ARTICOLI

Situazione complessa, ma una soluzione c’è

Mediterraneo: cosa accade e cosa accadrà?

di Giovanni Marizza
| 05 Marzo 2011

Quanto sta accadendo nel Medio Oriente e nel Nord Africa in generale e in Libia in particolare è una sorta di gioco del domino, in cui la caduta della prima pedina provoca la caduta di tutte le altre. Ma è molto più complicato, perché le pedine non sono tutte uguali, hanno pesi diversi e una volta cadute possono non solo rialzarsi ma anche cambiare dimensioni.

"Aridità morale"

Quella di Obama non è la politica estera degli Stati Uniti

Intervista ad Edward Hudgins di Stefano Magni
| 05 Marzo 2011

Il blocco comunista non c’è più. Le dittature dell’Est sono state travolte dalle rivoluzioni del 1989. Quelle del Medio Oriente potrebbero fare la stessa fine, messe in crisi da una catena di rivolte locali. Eppure gli Stati Uniti sembrano proprio assenti, spettatori passivi di un mondo che cambia. Ne abbiamo parlato con uno Edward Hudgins, direttore della Atlas Society.

Help regime change

La prima cosa da fare contro Gheddafi: (ri)bombardare la Libia

di Michael A. Ledeen
| 26 Febbraio 2011

Dal momento che i nostri leader non sanno proprio cosa fare in Libia, vediamo di suggerire loro qualche idea. La prima cosa da fare è privare Gheddafi del maggior numero possibile di strumenti di distruzione di massa. Il più ovvio tra questi è l’aeronautica militare libica, una piccola e ormai superata collezione di velivoli, molti dei quali starebbero bene in un museo. (Faster, Please!)

Politica estera e dietrologia

Accelerare l'integrazione europea per far tacere i dietrologici della politica

di Giovanni Marizza
| 05 Febbraio 2011

In Tunisia la rivoluzione dei gelsomini che ha cacciato Ben Alì è forse scoppiata per caso a causa del malcontento della gente? E in Egitto la rivoluzione delle piramidi è scoppiata per semplice emulazione di quella tunisina? E in Albania la rivoluzione delle aquile sta avvenendo a causa di una semplice non accettazione dei risultati delle ultime elezioni? E in Russia l’attentato all’aeroporto di Domodedovo è opera di un isolato ceceno suicida? No, dicono i dietrologi, tutti questi episodi sono collegati fra di loro.

Servizi al "servizio" del Cremlino

Per la Russia il terrorismo è un “disastro naturale”

di Cesare Proserpio
| 29 Gennaio 2011

Le persone che il presidente Medvedev ha convocato appena appreso dell’attentato all’aeroporto di Domodedovo del 24 gennaio, nonché il comportamento di alcuni alti dirigenti pubblici, fa pensare che il presidente abbia trattato questo attacco non come un atto terroristico, ma come un disastro naturale.

Misteri e paradossi italiani

Il vero nemico di Berlusconi è il “Moloch” di Stato che odia le riforme

di Transatlantico
| 24 Gennaio 2011

Aldo Moro Bettino Craxi e Silvio Berlusconi hanno in comune una cosa: l’essersi scontrati contro il Moloch impalpabile che teme le riforme. Il primo è stato ucciso, il secondo è morto in esilio, il terzo è sottoposto a una attenzione giudiziaria che definire persecuzione è riduttivo: a prescindere dalla fondatezza o meno delle accuse rivoltegli.

Il primo Stato fascista maturo

Cina, lo scontro con l'Occidente è solo una questione di tempo

di Michael A. Ledeen
| 22 Gennaio 2011

Per dieci anni ho sostenuto che la  Cina è il primo esempio di un fascismo maturo. E il più grande riconoscimento immaginabile è stato tributato a questa teoria dalla stessa Repubblica Popolare. In occasione della visita di Hu Jintao a Washington, appare opportuno rivisitare un tema come questo che mi sembra sia stato abbondantemente confermato dagli eventi. (Faster, Please!)

