L'Italia e la crisi

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recessione

I dati recentemente pubblicati dall’Istat sui conti economici nazionali per il terzo trimestre del 2011 confermano l’inizio di una nuova fase recessiva per l’economia italiana. Il calo congiunturale del PIL (-0,2%) è stato determinato in misura considerevole dalla diminuzione registrata dalle componenti della domanda interna, con i consumi scesi dello 0,3% e gli investimenti dello 0,8%, tendenze al ribasso mitigate solo dal contributo positivo delle esportazioni originato da una domanda estera che continua a mantenersi di discreta intensità.

I segnali per i prossimi mesi non sono incoraggianti, come emerge anche dalle ultime analisi condotte dalla Confindustria e dall’Associazione Bancaria Italiana, secondo cui nel 2012 si verificherà una contrazione del prodotto interno lordo che, nelle migliori ipotesi, sarebbe di poco inferiore all’1% e nelle peggiori significativamente più consistente.

Il tanto temuto effetto recessivo denominato “double deep”, inizia a delineare i suoi contorni nella criticità dell’attuale situazione sia a livello europeo, sia in ambito nazionale. L’incertezza sulle prospettive future della moneta unica e le tensioni esistenti in riferimento ai debiti sovrani dei paesi dell’area euro, tra cui l’Italia, rendono ancora più prezioso ed insostituibile il ruolo del Credito Popolare. Una mission che per le Banche Popolari nasce dallo loro matrice cooperativa, dall’ampia rappresentanza dei soci nelle assemblee e dalla loro vocazione alla diffusione del principio di democrazia economica, quali elementi imprescindibili per uno sviluppo condiviso, giusto e prolungato nel tempo.

Le informazioni più recenti, aggiornate allo scorso mese di novembre, confermano quanto appena detto. In un contesto, come quello attuale, nel quale le difficoltà nell’esercizio dell’attività creditizia sono sempre più marcate, le Banche Popolari continuano a fornire la loro preziosa opera di garanzia e sostegno delle economie locali, evidenziando una buona crescita dei crediti e della raccolta.

In particolare, gli impieghi registrano un aumento tendenziale di circa il 3% e la provvista di quasi il 3,5%, valori che nell’odierna fase negativa del ciclo economico confermano la specificità e capacità delle Banche Popolari nell’esercizio di quella funzione anticiclica e di stabilizzazione del sistema finanziario e dell’economia già svolta positivamente in passato ed ampiamente apprezzata nei territori e fra le comunità servite.

Dall’esame dei dati per ripartizione geografica risulta un aumento più sostenuto del credito nel Nord-Est (5,9%) e nel Mezzogiorno (3,9%), mentre variazioni positive ma più contenute interessano il Nord-Ovest (1,3%) e il Centro (1,5%). Dal lato dei flussi effettivi di credito erogato, continua il finanziamento alle PMI, superando nei primi undici mesi dell’anno l’ammontare complessivo di 37 miliardi di euro; un valore analogo a quello dello stesso periodo del 2010 e superiore a quanto registrato negli anni precedenti la crisi economica dell’autunno 2008.

Nella situazione di estrema incertezza che il nostro Paese sta vivendo, con le difficoltà che gli elevati rendimenti dei titoli di stato italiano stanno provocando sulla raccolta e sulla redditività del sistema bancario nazionale, unite alle complicazioni, sotto il profilo regolamentare, determinate dalle ultime decisioni assunte dall’EBA in materia di adeguamento dei ratio patrimoniali, le Banche Popolari testimoniano come la loro mission verso un’attività operativa fortemente legata all’economia reale continui ad essere integralmente esercitata a beneficio delle economie locali, in particolare le PMI e le famiglie che rappresentano ampia parte della loro clientela.

L’auspicio per il prossimo, difficile anno è che le condizioni normative, economiche ed istituzionali possano favorire ulteriormente l’azione anticiclica che gli istituti della Categoria stanno già fornendo incessantemente dall’inizio della crisi verso soggetti più deboli e più esposti del tessuto sociale e produttivo nazionale, contribuendo a mitigare l’attuale fase d’incertezza e di preoccupazione con la quale dovere, necessariamente, convivere in questi mesi e nei prossimi.

*Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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