L'intervento

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Eravamo destinati a sentirle di ogni genere. Ma il Jihad By Court ancora ci mancava. Una pratica intimidatoria per zittire con querele chi denuncia con coraggio l’estremismo. La sentenza che ha assolto Andrea Morigi dalla querela dell’UCOII perché “il fatto non costituisce reato”, una vittoria decisiva e un punto fermo dal quale ormai non ci si discosterà più, segue quella con cui Alessandro Sallusti, allora direttore di questo giornale, veniva prosciolto perché “il fatto non sussiste”. Parlare di Fratelli Musulmani non è reato e nessuna corte potrà mai condannare una persona per aver accostato qualcuno alla loro organizzazione.

La loro esistenza è ormai pacificamente riconosciuta, stanno per fondare una partito che probabilmente governerà l’Egitto. Su come lo faranno taccio, per ora. Ciò che più conta è che la sentenza emessa dal Tribunale di Milano mette una pietra tombale sulla volontà di zittire i cronisti coraggiosi che parlano di estremismo, come su quella di mettere a tacere chi sa e parla senza paura; cito l’esempio della querela che Khalid Chaouki, solo fino a qualche mese fa Presidente dei Giovani Musulmani legati all’UCOII, aveva sporto contro Mantovano, Gasparri, Ronchi, la sottoscritta e lo scrittore Marco Angelelli. Certo, querela sporta da chi nemmeno aveva firmato la Carta dei Valori e che successivamente si discostava nettamente da quell’ambiente. Capirà anche lui che la parola “estremista” non è reato.

Io stessa, l’11 giugni 2009 in Aula interrogai il governo circa queste vicende affermando che “fra le moschee dell’UCOII, numerose sono quelle i cui dirigenti in qualche modo si ispirano all’ideologia dei Fratelli Musulmani” e che la querela “ è toccata a diversi giornalisti, querelati dall’UCOII per aver manifestato il loro pensiero. Non avevamo paura prima e non abbiamo nemmeno ora che una sentenza, che non esiterei a definire storica, spezza sul nascere questo intento liberticida. E che arriva proprio in un monto decisivo, in cui qualcuno vorrebbe sfruttare la sua potenza economica per impadronirsi attraverso federazioni e associazioni varie, dell’Islam italiano, che i tribunali li vede solo per difendersi da chi ne minaccia la libertà. La speranza è che questo stop dia più forza a chi da sempre si batte contro l’estremismo e ne denuncia i rischi dell’infiltrazione nella nostra società.

(Tratto da Libero)

 

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