I benpensanti sono arrivati tardi

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“La caduta dei Tiranni”, è il titolo che Gad Lerner ha scelto per la puntata de l'Infedele andata in onda ieri sera. Parterre di ospiti colti, impegnati nell'analisi delle forze storiche e geopolitiche che hanno contribuito a sfaldare i regimi di Tunisi del Cairo e di Tripoli. La Repubblica si affida alla penna di Bernardo Valli  che nel suo “La primavera dei popoli”, azzarda un parallelo storico, un po' stiracchiato, tra le piazze maghrebine e i moti del 48, le resistenze antifasciste e le lotte anticomuniste del 1989.

Tutti a raccontare che la forza dei popoli, esplosa incandescente dopo anni di repressione, ha sfondato tutti gli argini eretti dalle dittature : è scesa in piazza, ha lottato per la sua libertà, ha sfidato il potere ,domandando libertà, democrazia. Tutti a celebrare il vento democratico che ha investito i paesi del sud del Mediterraneo. Tutti a dire che la nuova America, quella di Obama - dell'Obama del Cairo s'intende, non quello che ordina i bombardamenti sul Waziristan - è stata determinante, perché ha finalmente messo “la forza al servizio della giustizia”.  Tutti a dire che la vecchia politica dei teocon, bombarola e fideistica, è definitivamente spazzata via a colpi di democrazia, che la Freedom Agenda era solo un manifesto ideologico per coprire una feroce politica neocoloniale. Tutti a plaudere l'Europa per la sua ferma condanna delle  terribili violenze che il Colonnello Gheddafi, accerchiato ed ormai ferito a morte, inferisce al suo popolo.

L'Europa degli azzimati burocrati, la stampa benpensante e i teorici da salotto si sono  svegliati di colpo. Ora che il mediterraneo vive di una nuova linfa democratica non vogliono certo perdere l'occasione di sfilare nelle piazze maghrebine a fianco dei popoli oppressi. Ma dov'era l'Europa nei decenni in cui Saddam Hussein trucidava gli oppositori, opprimeva gli organi di stampa e soffocava le istituzioni? Dov'era  – e dov'è – quando l'Iran si arma di testate nucleari in barba a tutti i divieti internazionali? Dov'è difronte alla persecuzione etnica con cui la Cina sta sopprimendo il Tibet? Dov'è quando a Lampedusa arrivano barconi stracolmi di uomini disperati? E' la stessa Europa, tecnocrate e radical-chic, che fregiò Yasser Arafat del Nobel per la Pace, che ha finanziato Hamas, un'organizzazione terroristica il cui principale obiettivo è quello di eliminare Israele. E' la stessa Europa, spaccata e incerta nel dopo 11 Settembre; la stessa Europa  che sta abbandonando l'Italia sola in un Mediterraneo senza più dittatori, certo, ma senza istituzioni né equilibri.

Dov'era la nostra stampa , quella che si autoproclama dotta e liberal ,quando il popolo Iracheno sradicava la statua dell'odiato Saddam e apriva l'era di una difficile e traumatica transizione democratica? Forse che, accecati dall'antiamericanismo à la mode, si dimenticarono di titolare “La caduta del tiranno”? Oppure era di gran lunga più politically correct titolare “L'America imperialista invade l'Iraq per il petrolio”? Dov'è questa stampa quando il pacifismo propagandistico di Obama si infrange contro la realtà dei massicci bombardamenti del Pakistan? La stessa stampa che non si accorge di chiamare - per un vezzo intellettuale - transizione democratica, un golpe militare; la solita, che finge di non sapere che l'esercito libico, non potrà certamente essere il custode dello slancio democratico che sta animando le piazze. Il Vecchio continente e i suoi intellettuali più raffinati si permettono una visione del mondo politica e tifosa, tra proclami emotivi, e inezia imbelle; celebrando la nascita di germogli spontanei  di democrazia, ma senza avere una politica che li aiuti a gemmare.
 

CommentiCommenti 8

AA (non verificato) said:

In effetti, si sa, l'Europa e gli USA vano dove tira il vento. Silenzio assenso sulle schifose azioni dei cinesi o dell'Arabia Saudita (ne sentite mai parlare dei sauditi?Sapete che crocifiggono i cadaveri decapitati in pubbliche piazze?), a cui USA e Europa leccano il deretano unto di petrolio e assecondano le peggiori abitudini tiranniche. Tutti zitti anche sull'invenzione colossale (e criminale) che Saddam avesse armi di distruz. di massa, mondo messo in allarme per una menzogna, solo per succhiare petrolio. Tutti zitti su Israele che viola le risoluzioni ONU e i diritti umani dei palestinesi. Zitti per convenienza. Ora tutti a salire sul carro dei vittoriosi nelle rivolte arabe, dopo che fino a ieri abbiamo pagato, sostenuto questi dittatori sanguinari, come Gheddafi invitato da Berlusconi e leccato per bene da un premier che sembrava un cagnolino. ORRIBILE GENTAGLIA, questo siamo.

