Un contributo in crescita

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Negli anni recenti, contraddistinti da una profonda crisi economica che continua a rendere incerte le prospettive per i prossimi mesi le Banche Popolari hanno continuato ad impiegare la loro rete commerciale quale indispensabile strumento per la loro operatività improntata sul modello del relationship banking. La quota di mercato degli sportelli, è infatti aumentata di quasi 2 punti percentuali negli ultimi 4 anni, passando dal 26,6% del 2007 al 28,3% del 2011. Si è assistito alla crescita della quota di mercato della raccolta da parte delle famiglie, aumentata di circa 5 punti percentuali, e giunta al 25,1% nel 2011. Un sintomo, questo, della crescente fiducia negli istituti della Categoria specialmente negli anni di recessione, in quanto considerati intermediari dediti ad un’operatività tradizionale e distanti dai facili guadagni derivanti dalla speculazione finanziaria.

Segnali positivi provengono anche dalla quota di mercato dei finanziamenti alle imprese, cresciuta dal 21,3% del 2007 al 24,9% del 2011. In particolare è stata la piccola e media imprenditoria, che da sempre ha visto nel Credito Popolare un interlocutore di riferimento, a beneficiare del credito. Infatti, la quota di mercato relativa agli impieghi a PMI è aumentata di oltre 3 punti percentuali, arrivando al 26,2% nel 2011, con aumenti significativi in particolare nelle regioni del Nord Ovest e del Meridione, rispettivamente di 5 e 4 punti percentuali.

Come risulta dai dati, le Banche Popolari sono cresciute in questi anni di crisi, in maniera analoga, se non addirittura superiore a quanto avvenuto precedentemente, e ciò conferma la loro funzione anti-ciclica. Tutto ciò è possibile grazie alla costruzione di relazioni stabili e durature nel tempo, che permettono una sapiente allocazione del credito, evidenziata da un basso rapporto sofferenze/impieghi.

La crisi ha colpito anche l’agricoltura, un comparto contraddistinto da una ridotta dimensione delle imprese al suo interno. Anche nel settore primario, le Popolari si sono distinte per il supporto fornito. Il legame profondo e solido con il territorio, che da sempre le contraddistingue, insieme con la loro mission originaria tesa a favorire l’accesso al credito agli operatori economici più piccoli, descrive in modo chiaro e netto la vocazione storica delle Banche Popolari ad essere costantemente al fianco dei produttori agricoli e a sostenerli ancor di più nei momenti caratterizzati da un maggiore fabbisogno finanziario.

Si tratta di un rapporto che nel tempo, nonostante le profonde trasformazioni che hanno attraversato sia i territori sia il sistema bancario, non è venuto mai meno. Gli impieghi delle Popolari alle imprese del settore agricolo sono cresciuti nel 2011 del 12,4%, un valore notevolmente superiore a quello fatto registrare per gli altri settori.

L’attenzione della Categoria nei confronti del comparto agricolo si può notare anche dalla struttura della sua rete commerciale. Infatti, circa un quinto delle dipendenze riconducibili alle Banche Popolari si trova in aree prevalentemente di tipo rurale.

Al fine di comprendere meglio questa capillarità nei territori a vocazione agricola è bene considerare che nel 2011 il 33% dei comuni bancati all’interno delle aree dedite alla coltivazione e all’allevamento vedeva la presenza soltanto di istituti del Credito Popolare.

La storia, la mission e i dati più recenti ci confermano, pertanto, che le Banche Popolari, dopo essere state al fianco delle aziende agricole nei momenti più delicati della crisi, sono destinate, in quanto banche del territorio, a consolidare la loro funzione di punto di riferimento per il settore primario. Attraverso questo compito gli istituti della Categoria non si limiteranno solo a fornire gli strumenti necessari al sostegno vitale delle aziende coltivatrici e allevatrici ma contribuiranno con adeguate risorse anche al rilancio della produzione agricola e zootecnica.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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