"Il Pdl vivrà più stagioni"

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"La leadership di Berlusconi è intatta. E intangibile". Parola di Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl.

Impossibile anche solo immaginare un vostro governo senza Berlusconi, eh?

Guardi, il ragionamento parte da lontano. In Italia i governi sono sempre stati considerati illegittimi. Si pensi alla sorte di Alcide De Gasperi, che ci ha salvato dal comunismo e dalla fame, eppure fino qualche anno fa era ricordato nei testi di storia come un servo degli americani. Si pensi a Fanfani e alla propaganda che lo perseguitò sul "fanfascismo". Ma penso anche al tentativo di riscrivere la storia d'Italia attraverso la sentenza Andreotti. Oppure al processo sommario a Moro o all'esilio di Bettino Craxi.

Casi molto diversi tra loro.

In sociologia va molto di moda la categoria della "post-democrazia". In Italia per molti versi siamo in una "pre-democrazia" e se un tempo c'era il mito della piazza che fa cadere i governi, nel nuovo secolo vedo il mito della piazza mediatica. E così come era normale pensare da parte di qualcuno di buttare giù i governi attraverso "strumenti" differenti dal voto, oggi basta costruire un circuito mediatico-giudiziario per arrivare allo stesso risultato.

Quindi, tornando a Casini: no, grazie?

Dobbiamo ribadire che di norma i governi vengono fatti dagli elettori e non dall'azione dei pm. Quel che non si capisce è perché le opposizioni non chiedano di tornare davanti agli elettori.

Viva Vendola e Di Pietro, allora?

Viva la loro chiarezza. Meglio di questi pavidi. Detto questo, io penso che il governo debba andare avanti.

Bondi però è stato netto nella sua risposta: Casini non ha capito proprio nulla di quel che siamo. Intende dire che non ha capito niente di un partito carismatico. E' così?

Il Pdl è un partito nato nella stagione della democrazia degli elettori, quindi deve tenere conto non solo delle dinamiche interne ma della legittimità determinata dagli elettori. E non è che nell'Udc o nell'Idv non vi sia una leadership carismatica, solo che è in sedicesimo.

Resta il fatto che la leadership di Berlusconi appare intangibile.

Non c'è ombra di dubbio. Poi, certo, ci sono dei momenti in cui le leadership si trasmettono. Ma non sotto l'urto dei pm. Piuttosto chiedendosi qual è il leader che può nuovamente scrivere un patto con gli elettori. Mi auguro che un dato momento, il più tardi possibile, senza essere forzati, la classe dirigente del partito sarà in grado di discuterne.

Un outsider?

In questi armi si è cementata una classe dirigente che ha lavorato attorno al leader. Da qui uscirà il leader del futuro. Non credo che il Pdl sia un partito carismatico destinato a vivere una sola stagione.

(Tratto da La Stampa)

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