Bussole

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I cattolici sarebbero considerati poco o niente dal centrodestra: è l’ultima accusa al PdL, che è preso di mira da sinistra e adesso pure da destra, da chi ricorda- per esempio - che proprio con questo governo la pillola abortiva Ru486 è arrivata negli ospedali italiani.

Ma non è possibile accusare qualcuno di tutto e del suo contrario. Non si può essere sul banco degli imputati perché troppo inclini ad ascoltare le richieste della Chiesa, e al tempo stesso perché indifferenti ai cattolici che quel partito hanno votato, o addirittura perché ostili, per via della condotta privata del premier.

E allora la voglio fare io la difesa cattolica del PdL.

Quel PdL senza il quale, tanto per cominciare, non ci sarebbe mai stato un “caso Englaro”. Senza la sua iniziativa politica, quel luglio del 2008 si sarebbe concluso con qualche bottiglietta d’acqua sulle scale del duomo di Milano: una provocazione intelligente ma, insieme, l’ultimo gesto di compassione di una piccola minoranza rassegnata alla sola testimonianza. Pochi giorni, complice la pausa estiva, e il silenzio sarebbe calato su tutta la faccenda: nel bel mezzo del mese di agosto un comunicato avrebbe annunciato che Eluana se n’era andata. Fine. E invece è stata una battaglia lunga e drammatica, fatta innanzitutto da politici PdL con nome e cognome, per mesi a inventarsi ogni volta un’iniziativa, una mossa, azioni che hanno tenuta desta la coscienza del paese: il conflitto di competenze sollevato in parlamento, le commissioni ministeriali di esperti per spiegare lo stato vegetativo, l’atto di indirizzo del Ministro Sacconi, e un intero governo che, unanime, fa un decreto per salvare la ragazza. Una firma fu messa, un’altra mancò – non c’erano i requisiti di urgenza, si disse, mentre Eluana agonizzava – e lei è morta. Una mossa straordinaria e coraggiosa del Presidente Berlusconi, per la quale si può perdonare tanto: cercare di salvare una vita è cercare di salvare il mondo intero. E c’è qualcosa che non va se i cattolici che hanno difeso a spada tratta la gestione statale degli acquedotti, dimenticano quel sondino negato per portare – stavolta sì - “sorella acqua” ad una disabile.

Quando poi nel paese, specie nelle amministrazioni di sinistra, sono stati depositati migliaia di testamenti biologici per preparare i prossimi “casi” di fine vita, vere mine pronte ad esplodere, tre ministri di questo governo ne hanno certificato la non validità. Da parte cattolica, ricordo solo le battaglie di Avvenire, e nessun’altra iniziativa.

E per quello che riguarda la pillola abortiva, è tutta italiana la scoperta delle donne morte dopo la Ru486, e proprio di una dei componenti dell’attuale governo, che ne aveva scritto prima del suo incarico. Siamo il solo paese al mondo ad aver denunciato a livello governativo il tentativo di introdurre con la Ru486 l’aborto a domicilio. Sono stati politici del PdL a promuovere un’ inchiesta parlamentare – denunciando le morti, anche quelle secretate dalla ditta – e un ministro PdL a scrivere alla Commissione Europea che senza un ricovero ospedaliero la pillola è incompatibile con la nostra legge. Il ministero della Sanità, poi, ha emesso linee guida molto rigorose tese a impedire l’aborto a domicilio, e ad oggi c’è riuscito. Le resistenze sono venute da regioni amministrate dalla sinistra, come è noto.

Per quanto riguarda la cosiddetta “contraccezione di emergenza”, ricordo che la “pillola del giorno dopo” è venduta pure in Irlanda dove l’aborto è vietato, senza limiti di età, con l’obbligo dei farmacisti a consegnarla su richiesta e, contrariamente all’Italia, senza ricetta medica. E la pillola dei cinque giorni dopo è arrivata pure là. Purtroppo, se a livello internazionale le più importanti agenzie ed enti regolatori (OMS, FDA, EMA) trattano come contraccettivo un prodotto che invece è abortivo, i governi nazionali non possono fare niente per fermarlo, che piaccia o no.

Le coppie di fatto pure omosessuali le vogliono regolare, finora, Pisapia e De Magistris: quelli del “vento nuovo”, insomma, e non certo questa maggioranza.

