Il Predellino

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Oggi si registra il più grande e beffardo paradosso della lunga guerra che settori ben determinati della magistratura, quelli “democratici”, hanno dichiarato dal 1994 a Silvio Berlusconi. Ieri il premier avrebbe chiesto al Capo dello Stato la disponibilità alla firma di un decreto legge sulla diffusione a mezzo stampa delle intercettazioni telefoniche disposte dall’autorità giudiziaria e utilizzate per distruggere l’immagine pubblica delle persone intercettate.

Il Capo dello Stato avrebbe rifiutato un decreto legge che riguardava la materia penale e, meno di ventiquattro ore dopo Silvio Berlusconi viene incriminato per la diffusione del contenuto di una intercettazione telefonica, quella relativa al colloquio tra Piero Fassino e Giovanni Consorte nelle more della scalata alla Bnl da parte di Unipol, quella dove Fassino pronuncia la famosa frase: “Allora abbiamo una banca”.

Così l’uomo politico più perseguitato d’Italia, quello più intercettato e spiato illegalmente – attraverso la tecnica di mettere sotto controllo tutti i telefoni delle persone che passano nelle sue residenze e e nei suoi uffici – è l’unico ad andare a processo per aver violato le norme sulle intercettazioni. Abbiamo letto migliaia di pagine di intercettazioni che hanno sputtanato esponenti del centrodestra, uomini vicini al premier, persone la cui unica colpa è credere che l’articolo 15 della Costituzione sia ancora in vigore, mentre la magistratura inquirente l’ha da tempo abrogato.

Non so, e non riesco a rendermi conto se la classe dirigente italiana - compresi quegli esponenti di centrodestra che chiedono a gran voce il “passo indietro” di Berlusconi, sperando di far dimenticare quanto siano stati espressione della leadership del Cav, - si rendano conto del fatto che la barbarie giudiziaria ha portato l’Italia in una condizione più preoccupante di quella del 1992-1993. Come allora convergono tre fattori di instabilità che possono precipitare ed esporre le istituzioni democratiche a rischio: la crisi economica, la crisi di rappresentanza (che allora toccava i partiti e oggi i “politici”) e l’evidente tracimazione di potere della magistratura.

Come allora, qualcuno pensa di potere mettere fuori gioco un blocco sociale e politico e ereditare il governo senza passare per il bagno democratico delle elezioni. Che vanno semmai preparate perché non diano luogo a “sorprese” come fu quella del 1994.Per questa strada, però, non riusciremo a risolvere nemmeno uno dei problemi che rendono l’Italia meno forte e prospera di quanto potrebbe essere. Perché si evita ancora una volta il confronto tra le possibili soluzioni e non ci si divide lungo l'asse naturale di diverse e contrapposte politiche economiche e sociali. Piuttosto che cercare di costruire un confronto tra soluzioni, rispettando la regola secondo la quale chi ha vinto le elezioni governa fino alla fine del mandato e dopo si sottopone al giudizio degli elettori, si coltiva demagogicamente la credenza magica che basti cacciare gli attuali “politici” per vedere immediatamente risolti i problemi storici del Paese.

Per questo oggi il premier dovrebbe fare un “passo avanti”. Indicare con chiarezza l’obbiettivo – abbattere il debito e la spesa pubblica e rilanciare lo sviluppo secondo la ricetta liberale  – chiamare tutti gli italiani a fare la loro parte per riportare nei prossimi sette anni l’Italia a quelle condizioni di sviluppo che hanno consentito nello scorso secolo a una nazione sconfitta dalla guerra di entrare nel club dei sette grandi del mondo e di essere fondatore a pieno titolo dell’Europa. Solo così, forse, si potrebbe evitare la pagina buia di un triste commissariamento del Paese e l’apertura di un pericolosa fase di trasformismi e ritorsioni, di imbarbarimento della vita pubblica e di definitiva trasformazione del regime democratico in regime giudiziario.

Anche a sinistra dovrebbero riflettere perché il “caso Penati” è lì solo per ricordare loro che, anche se Berlusconi verrà fatto fuori, nessuno, nemmeno il Pd, potrà mettere in discussione la supremazia politica delle procure.

CommentiCommenti 12

ferruccio (non verificato) said:

Al martellamento continuo contro il Premier non corrisponde da parte del PdL un'altrettante controffensiva mediatica e quindi si subesce e basta.
Se non si svegliano gli onorevoli del PdL a difendere il loro leader, chi lo deve fare? i pensionati da 800€ al mese? gli operai in cassa integrazione? i disoccupati? riaprite il predellino.

stefano quadrio (non verificato) said:

Sono quindici anni che aspettiamo questo passo in avanti e ci vengono serviti solo passi indietro.
E' ora che il Cav. pensi a un passo indietro definitivo. Si ritiri e lasci l'Italia a qualcuno che magari non sarà più capace e intelligente, ma almeno ne avrà più voglia. Questo cupio dissolvi non gli si addice e distrugge il paese.

flick (non verificato) said:

un altro predellino silvio, un altro predellino in cui annunci anche lo scioglimento di magistratura democratica... la cui esistenza è un'infamia al concetto stesso di giustizia.

