L'uovo di giornata

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L'altro giorno in un comizio elettorale a Bologna (un comizio, non uno show satirico), Beppe Grillo se l'è presa con Nicki Vendola. Lo ha chiamato "busone" eppoi "un buco senza ciambella". Non si registrano reazioni da parte dell'interessato né dal solito coro degli indignati speciali.

L'avesse detto Berlusconi sarebbero arrivati i caschi blu dell'Onu a portarlo via in catene e mezza Italia vestirebbe t-shirt con scritto "Anch'io sono un busone".

CommentiCommenti 12

Reo Silvio (non verificato) said:

…neanche questo breve articolo fa molto ridere, anche se tentava di fare un po’ di ironia spicciola. Intanto mi si dica quando pur lontanamente c’è stato il rischio che Berlusconi subisse qualche conseguenza per i tanti insulti cha ha vomitato verso gli avversari in questi 17 anni: altro che caschi blu che lo portano via in catene! L’insulto ormai è diventato pratica ricorrente nella politica italiana e ci sono pochi dubbi su chi è il protagonista assoluto (ben ricambiato) di questa pratica. La verità è che il Cav non è solo un leader politico ma è anche il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani e quindi i suoi insulti hanno un peso evidentemente ben maggiore di quelli che può rivolgere Grillo. E semmai il fatto che Grillo insulti Vendola (nel suo tipico stile alla Grillo) dimostra il fatto che nella cosiddetta sinistra ci si critica anche arrivando all’insulto e questo è comunque meglio dell’acritico leccaculismo nei confronti del capo come fate voi…

Anonimo (non verificato) said:

Mi è molto piaciuto il tuo commento! Un po' meno queste patetiche quattro righe in croce che vorrebbero assomigliare a qualcosa dal sapore giornalistico...

AA (non verificato) said:

Dopo aver sentito i comizi di Grillo ho deciso di votarlo; dopo aver letto queste tre righe patetiche ho deciso di convincere anche i miei amici e parenti a votare per Grillo...

Tullius (non verificato) said:

Si attende ancora che il socialista se la prendi, non opportunisticamente con l'omosessuale, ma con l'Iman. Allora si' che ci sarebbe da ridere. Fino ad allora, il Grillo si ridimostra vigliacco mercante in fiera.

Mauro Ferri (non verificato) said:

Non capisco gli anonimi commenti precedenti, né capisco come si possa giudicare leccaculo chi fa una semplice osservazione. Anche questo è un insulto, il più grave per un giornalista, che ha diritto alle sue opinioni. Dare del busone a Vendola è stupido, come dare del nano a Brunetta, una persona si critica per le sue affermazioni e non per caratteristiche fisiche o sessuali che non riguardano la politica. E' lampante che a Grillo vengono perdonate affermazioni spregevoli ed insulti sanguinosi che in bocca a Berlusconi solleverebbero un putiferio.

massimo (non verificato) said:

L'ineffabile nullità sessantottina ha inquinato i pozzi del buon senso italiano e i tempi di decadimento del suddetto radioattivo culturame sono, evidentemente, molto lunghi se si è ancora costretti a leggere esempi di così fulgido, cristallino e consequenziale pensiero politico come quello espresso da ReoSilvio.
L'argomento è che Grillo ha dato del frocio a Vendola. I suddetti militano entrambi, come noto, non certo nel centro-destra. Da anni riceviamo "acculturate" lezioncine sul "politically correct" dai sinistrati sessantottini, i quali ci hanno "dottamente" insegnato che non si dice spazzino ma "operatore ecologico", non si dice invalido ma "diversamente abile" non si dice "di sinistra" ma "diversamente intelligente" ecc.ecc. e dopo tutta questa dottrina che fa Reo Silvio? Sostiene che Grillo, dando del recchione a Vendola, ha solo fatto sana dialettica politica di sinistra.
Dopo tanto ardita difesa dell'orticello suo, con logica deduttiva lampante, il nostro non resiste alla ghiotta tentazione di dare dei leccaculi agli elettori di centro-destra. La "cultura di sinistra" è protetta e Reo Silvio può rassicurarsi avendo dimostrato a sé stesso di essere "diversamente con le palle". Noi lettori dell'Occidentale ci sentiamo, invece, esattamente come prima e cerchiamo di mantenere una salute mentale che nell'Italia dei ReiSilvi "diversamente normali", comincia a diventare difficile conservare.