Siamo l’unico paese al mondo ad avere un ministro che coordina le politiche di bioetica, e che si è dato addirittura un’agenda bioetica, di cui adesso non c’è tempo di parlare.

Con tutto questo il PdL , con i limiti e gli evidenti difetti che ha, rimane – e deve rimanere – un partito inclusivo, non confessionale, sanamente laico, tollerante in tutte le sue anime diverse.

E d’altra parte, non si può chiedere a un partito di sostituire l’iniziativa dei cattolici, come invece pare trasparire da certe critiche. Non si può delegare al PdL, né a nessun altro partito, presente e futuro, la presenza pubblica dei cattolici, la loro visione e le loro proposte per il paese.

Ma di questo torneremo presto a parlare dal “pulpito”.

 

CommentiCommenti 9

Michele (non verificato) said:

Gentile Morresi,

la sua ricostruzione della vicenda Englaro mi pare frutto di una fantasia molto accesa.

Proviamo a mettere in ordine i fatti.

La vicenda giudiziaria di E.E. inizia nel 1999, e Berlusconi governa dal 2001 al 2006. Poi governa ancora dal maggio 2008. E.E. muore il 9 febbraio 2009. Dunque, quel governo e quella maggioranza hanno avuto (come minimo) 10 mesi di tempo per approvare una semplicissima legge ordinaria, due righe del tipo: “La sospensione dell’alimentazione forzata di una persona incosciente è punita come se si trattasse di omicidio volontario premeditato”. Con una legge del genere, il padre di E.E. e tutti quelli che hanno collaborato al suo (per usare il suo lessico, soprattutto mentale) “assassinio” sarebbero stati processati per omicidio volontario.

Bene: quella legge semplicissima, il governo e la maggioranza di Berlusconi non l’hanno approvata.

Le chiedo, allora, gentile Morresi: perché il tempo (nemmeno un mese: giugno-luglio 2008) per approvare il Lodo Alfano, che ha salvato la vita (politica) di Berlusconi dal caso Mills, quello invece il suo partito l’ha trovato, e senza troppi problemi? Ciò sembrerebbe indicare che quando una cosa gli sta a cuore, il premier si sa muovere con la rapidità della folgore.

Le chiedo ancora, gentile Morresi: perché il governo Berlusconi approvò il decreto legge per impedire la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione dei pazienti solo il 6 febbraio 2009, cioè dopo che era già stato annunciato l'avvio della progressiva riduzione dell'alimentazione?

Le chiedo, inoltre, gentile Morresi: perché il governo Berlusconi ricorse, all’ultimo minuto, a un decreto legge pasticciato e raffazzonato, quando il Presidente Napolitano aveva già espresso le sue riserve circa la costituzionalità di quel decreto?

Perché, in altri termini, Berlusconi ha atteso che fosse quasi staccato il sondino, per intervenire in modo così scomposto, inutile e sospetto? Perché non ha posto mano a quella legge che avrebbe forse evitato lo scontro giuridico e politico verificatosi? Per salvare la propria pelle (politica) col lodo Alfano, l'onorevole Berlusconi il tempo l’ha trovato: perché, se veramente sentiva impellente su di sé la responsabilità per una persona in pericolo di vita, non ha dedicato a questa vicenda il tempo che essa meritava?

Perché, se veramente al premier fossero state a cuore la vita e il destino di quella ragazza, egli non ha vi provveduto per tempo, con legge ordinaria, anziché utilizzare l’escamotage – molto probabilmente illegittimo – del decreto legge? Perché, se veramente fosse stato convinto della bontà dei suoi convincimenti in tema di vita e di morte, non ha usato la sua solidissima maggioranza parlamentare per approvare la legge sul testamento biologico e affrontare così al fondo la questione che tanto sembra angustiarlo?

Di fronte a questi fatti incontestabili, credo che lei dovrebbe chiedersi chi siano – veramente – gli “assassini” (se non altro per omissione di soccorso) di E.E., visto che la sua maggioranza (pur avendo avuto, e ampiamente, il modo, il tempo e i numeri per promulgare una legge in materia) non l’ha “salvata”.

A meno che, ovviamente, lei non abbia dei fatti diversi dai miei, da opporre: la realtà ha la testa dura, ma è con essa che ci dobbiamo misurare.