Predizioni ma non troppo

Cronache dal futuro: archiviamo il 2060, l’anno del Califfato d'Europa

di Giovanni Marizza
| 08 Gennaio 2011

Si è concluso il 2060, un anno che era iniziato con ottimistiche aspettative, senza peraltro concretizzarne molte. Ecco gli avvenimenti principali.

La conversazione con Signorini a "Kalispera"

Speriamo che il Cav. ritrovi lo smalto di una volta nei suoi interventi tv

di Diego Marini
| 07 Gennaio 2011

L'intervento del Cavaliere, di due sere fa, alla trasmissione “Kalispera” di Alfonso Signorini, non mi è piaciuto affatto. Cinque minuti di “piacevole” conversazione con la “comare” ufficiale di Canale 5, sull'esistenza dei comunisti e sulle donne di sinistra con le quali il premier ha avuto una relazione.

Il meglio e il peggio della tv 2010: le pagelle

"Uomini e Donne": la sincerità che disegna il nulla

di Carlo Bellieni
| 04 Gennaio 2011

Imparare a leggere la televisione, prima che a guardarla: questo è lo scopo della presente raccolta di commenti a spettacoli televisivi degli ultimissimi mesi. Guardare meno TV e guardarla scegliendo significa accenderla non per colmare una noia esistenziale, alla quale sarebbe meglio preferire due chiacchiere con la moglie o risentire la lezione ad un figlio; ma per vedere quello che davvero vogliamo. Non è facile, ma si può fare. (tratto da Bologna 7, inserto di Avvenire)

Internazionalismo democratico

Stati Uniti, è ora di tornare ad una politica estera bipartisan

di Joseph I. Lieberman
| 01 Gennaio 2011

E' nell’ambito della politica estera e della sicurezza nazionale che gli USA potranno trovare le più grandi opportunità per una collaborazione bipartisan tra il presidente Obama e i repubblicani al Congresso. (The Wall Street Journal)

Burocrazia euro-asiatica

Organizzazioni internazionali superflue: e se abolissimo l’OSCE?

di Giovanni Marizza
| 01 Gennaio 2011

L’OSCE è un parlatoio inconcludente e spendereccio, che ci costa 150 milioni di euro all’anno. Ma è un parlatoio in cui non si parla di nulla. Mentre NATO e UE si riuniscono tutti gli anni, l’OSCE non organizzava un vertice dal 1999. Quello di Astana, a inizio dicembre 2010, è stato l’apoteosi dell’aria fritta, dove è apparso chiaro che l’OSCE non serve a nulla. Sciogliamola oggi e non faremo un briciolo di danno.

Nichi(ta) e gli interessi del Cremlino

Nella fabbrica di Vendola non c'è posto per il rigassificatore in Puglia

di Cesare Proserpio
| 11 Dicembre 2010

Ma allora anche Vendola sarebbe al soldo di Putin? È questa la domanda che mi è sorta spontanea, dopo la lettura di un interessante ma mal mirato articolo del “Corriere della Sera”.

Nei secoli dei secoli

Le migliori delle peggiori “cantonate” della Storia

di Giovanni Marizza
| 11 Dicembre 2010

Ricordate Francis Fukuyama, colui che nel 1992 scrisse “La fine della Storia”? Come abbiamo visto, la sua ipotesi si rivelò errata, ma un abbaglio simile era già stato preso nel I secolo d.C. dallo scrittore romano Marco Velleio Patercolo, il quale aveva sostenuto che l’Impero romano costituiva il culmine della storia. Ma questa continuò e ce ne fece vedere di tutti i colori, alla faccia di coloro che tendono ad individuare la fine della Storia nella situazione vissuta da loro stessi, con scarsa considerazione di ciò che faranno le generazioni future. E la storia umana, fra il fu-Patercolo e il Fu-kuyama, ne ha registrate, di cantonate. Eccone alcune.

