Microsoft, Fondazione Magna Carta e Glocus

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scott jovane

Il triangolo magico composto da utenti, aziende e istituzioni è stato al centro del convegno "Tutela del consumatore e sviluppo delle nuove tecnologie, i nuovi strumenti per una maggiore consapevolezza della Privacy on line". L’incontro – che si è tenuto ieri presso la Camera dei Deputati – è stato organizzato da Microsoft Italia in collaborazione con Glocus e Fondazione Magna Carta. L’obiettivo è stato quello di far dialogare il mondo delle aziende, le istituzioni e i rappresentanti dei consumatori su un tema oggi più che mai sensibile come quello della tutela della privacy  quando si naviga online. In un momento di forte espansione tecnologica, il tema della tutela della privacy appare sempre più una sfida da affrontare con interventi mirati e nel pieno rispetto dei diritti del cittadino, ma prima ancora della persona in quanto essere umano.

Il convegno è stato aperto da Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia, che ha subito introdotto il concetto del “triangolo magico”, che mette in correlazione gli utenti della rete, le nuove tecnologie e le istituzioni. “Oggigiorno chi naviga su Internet ha acquisito un elevato livello di maturità – ha sottolineato Scott Jovane – grazie anche allo sforzo degli attori presenti sul mercato, come Microsoft e Google, che hanno recepito la richiesta degli utenti di partecipare attivamente nel campo della privacy”. A imprimere una forte accelerata in questa direzione è stata, in particolare, la Federal Trade Commission statunitense, che nel dicembre 2010 ha espresso la necessità di strumenti attraverso cui gli internauti possano proteggersi dall’online tracking, ovvero la tracciabilità degli spostamenti che ogni utente compie ogniqualvolta naviga sul web.

Proprio sull’utilizzo quotidiano della rete è quindi intervenuta Laura Salvaderi, dell'Istituto di ricerca Synovate, che ha presentato la ricerca "Instant Poll sull’Online Privacy". Dall’indagine – realizzata su un campione rappresentativo di 751 soggetti – è emerso come, in un ambito di utilizzo prevalentemente sociale (il 93% ricorre ad Internet per l’invio di mail, mentre il 63% utilizza i social network), il ruolo del Garante della Privacy sia il più importante per più della metà degli intervistati. Il quadro che ne viene fuori è quello di pubblico che si dimostra a conoscenza dei rischi che corre in materia di privacy, ma che ritiene indispensabile la presenza rassicurante di un’entità super partes come quella del Garante.

Ricco di contenuti e di spunti di riflessione è stato poi il dialogo tra il moderatore del convegno, Pietro Paganini (Segretario generale dell'Istituto Italiano per la Privacy), e  Rosario Imperiali, Presidente del Comitato Scientifico dello stesso istituto. Imperiali ha espresso il bisogno che ci siano “punti fermi in questa società così incerta”. Uno di questi è sicuramente il fatto che la tecnologia non è un arma impropria, in quanto non si può sostenere realisticamente la presenza di un “tecnocraticismo che va contro i diritti del cittadino”; ma ciò a patto che quest’ultimo “non abbia un atteggiamento di passiva sussidiarietà nei confronti delle istituzioni”, soprattutto in un contesto politico in cui “spesso si parla di privacy in modo strumentale”. Imperiali, inoltre, ha affrontato il problema delle privacy policy (gli strumenti giuridici sulla tutela dei dati adottati dai vari siti) che il più delle volte consistono in testo enciclopedici che nessuno legge. La soluzione sarebbe quella di “ricorrere ai simboli”, molto più semplici da comprendere e fare propri.

Con un tale preludio, si è giunti quindi al cuore dell'incontro, cioè la tavola rotonda che ha visto confrontarsi rappresentanti di vari mondi: Francesco Valli, presidente della Fondazione Magna Carta; l'on. Linda Lanzillotta, presidente della fondazione Glocus; Luigi Montuori, dirigente del Dipartimento comunicazioni e reti telematiche del Garante della Privacy; Mauro Vergari, responsabile nuove tecnologie di Adiconsum.

A prendere la parola per prima è stata l'on. Lanzillotta, che ha espresso il desiderio per cui la politica "stimoli le aziende a coniugare lo sviluppo delle tecnologie e la tutela della privacy", così da dare vita a un sistema in cui ci siano "meno leggi e più standard condivisi". A seguirla è stato Francesco Valli, che ha centrato la questione sulla "necessità di trovare un equilibrio tra due diritti fondamentali: quello di espressione e quello alla riservatezza". Il presidente di Magna Carta ha inoltre sottolineato come sia fondamentale che il cittadino sia adeguatamente "educato all'utilizzo della rete". Allo stesso modo, va tutelata e non imbrigliata la "creatività innovativa" delle aziende informatiche, a cui in un secondo momento deve fare seguito l'incontro con le esigenze dei consumatori.

Luigi Montuori, invece, si è soffermato più sugli aspetti specifici della questione della privacy, concentrando il suo intervento su una questione cruciale: è più efficace che l'utente dia ogni singola volta il proprio consenso alla "mappatura" dei suoi dati oppure che tale operazione avvenga finché non sia l'utente a esprimere il divieto? Di certo, per Montuori, non si può demandare la risoluzione del problema alle aziende stesse, ma si deve fare in modo che ogni processo telematico avvenga secondo il principio della trasparenza e della semplicità di comprensione.

Infine, è intervenuto Mauro Vergari, che per prima cosa ha ribadito che è sbagliato parlare di consumatore nell'ambito della rete, mentre è più corretta la definizione di "utente"  se non addirittura di "cittadino". Secondo il rappresentante dell'Adiconsum (una delle principali associazioni di tutela dei consumatori), il primo obbligo è quello di "difendere, ancor prima della privacy, l'intimità delle persone" e di "formare il cittadino per renderlo attivo", rendendo più partecipi le associazioni di consumatori nel momento dell'implementazione delle nuove tecnologie; sulla questione della tracciabilità dei dati sensibili, per Vergari la soluzione non è quella di "autorizzare ogni volta", bensì di "essere resi consapevoli che lo si sta facendo".

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