In attesa di un suo cortese cenno di riscontro, che oso sperare sollecito e circostanziato, la saluto con immutata stima.

Michele

Pogghiali Gianni (non verificato) said:

La Morresi è una delle tante cattoliche che confinano il Vangelo nella zona tra l’ombelico e le ginocchia: sesso, sesso, sempre sesso e ancora sesso. Contraccezione, riproduzione, omosessuali e famiglia di fatto: non c’è altro di cui discutere, e ogni giudizio dipende da questa ossessione monomaniaca. Ah, certo: c’è anche la vita, ridotta però alla sua base biologica e irriflessa. Io ci divento pazzo: onestà, libera ricerca della felicità, etica pubblica, economia, ambiente, giustizia sociale…: non contano un piffero. Conta solo la pillola del giorno dopo: se sei contrario sei un buon cattolico, che poi tu sia un devastatore di coscienze, un massacratore di democrazia e un ladro di libertà, non interessa un accidente.
Io non li sopporto più, ‘sti cattolici monotematici. Come se Gesù Cristo si fosse fatto uomo solo per garantire i soldi alle scuole private e bastonare gli omosessuali che vogliono fare testamento.
‘Sta gente bestemmia e si credono i veri, gli unici e i certificati interpreti del Vangelo.
Sepolcri imbiancati, altro che.
Ora, io capisco che la gente come la Morresi crede ancora ai cosacchi, all’internazionale malthusiana e al complotto anticristiano: ma ridurre il Vangelo al manuale del bon ton dell’accoppiamento sessuale mi pare una cosa orrenda.
Con preghiera di pubblicazione, anche se non leggerà e non risponderà nessuno.
Saluti a tutti.
Gianni Poggiali, Bolzano

Matteo (non verificato) said:

Mossa straordinaria? Berlusconi che cerca di salvare una vita umana? Magari quella di Eluana Englaro? Ma allora si doveva muovere per tempo, preparare la legge sul testamento biologico, sulle cure salvavita, sugli stati vegetativi; non so, fare una legge in base alla quale l’alimentazione naso gastrica non può essere sospesa in caso di incoscienza.

Cara Morresi, il caso Englaro è stato deciso dalla magistratura sulla base di una normativa ordinaria inesistente e quindi solo ai principi costituzionali. Nell’ordinamento giuridico italiano è oggi principio pacifico che nessun trattamento sanitario possa essere compiuto o proseguito in difetto del previo ed esplicito consenso manifestato dal soggetto interessato. Il diritto del malato a decidere in piena coscienza e libertà se, da chi e come farsi curare discende dall’art. 32 della nostra Costituzione secondo il quale “Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge".
Sulla base di questa chiarissima norma i giudici hanno deciso che la Englaro non poteva essere obbligata al trattamento sanitario dell’alimentazione forzata perché non c’era nessuna legge che lo imponeva.
Bastava farla, quella legge: e Berlusconi non l’ha fatta.
I giudici hanno stabilito che la volontà della Englaro era contraria alla prosecuzione del trattamento medico. Certo, la situazione non era chiarissima, in difetto di un atto scritto: ma i giudici sono chiamati a decidere anche se il caso non è chiarissimo. E' l'ABC del diritto, cara Morresi.
Adesso, potete giocare con le parole e con le vostre mistificazioni della realtà finché volete: ma la realtà è questa, e cioè che se non c’è una legge – tipo quella sui TSO psichiatrici – a nessuno può essere imposto un trattamento sanitario.
Ma è pazzesco che vi si debba ricordare l’ABC della democrazia e del diritto.
Matteo Pisania

Mirella G. (non verificato) said:

Scusate, ma perchè la giornalista Morresi, accusata in maniera circostanziata e precisa di scrivere falsità, non risponde? E' il nuovo modello di giornalismo? Scrivere quello che si vuole e ignorare la realtà e i lettori?
Grazie
Mirella

Michele (non verificato) said:

@ Mirella:
è semplice. Perché alla Morresi non interessa informare. Interessa confondere le acque mescolando disinformazione, ignoranza in materia e malafede pur di non farsi crollare il castello Berlusconi= Gesù.

