a condizione che non venga considerato diritto sociale il diritto alla pensione.

Il dibattito sulla 'War on Terror'/2

Macché "reazione spropositata": l'11 Settembre è stato come Pearl Harbour

di Charles Krauthammer
| 10 Settembre 2011

L’ultima vulgata sull’11 Settembre è questa: abbiamo creato un decennio di guerra. Abbiamo avuto reagito esageratamente – al Qaeda si è rivelata una tigre di carta; non c’è mai stato il famoso secondo attacco, e via dicendo. Assurdità. Siamo stati attaccati, abbiamo risposto e stiamo vincendo.  L'11 Settembre è stata la Pearl Harbour della nostra generazione. (Tratto dal Washington Post)

 

Il dibattito sulla 'War on Terror'/1

La reazione statunitense all'11 Settembre fu del tutto spropositata

di David J. Rothkopf
| 10 Settembre 2011

Quando penso all'attacco terrostico dell'11 Settembre arrivo sempre alla stessa conclusione: a causa della sua tragica ed eroica drammaticità, si tratta di un evento dalla facile sopravvalutazione. Osama bin Laden ha architettato un'azione a basso costo - e relativamente a basso rischio - condotta da un manipolo di teppisti, che ha scatenato una delle più profonde e spropositate reazioni della storia militare. (Tratto da Foreign Policy)

 

Lettere ciociare/4

L'esito di una vita dipende dall'uso provvido (o meno) delle proprie libertà

di Dino Cofrancesco
| 06 Settembre 2011

Norberto Bobbio distingueva tra individualismo metodologico, assiologico e ontologico. Il liberalismo duro e puro li ricomprende tutti e tre, il quale è riassunto nella massima: "quisque faber fortunae suae", ognuno è l’artefice del suo destino. Sicché successi e fallimenti non vanno addebitati al destino cinico e baro o ai condizionamenti sociali e ambientali ma unicamente a un buon o a un cattivo uso della libertà.
 

Opinioni

La guerra di Libia è il primo passo verso l'occidentalizzazione dell'islam

di T. Gazzolo
| 06 Settembre 2011

La liberazione della Libia è stata la prima guerra autenticamente europea dalla fine dei sistemi coloniali formali. Guerra europea perché il problema politico fondamentale ad essa sotteso è quello del controllo, lungo il mediterraneo, dei paesi musulmani da parte delle potenze europee. Integrare l’Islam nell’asse spaziale politico occidentale significa anche tentare di rafforzare l‘interdizione-chiave all'estremo Oriente.

Momento rivoluzionario

Occidente, marxismo e islamismo: i miti di Breivik che non esistono più

di Michael A. Ledeen
| 30 Luglio 2011

Più penso al massacro di Oslo, più rimango stupito di quanto tutto ciò sia arcaico. Il killer si immagina come il nobile difensore di un mondo occidentale da tempo scomparso, un mondo esistito fino alla Prima guerra mondiale. E’ quel tipo di fascista che crede nel mito di un’Età dell’oro da restaurare, e si vede come parte di quella elite prescelta dalla storia per difendere il mitico Occidente. (Faster, Please!)

 

Uno squilibrato senza baricentro morale

Breivik è un 'figlio' del nazionalismo nordico nient'affatto cristiano

di Roberto De Mattei
| 26 Luglio 2011

Anders Behring Breivik è convinto di essere un eroe anti islamico, ma l’Islam in Europa non ha avuto, fino ad oggi, migliore alleato di lui. C’è da prevedere infatti che gli illiberali progetti di legge contro l'"islamofobia”, riceveranno un decisivo impulso dalle stragi di Oslo e dell’isola di Utoya. L'assassino di trentaduenne è anche convinto di essere un cristiano, ma di cristiano non ha proprio nulla. Anzi.

Dissenting opinion

Se la "Casta" non fa sacrifici come ne può chiedere agli italiani?

di Giordano Bruno
| 22 Luglio 2011

Caro Direttore, il piglio con cui il linguaggio "anti-Casta" disprezza la politica è eccessivo. Ma bisogna ammettere che l’insofferenza dei cittadini verso i benefici che la politica si è cucita addosso è un dato di fatto. Al di là di ogni retorica: come si può chiedere alla gente di capire, ergendosi a difensore dell’intangibilità delle istituzioni, quando non più tardi della scorsa settimana il popolo è uscito con le ossa rotte dalla votazione pressoché unanime sulla Legge finanziaria?

l'Occidentale Puglia

Lasciamo al Cav. la possibilità di fare le riforme di cui il paese ha bisogno

di Tommaso Francavilla
| 19 Luglio 2011

Con la presentazione della bozza di Riforma istituzionale e di quella fiscale, che si aggiungono a quella della Giustizia già all’esame del Parlamento,, tutte le grandi Riforme costituzionali che costituivano l’ossatura del programma di governo approvato dagli Italiani sono sul tavolo. Ora è giusto consentire a Berlusconi di chiudere la sua stagione con un lascito di pur tardive innovazioni, che consentano alla nostra democrazia di rigenerarsi senza pericolose avventure, nell’interesse di tutti gli italiani.

