Tutte le news

Versione stampabile

Si è aperto a Roma questa mattina al Centro De Gasperi del Ministero dell'Interno il vertice di esperti dell'OSCE, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, sul tema "Prevenire e rispondere agli incidenti e ai crimini di odio contro i cristiani" (la cui pagina sul sito OSCE è   http://www.osce.org/event/christians_2011). Il vertice è stato aperto dal sociologo torinese Massimo Introvigne, rappresentante dell'OSCE per la lotta all'intolleranza e alle discriminazioni contro i cristiani - che ha proposto e voluto l'iniziativa, fortemente sostenuta dal ministro degli Esteri Franco Frattini - e ha visto le relazioni magistrali del metropolita Hilarion, "ministro degli Esteri" del Patriarcato di Mosca della Chiesa Ortodossa, e del vescovo mons. Dominique Mamberti, incaricato dei rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato vaticana, il quale ha affermato che non si può ridurre la libertà religiosa alla sola libertà di culto, e che discriminazioni e tentativi di emarginare i cristiani sono in corso anche in Occidente e anche in Europa.

Oltre alle massime autorità dell'OSCE (il nuovo segretario generale italiano, Lamberto Zannier, e il direttore Janez Lenarcic) e al sottosegretario alla Difesa italiano Giuseppe Cossiga (che da mesi segue il problema dei cristiani perseguitati) partecipano al vertice delegazioni di 56 Paesi, di altre organizzazioni internazionali e di una cinquantina di organizzazioni non governative. "È la prima volta - spiega Introvigne - che un vertice internazionale chiede che si riconosca quella dei crimini contro i cristiani come una categoria di rilievo anche giuridico e come un'emergenza umanitaria. Questi crimini si svolgono principalmente in Africa e in Asia ma le nazioni dell'area OSCE (USA, Canada, Europa) devono urgentemente coordinarsi fra loro per un intervento più incisivo in queste regioni". I crimini contro i cristiani, ha aggiunto Introvigne, "sono in preoccupante aumento anche nell'area OSCE: violenze e aggressioni contro sacerdoti, religiosi e 'predicatori di strada' protestanti e soprattutto attacchi alle chiese e ai cimiteri".

Al vertice di Roma è stato citato il caso di suor Laura Mainetti, di cui è in corso la causa di beatificazione, uccisa nel 2000 a Chiavenna da tre ragazze che erano state indotte da siti Internet all'odio e alla violenza contro la Chiesa Cattolica. È stata presentata anche una statistica della Gendarmeria francese secondo cui una volta ogni due giorni in Francia è attaccata una chiesa cattolica o un cimitero con profanazioni, distruzioni o gesti vandalici. Di soliti questi attacchi sono attribuiti dalla stampa a "giovani balordi" ma sempre più spesso sono rinvenute scritte con slogan contro la Chiesa o i preti che portano a inserire questi attacchi nella categoria dei crimini di odio. "E le teorie criminologiche sui crimini di odio - conclude Introvigne - insegnano che dalle violenze sulle cose a quelle sulle persone non c'è che un passo".

Il vertice propone di creare una banca dati internazionale sui crimini contro i cristiani che favorisca sia la consapevolezza e la conoscenza del fenomeno sia la collaborazione tra le polizie e i governi.

 

Aggiungi un commento