Il libro che ha scritto con la Roccella sulla RU è di una malfede e vigliaccheria scientifica da far spavento e se sei tu medico o farmacista saprai di cosa sto parlando. Le autrici, ignorando palesemente cosa significhi sperimentare un farmaco, hanno preso dei numeri bruti e li hanno sbandierati ai quattro venti. O, il che sarebbe ben peggio, lo hanno fatto appositamente in malafede.
In pratica non hanno avuto il coraggio di dire "io sono contrario all'uso di RU486 per motivi morali, fosse anche l'unico farmaco sulla terra che non dà effetti collaterali". Hanno violentato il metodo scientifico per indorare la pillola della loro ideologia, facendo passare per analisi scientifica ciò che non lo è. Che dire, sarà il metodo CL....

Un'ultima cosa: m'inchino ed ammiro tutti i commentatori precedenti. Ma non v'illudete che la Morresi risponda. Dovrebbe ammetere di non saprerne nulla.

Alan (non verificato) said:

Non perdete tempo ad aspettarvi una risposta da Assuntina Morresi: è una che non risponde. Ma sapete che ha un blog (stranocristiano.it) dove ha inibito i commenti? Cioè, lei scrive le sue cose e nessuno può commentare. Una volta si poteva, poi lei ha deciso che le critiche non sono accette e quindi vietate le discussioni. E solo perché c’era gente che, dati alla mano, contestava le sue posizioni. Quindi, piuttosto che discutere, ha preferito tappare la bocca a tutti. E questa sarebbe una giornalista? E quello sarebbe uno spazio di discussione? Poi mica doveva per forza intervenire lei: sarebbe bastato che fossero i lettori del blog, a discutere tra di loro. Invece niente, tutti zitti che parla la Morresi. Quindi, lasciatela perdere: una così non vale neanche lo sforzo che sto facendo ora. I cattolici integralisti sono fatti così: la Verità è roba loro, gli altri sono solo degli schifosi relativisti comunisti privi della “sana laicità” (cioè laicisti: ovviamente quando la laicità è sana e quando è ammalata lo decidono sempre loro). Lasciatela sbrodolare le sue cose sul Foglio, su Avvenire, nella Commissione di bioetica e negli altri mille posti dove la Signora si esibisce. Salvo, poi, lamentarsi che i cattolici sono esclusi e reietti. E mentre lei ha mille pulpiti garantiti, a chi vorrebbe obiettare qualcosa chiude la bocca (la sua, perché non risponde; e pure quella degli altri, perché il suo sito è chiuso ai commenti). Che con gli integralisti non ci sia dialogo non è un’invenzione: parlano i fatti. Ciao. Alan, Milano

Ettore (non verificato) said:

Ha ragione Michele.
Io non so se i dati sulla RU siano veri o falsi, se siano manipolabili, manipolati o che: non ho la preparazione scientifica necessaria. Ma quello che hai scritto sulla vicenda Englaro sono fatti storici (cioè non tecnico-scientifici) e quelli si possono ricostruire. La tua ricostruzione è corretta, secondo quello che si sa e si è letto; la ricostruzione della Morresi è palesemente truccata, perché è vero che Berlusconi di Eluana Englaro se ne è sempre fregato ed è intervenuto solo quando le avevano già staccato il sondino. Ha avuto anni, per fare una legge sul fine vita: ma il tempo gli serviva per i lodi Alfani e le leggi Gasparri. Ma la Morresi non lo dice, perché se lo dicesse crollerebbe il suo castelluccio di sabbia. Ma ce l’ha già, la sua ricompensa: lo dice proprio il Vangelo in cui lei dice di credere. La casa costruita sulla sabbia crolla, quella costruita sulle pietre rimane in piedi. E la sabbia delle sue chiacchiere senza fondamento la vede chiunque. Il problema è che in Italia la memoria storica è labile e quindi la Morresi può spacciare un affarista ateo e relativista, quale è Berlusconi, per uno statista difensore della vita umana… “Una mossa straordinaria e coraggiosa del Presidente Berlusconi, per la quale si può perdonare tanto: cercare di salvare una vita è cercare di salvare il mondo intero.” Ma quando mai… Avesse speso, per Eluana, un millesimo del tempo e delle forze che ha speso per le sue TV e la sua roba, Eluana sarebbe viva. Ma se n’è occupato in fretta e furia, quando era già troppo tardi. Ma si sa, gli adoratori di padron Silvio non hanno un buon rapporto con la logica, con la storia, con la realtà, con i fatti e con il buon senso.