LD (non verificato) said:

Grazie Massimo, non avrei potuto esprimere meglio il mio pensiero!

Reo Silvio (non verificato) said:

Beh, sempre in verità, io più che sentirmi “diversamente normale”, mi sento piuttosto “normalmente diverso”. La mia diversità è, per esempio, nel non credere che in Italia esiste una vera destra e una vera sinistra (anche nel mio commento precedente parlavo infatti della “cosiddetta sinistra”). Invece, lei Massimo credo proprio che sia “normalmente normale” e cioè perfettamente assuefatto in questa logica politico-culturale che vige da qualche anno in Italia, per cui bisogna necessariamente schierarsi sulle opposte fazioni. E quindi, chi scrive le cose come ho fatto io è ovviamente di sinistra, anzi “sinistrato sessantottino”, che si riterrebbe più intelligente e corretto, e via poi con tutti i luoghi comuni e scemenze varie che lei ha sciorinato. In realtà io non ho nessun orticello da difendere e né sarei stato io a insegnarle che “operatore ecologico” è meglio di “spazzino”, mentre lei, immagino, continuerà ad apprezzare chi , per esempio, le ha insegnato ad usare la parola “ribaltone”, ma poi quando avviene che qualcuno passa dall’opposizione alle sue file per diventare ministro o sottosegretario (cominciando 17 anni fa da Tremonti fino all’ultima infornata dei “responsabili”) va tutto bene. No Massimo, io potrei anche non essere di sinistra (specie di questa sinistra attuale) e potrei anche essere di destra, se magari ci fosse una vera destra liberale quale assolutamente non riconosco in questa specie di accozzaglia-partito berlusconiano. Se tutti noi uscissimo da questi schemi stantii in cui ci vogliono ingabbiati, avremmo già fatto un passo avanti…Nel merito del commento precedente, se lo è inventato lei che quella tra Grillo e Vendola è per me “sana dialettica politica di sinistra”, sono solo insulti e lo ribadisco. A me piacciono poco, ma, lo ripeto, nettamente preferibili comunque alle lisciature di pelo e all’assoluta carenza di critica interna, che spesso sconfina nel “leccaculismo”, soprattutto da parte di “giornalisti” di area dell’attuale centrodestra che serve solo a mantenere questo logoro status-quo e a non far cambiare nulla in questo nostro bello ma sfortunato paese. A risentirla.

ABC (non verificato) said:

Provando a fare una sintesi di ciò che scrive, Reo Silvio,
non è poi così complicata.
Togliendo un po' di stucco della sua dialettica che sembra annunciare contenuti articolati,
la progettualità è riconoscibile nell'unico punto programmatico. Il solito. Come lei ben suggerisce, lei potrebbe essere non essere di sinistra, destra o anche non destra.
Perché l'unico punto programmatico e prioritario poi in fondo è solo uno: il "reo Silvio" va eliminato.
Ogni altra considerazione è marginale, minimizzabile, sinistra, destra, che vuole che sia, è lo stesso parrebbe.
Ha pure il vezzo di suggerire che una destra liberale non le dispiacerebbe.
E' una destra liberale che però, libera lo stesso punto progettuale e programmatico: tutto fuorché il Reo Silvio. Ovvero: tutto fuorché il riconoscimento dei liberi elettori di Berlusconi le andrebbe benone.
E cioé, le va benone rimuovere ogni steccato destra-sinistra, chissenefrega, purché si mantenga e solidifichi ampliandolo, quello dell'antiberlusconismo.
Ecco: quello di steccato, non le dà fastidio, anzi, sembra indispettito che non sia travolto a senso unico quello steccato, contro il ReoSilvio.
Travolto dall'affermazione di Grillo o di Vendola, dalla realizzazione sinistra o destra, tutto tranne che il Reo Silvio.