L'Italia ai raggi x

"La sinistra televisiva? Un berlusconismo senza Berlusconi"

Intervista ad Alessandro Dal Lago di Roberto Santoro
| 08 Dicembre 2010

Parlando con il professor Dal Lago ci siamo accorti che i nostri dubbi su “Vieni via con me” non erano infondati: mentre i giovani cercano eroi come Saviano, e i politici si atteggiano a grandi moralizzatori, sono in pochi ad accorgersi dei rischi finanziari che corre l’Italia in un momento di grande incertezza politica.

Attenti a non auto-affondare

Corsera in campagna elettorale: il caso Eni Gazprom Shell

di Paolo Della Sala
| 04 Dicembre 2010

Le buone relazioni tra Eni e Russia sono alquanto antiche. Con l'Unione Sovietica flirtò la Fiat, flirtò De Benedetti e flirtò la Nomisma di Prodi. Era uno stato nemico, allora, eppure nessuna anima bella si scandalizzò più di tanto. (La Pulce di Voltaire)

Craxi, Clinton e Berlusconi

Sex Scandals and Double Standards

di Michael A. Ledeen
| 27 Novembre 2010

Molti anni fa, il Corriere della Sera ha pubblicato un editoriale su un importante uomo politico britannico che aveva visto la propria carriera rovinata per uno scandalo sessuale, l'ultimo di una lunga serie di scandali di questo genere in Gran Bretagna. Pensate, disse l'autore, gli inglesi ai più alti livelli della società erano immersi nel sesso fino al collo, mentre in Italia – la patria dei “Latin Lover” – non c’era stato uno scandalo sessuale decente forse per decenni. Citai quell’articolo nel 1983, quando il leader socialista Bettino Craxi divenne presidente del Consiglio. “Ora c’è una speranza”, scrissi. Finalmente erano finiti gli anni dei noiosi e asessuati democristiani e l’Italia aveva un premier degno dello stereotipo nazionale.... (Faster, Please!)

Le pecche dell'informazione libera

Per i media la sentenza Dell'Utri è un nuovo pretesto per condannare il Cav.

di Giuseppe Panissidi
| 22 Novembre 2010

La sentenza con cui il sen. Marcello Dell’Utri è stato condannato in appello a sette anni di reclusione, per concorso esterno in associazione mafiosa ha spinto la quasi totalità dei media a saltare a conclusioni ‘politiche’ generali, per rovesciarle immediatisticamente - quanto strumentalmente – in un giudizio ‘globale’ – quanto sbrigativo – sul passato e sul presente del premier e sull’esecutivo in carica. 

La miopia di chi vorrebbe il Cav. politicamente morto

Per Repubblica&co. Berlusconi è il virus e l'Italia il malato (immaginario)

di Giuseppe Panissidi
| 19 Novembre 2010

“Vorrei che foste in una situazione disperata, in agonia, per mostrarvi quanto sono efficaci i miei rimedi, e quanto grande è il desiderio di rendervi un servigio”. Con queste parole un immenso Molière mette in scena una straordinaria rappresentazione, “Il malato immaginario”, che conclude, subito dopo, la sua stessa parabola esistenziale. Anche l’Italia è malata, attossicata. Come il suo premier. Medici e farmacisti l’accudiscono amorevolmente al capezzale di un’infezione che ha un nome solo: Silvio Berlusconi.

I dubbi giudiziari

Nell’affaire Montecarlo c'è qualche sconto verso la terza carica dello Stato

di Giuseppe Panissidi
| 03 Novembre 2010

Alla luce dalla recente iniziativa della procura di Roma in favore di Gianfranco Fini, le strategie politiche contro l’indipendenza della magistratura, quotidianamente denunciate dalla sinistra, sembrano destinate allo scacco. In suo soccorso  – ironia della sorte - sta inavvertitamente muovendo compatta la stampa (acriticamente) schierata sul fronte destro dello scacchiere politico nazionale. I magistrati titolari del procedimento ringraziano. Commossi.