Francesco Mangascià (non verificato) said:

Non ha altre giustificazione, oltre che la mancanza di lucidità e di azione, quel piagnisteo nostrano sull’Europa che ha abbandonato l’Italia nel fronteggiare la crisi immigratoria in atto nel Mediterraneo, dopo che delle popolazioni hanno rovesciato, da sole, i propri dittatori, poiché è vero che ci sono tantissime persone che fuggono dall’Africa del Nord, ma è anche vero che moltissime di queste persone che sbarcano in Italia, lo fanno solo per la vicinanza costiera, e vorrebbero andare in Francia e in altri paesi europei come la Spagna la Germania, e così via. Dunque se queste persone in fuga sono rifugiati, e come tali hanno diritto all’asilo, allora hanno anche il diritto di scegliere dove vivere, e se vogliono andare in Francia, in Germania, in Spagna, il governo italiano non glielo deve impedire, anzi li deve favorire! e per farlo non deve far altro che dar loro dei salvacondotti identificativi e, dopo averli rifocillati e rivestiti regalato loro un po’ di euro, accompagnarli alle frontiere dei paesi che questi hanno scelto e augurar loro buon fortuna, poiché non è scritto da nessuna parte che in virtù di quel baciamano di Berlusconi a Gheddafi, adesso si devono allacciare le scarpe anche a Parigi e a Berlino, baciando la mano pure Sarkozy e alla Merkel,: facendo da tappo alla Europa, poiché questa lo pretende, e negando così dei diritti umani a dei rifugiati. In qualsiasi società d’affari, l’Europa altro non è, le responsabilità quando a uno gli spettano e questi rifiuta di assumersele, si impongono, e sempre nel rispetto degli Human Rights.

Fra Diavolo (non verificato) said:

Siamo forse i migliori peace-keeper del mondo e la domanda che mi viene spontanea è: perchè non farlo in Libia? Aiutare la Libia in un passaggio così delicato assicurando una copertura militare è cosa così brutta? Scommetto che anche Obama farebbe fatica a dire di no! Magari nel frattempo proteggiamo i nostri connazionali in Libia e i nostri interessi, che ahimè, sono strategici!!! I fighetta dei burocrati europei storceranno il naso? Gli regaleremo degli ottimi fazzolettini di carta.

vanni (non verificato) said:

L'idea di Fra Diavolo non è per niente pazzasca... Fino a quando i singoli stati europei non cominceranno ad assumersi individualmente, in modo manifesto ed in piena consapevolezza, iniziative responsabili e significative, l'Europa continuerà ad essere un flaccido gigante di scarso rilievo politico (anzi peggiorerà). Non so se l'Italia sia in grado di sostenere un investimento che sarebbe sacrosanto e remunerativo, per i nostri affari e per la nostra credibilità; e non sto qui parlando di sostenere e sopportare i pensosi e miseri piagnistei di tanti statisti che sbandierano la loro serietà e responsabilità con fronte aggrottata.

Silvia (non verificato) said:

Siamo bravissimi come ‘peace-keaper’, ma non so se avete notato che non abbiamo mai fatto nessuna azione militare in modo indipendente (dalla NATO o dagli USA) e non sappiamo se questi ultimi approverebbero. Per ora, infatti, e’ ancora l’America che comanda nel mondo, non la UE.
Comunque, per ricordarle che esiste l’Italia con i suoi problemi, e anche per risparmiare un po’ di soldi, potremmo incominciare a ritirare i nostri contingenti dal Libano e dall’Afghanistan, non per pacifismo ma per necessita’. Sarebbe poi bello riuscire a riprenderci un po’ di sovranita’, ma non sara’ facile.

Pierpaolo (non verificato) said:

Come non essere d'accordo?
Però occorre fare attenzione a non fare di ogni erba un fascio.
La missione in Libano mi risulta essere una missione ONU (casco blu)per cui è previsto un robusto contributo dal Palazzo di Vetro. Quella in Afghanistan, invece, (basco nero) è per intero a carico dei tartassati.
Anche il soldo percepito dai militari italiani mi risulta essere superiore in Libano (coi soldi dell'ONU) che non in Afghanistan.
Obama offre tanta "gloria", ma quanto a cacciare quattrini, preferisce prendere dalle tasche degli altri.