Però, se lei promuove l'idea di un sodalizio, un partitone ideale unito nella causa dell'antiberlusconismo, lisciandogli il pelo, anche riuscendo a farlo in modo doppio al contempo (se occorre, lisciando il pelo a Vendola e Grillo contemporaneamente, un "leccaculismo" doppio non facile, non facile e credo possibile solo perché Berlusconi le sta molto sul cu..), è poi così sicuro che lei risulti così credibile? E del resto, è un po' comoda la semplificazione per cui suggerisce che Berlusconi è sostenibile solo in una disposizione acritica. Una lieve variazione di un motivo ormai stantìo per cui, sostenitori, elettori votanti di Berlusconi, o sono incapaci di intendere e volere, o sono capaci e dunque perversi e criminali, o dementi, o delinquenti.
Una variazione su un tema certo non inedito che, nonostante le sue ambizioni, la colloca proprio in quegli schemi (con gli steccati) che nel tempo, nella nostra storia politico-democratica, hanno assunto un valore di continuità con i precedenti (il destra-sinistra insomma).
A lei pare piacere l'idea di rimuovere steccati, per metterne però altri più solidi ed alti.
In soldoni, lei come antiberlusconista, non è poi così diverso da un berlusconista. Il logoro status-quo le piace di più, suo malgrado, di quanto le piaccia suggerire.
Con tutta la buona volontà, mi è un po' difficile sentirla credibile se cerca di tenere insieme tutto e tutti (Grillo, Vendola, sinistra, destra, che sarà mai, avanti il prossimo), purché non sia Berlusconi. Si avverte una certa forzatura, una certa intraprendenza per l'arte di arrampicarsi sugli specchi che non rendono molto l'idea di chi si propone una capacità critica così agile, capace e liberale..
ABC

Massimo (non verificato) said:

Caro ReoSilvio, il mio commento è stato stimolato dallo scritto e non dalla sua persona (non ho il piacere di conoscerLa, ma ha tutta la mia simpatia).
Purtroppo "scripta manent" e solo a quelli io mi riferisco. E allora, per non girare intorno al problema:
1) vero o no che a sinistra negli ultimi anni si è ipocritamente virato di 180 gradi, cioé dal rivoluzionario più scorretto al doppiopetto più bacchettone e perbenista ?
2) vero o no che il giudizio di chi sta a sinistra nei confronti di chi sta centro-destra è, nella maggior parte dei casi, di assoluta chiusura nei confronti delle ragioni degli avversari ?
3) vero o no, dato per certo che questo centro destra non sia il meglio che si possa pensare (ma la politica si fa col possibile e non con l'auspicabile..) e che la sinistra stia dando una immagine di sé squallida, ancora non viene digerito che gli italiani abbiano scelto quello che hanno ritenuto il "male minore" e che, quando ciò viene affermato, la reazione a sinistra è che "gli italiani sono idioti", rendendo lampante solo che a sinistra sono paranoici?
4) vero o no (anche dalle notizie degli ultimi giorni che rischiano di passare sotto silenzio....) a sinistra "se magna" come e più che a destra ?
Se ad almeno due delle suddette domande,onestamente, non se la dovesse sentire di non rispondere affermativamente allora perché definisce quanto da me affermato "scemenze" ?
P.S.: io non sono un giornalista, ma definire quelli non a sinistra "leccaculi" (aridaje!) béh, questa è perversione....tenetevi pure la Berlinguer !
Con simpatia, ma con un pò di fastidio, saluti.