Serve attenzione non allarmismo

State calmi che il debito italiano paragonato ad altri non è un disastro

di Rodolfo Bastianelli
| 15 Luglio 2011

La metà del nostro debito pubblico è posseduta da investitori privati ed è quindi assai più gestibile rispetto al debito di altri Paesi. E finché alle aste di collocamento le richieste rimarranno superiori al valore immesso sul mercato, al nostro debito è garantita la piena solvibilità. Il livello di ricchezza privata in Italia, inoltre, è nettamente superiore a quello degli altri Paesi europei, dal momento che le famiglie italiane non hanno un forte indebitamento, al contrario di quelle degli Usa o del Regno Unito. 

Dinoleaks

La sinistra vuole tornare al governo ma non sa governare neppure i simboli

di Dino Cofrancesco
| 27 Giugno 2011

La sinistra si prepara a tornare al governo ma sa bene che potrà fare assai poco per i suoi elettori a meno che non adotti misure giacobino-bolsceviche, dal calmiere sui prezzi a pesanti tasse patrimoniali (tutti regali al centro-destra). Le casse semivuote degli enti pubblici e i veti incrociati di sindacati e categorie privilegiate varie, non consentono, infatti, ‘riforme di struttura’.

"Cofrancesco ci ha insegnato a diffidare dei conformismi ma ne è preda pure lui"

di Corrado Ocone
| 27 Giugno 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera di Corrado Ocone in risposta all'articolo di Dino Cofrancesco del 20 Giugno scorso dal titolo "Quegli storici alla Teodori che sono bravissimi nell'arte del Maramaldo"

Gli italiani che rispondono/ 1

Caro Economist, ti spiego perché hai fatto un titolo fuori luogo

di Filippo Gaddo
| 24 Giugno 2011

Cari amici dell'Economist, leggo abitualmente le vostre pagine da più di dieci anni e su molte questioni sono d’accordo con le vostre argomentazioni. Tuttavia, mi sento di dissentire dalla vostra valutazione riguardo alla reputazione economica dell’Italia e di Silvio Berlusconi. Del vostro speciale sull’Italia, contributo ben accetto al dibattito sul futuro del Paese, risulta inutile e inopportuno il tono aggressivo e il linguaggio cui si fa ricorso – in particolare la copertina e l’articolo d’apertura.

"Caro Teodori, lascia stare il mio stile e rispondi a questa domanda..."

di Dino Cofrancesco
| 23 Giugno 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera di Dino Cofrancesco in contro-risposta all'articolo di Massimo Teodori del 21 Giugno "Un risposta 'indipendente' per Cofrancesco"

Dinoleaks

L'Occidente ama la Cina per l'uso 'omeopatico' che fa del capitalismo

di Dino Cofrancesco
| 22 Giugno 2011

Con il consueto acume, Ernesto Galli della Loggia, nell’editoriale pubblicato domenica scorsa sul ‘Corriere della Sera’, ha fatto rilevare l’ammirazione che si riserva alla Cina, da quando gli eredi di Mao hanno <lasciato perdere l’abolizione della proprietà privata, il socialismo e tutto il resto>. La pechinofilia, però, ha radici antiche: ne parlava, con ironia, già Tocqueville un secolo e mezzo fa. A ispirarla c’è il rifiuto radicale dell’Occidente oggi rappresentato soprattutto dall’America.

Se la laurea non serve più

Romano e Calabresi non dovrebbero spacciare il mito del merito

di Daniela Coli
| 20 Giugno 2011

Sergio Romano è un fine realista, sa giocare con grazia con le parole. Tuona contro la gerontocrazia che toglie il futuro ai ragazzi, contro il familismo, le offese al merito di tanti nostri bravi giovani, ma sa, come accade a Hollywood, che per i figli dei grandi attori, è tutto più facile. La laurea conta poco. Sarebbe quindi più serio adottare il tono dei giornalisti del Times e non dare a bere ai giovani che basti una laurea per avere successo sicuro.