Attenzione anche all'economia reale

Versione stampabile
Europa

Dura presa di posizione dell’Associazione delle Banche Cooperative Europee (ABCE, cui per l’Italia partecipano la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari) in merito alla proposta, avanzata nei giorni scorsi dal Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso, dell’aumento (apparentemente un innalzamento al 9% contro il 7% previsto da Basilea 3) dei requisiti minimi di capitale “Core Tier 1” per gli istituti di credito inseriti nel piano di ricapitalizzazione delle banche.

In una lettera inviata al Presidente Barroso, l’Associazione sottolinea come “le banche cooperative, le quali non possono – a differenza delle banche spa - ricorrere al mercato dei capitali per patrimonializzarsi, potrebbero essere costrette - nel breve termine – a tagli drastici nei propri attivi di bilancio per incrementare i ratios patrimoniali”. “E questo – si sottolinea nella lettera – rischia di avere un impatto negativo sul finanziamento all’economia reale e, specificamente, delle piccole e medie imprese”.

“Le Banche cooperative - prosegue la nota dell’ABCE - che hanno mostrato la loro capacità di resistere agli urti più violenti della crisi e non hanno mai smesso di sostenere, convintamente, i territori di cui sono espressione, sottolineano pertanto la rischiosità delle ultime proposte regolamentari che, nella fattispecie, non considerano la diversità delle aziende bancarie”. “Inoltre, accorciare il periodo entro il quale le banche dovranno rafforzare i propri requisiti patrimoniali significa – conclude la nota -  prescrivere la medicina sbagliata all’intera economia tanto più in una fase in cui le vere preoccupazioni riguardano il debito pubblico dei paesi membri”.

In ogni caso – proseguono le Banche cooperative europee – il Piano deve essere attentamente riconsiderato, non può anticipare le nuove definizioni di capitale e di common equity per evitare ulteriori effetti depressivi ed ogni distorsione concorrenziale rispetto alle banche aventi natura di società di capitali.

 

* Segretario Generale, Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

 

CommentiCommenti 4

Angelica (non verificato) said:

Io dico che il salvataggio delle banche europee piene di titoli tossici non deve avvenire soprattutto sulle spalle delle popolazioni europee, come purtroppo sta avvenendo. E' inutile che continuino a parlare di fondo salvastati, si tratta di fondo salvabanche e solo un imbecille potrebbe non capirlo!!!!!Bisogna dividere subito le banche commerciali dalle banche d'affari. Solo cosi' si potra' tutelare i risparmi della gente comune e si potra' lasciare fallire le banche che hanno speculato e hanno fatto gli interessi di pochi scaricando il danno sulle spalle della collettivita'. Non e' cosi' difficile, come mai i nostri "soloni" non lo vogliono fare? Che siano in malafede? Io direi proprio di si'.

dinoerre (non verificato) said:

La Francia e la Germania stanno manovrando contro l'economia italiana.
Le loro banche e i loro privati cittadini sono pieni di debiti.
Mentre le banche e i cittadini italiani stanno finanziariamente bene.
Allora Sarkozy e la Merkel, cosa hanno escogitato:
- speculare a danno dei BOT italiani in modo che anche le banche italiane e gli italiani risparmiatori, accettino il salvataggio delle banche tedesche e francesi.
L'Italia sta reggendo bene l'attacco e questo a loro dispiace. Ma sperano, ardentemente che Berlusconi cada, con la speranza che, con gli ex-comunisti al governo, l'Italia retroceda economicamente.