Anonimo (non verificato) said:

Caro On. Stracquadanio, per la situazione che si e' creata il nostro amato Cavaliere per difendere se stesso deve difendere il proprio posto di PdC. Per farlo deve di fatto calare le braghe davanti a questo o a quel gruppuscolo di parlamentari che minacciano di farlo cadere. Direi che la storia dell'ultima manovra correttiva ne e' un esempio piu' che fulgido.
Si tratta di decidere, a mio modesto avviso, se per il paese sia meglio il "muoia Sansone e tutti i filistei" o invece sia meglio un passo indietro di chi, suo malgrado, e' diventato il problema. Sono d'accordo che ci sia un accanimento spesso oltre il lecito da parte di ampi settori della Magistratura, pero' da cittadino, da elettore, da contribuente, ho i brividi a pensare che mentre imperversa la bufera finanziaria sul nostro paese, il Consiglio dei Ministri si riunisce per discutere di intercettazioni e se quattro azzeccagarbugli minacciano di far cadere il Governo nel caso di riforma degli Ordini, il paladino delle liberta' china la testa e fa miserevolmente marcia indietro.
E, gia' che ci siamo, trovo veramente strano che chi come lei ha sempre sostenuto fedelmente e con passione i principi di uno Stato liberale continui a stare al fianco di chi in 17 anni ha evitato quasiasi intervento liberalizzatorio e ha invece sistematicamente aumentato il carico fiscale che grava sulle spalle dei contribuenti italiani, peggio dei peggiori democristiani di sinistra.

Anonimo (non verificato) said:

Io ho votato fin dal 1994 per Berlusconi e per un progetto liberale in economia e nella società.
Ma questa manovra segna l'ultima goccia. Con l'aumento della tassazione sul risparmio delle persone fisiche residenti in Italia si segna il definitivo voltafaccia di tutte le promesse e campagne elettorali di Berlusconi.
Io non ho più alcuna voglia di giustificare Berlusconi e di fare il tifo per lui. Mi sentirei come un imbecille. Berlusconi avrebbe potuto organizzare anche orge omosessuali a palazzo Grazioli finendo paparazzato su vanity fair e non me ne sarebbe fregato una pippa. Ma ha fatto quello che non avrebbe mai dovuto fare: mettere le mani nelle nostre tasche.
Berlusconi ha fallito tradendo: si faccia da parte (ma non certo per lasciare il posto ai pseudo comunisti alla Tosi e all'Alemanno) ed eviti di sfornare leggi che alla fine finirebbero per coprire Penati, D'alema e compagni.
Con il PdL e questo centro destra di socialisti, la spesa pubblica, i sindacalisti e la sinistra sono prosperati buggierando gli elettori di centro destra.
Francamente chi dovrebbe lapidare Berlusconi siamo proprio noi: chi lo ha votato e sostenuto.
La sinistra invece dovrebbe averlo in gloria.
E non mi sorprenderebbe vedere il PD, Bersani e D'alema alla fine fare di tutto per garantire la sopravvivenza oltre la morte politica dello zombie Berlusconi. Anche consentire una legge ad personam.
In fondo Berlusconi è il più grande paravento che D'alema potesse avere per coprire il fetore di tangenti emanato dal suo partito di ex comunisti. Senza Berlusconi il PD di D'alema crolla come un castello di carte.

AA (non verificato) said:

Essendo ormai Berlusconi sull'orlo del baratro....c'è da augurarsi davvero che faccia un deciso passo in avanti!

depobsrl (non verificato) said:

Sull'orlo certamente ma è di schiena.

domenico (non verificato) said:

Ah Stracqua, ma che cavolo dici?
Se fa un passo avanti, cade nel fosso (o fossa).
Cribbio!

Populista (non verificato) said:

... e i soliti sinistri pure. Condivido al 100% questo commento "...questa manovra segna l'ultima goccia. Con l'aumento della tassazione sul risparmio delle persone fisiche residenti in Italia si segna il definitivo voltafaccia di tutte le promesse e campagne elettorali di Berlusconi. Io non ho più alcuna voglia di giustificare Berlusconi e di fare il tifo per lui.". Ci vorrebbe un G.Wilders in Italia.

AA (non verificato) said:

Berlusconi visto che dice di aver "la fila di ragazze fuori camera mia" , affermava: "faccio il premier a tempo perso".... chissà dove ci avrebbe condotti e come ci avrebbe ridotti se lo avesse fatoo a tempo pieno!