Il ruolo delle banche nella crisi

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Riceviamo e volentieri ripubblichiamo la risposta del dott. Giuseppe De Lucia Lumeno, Segretario Generale dell'Associazione Nazionale fra le Banche Popolari al commento di un lettore al margine dell'articolo "Di fronte alla recessione i più deboli danno fiducia alle banche popolari", pubblicato da l'Occidentale lo scorso 2 Febbraio. 

Gentile lettore,

la ringrazio per l’attenzione posta nella lettura del mio articolo pubblicato lo scorso 2 Febbraio. In merito, ritengo opportuno fare alcune considerazioni che possano permetterle di comprendere meglio quanto da me scritto pochi giorni fa.

I numeri descritti rappresentano la realtà complessiva del Credito Popolare. Non è pertanto possibile scendere ad un livello di dettaglio che tenga conto di singole situazioni, tuttavia i fenomeni descritti rappresentano l’impegno dispiegato dalle Banche Popolari nel corso dei 4 anni segnati prima da una profonda crisi finanziaria e, successivamente, da un periodo di recessione fra i più rilevanti dell’ultimo secolo. 

Il Credito Popolare si fa “sentire vicino” alla gente attraverso una rete commerciale la cui quota di mercato sfiora il 30%. Questa presenza diffusa permette agli istituti della Categoria di gestire circa un quarto dei fondi intermediati dall’intero sistema bancario italiano. Ciò consente di affermare nonostante le prescrizioni restrittive imposte dal Comitato di Basilea e, in ultimo dall’Eba (European Banking Authority), non hanno impedito alla Categoria di erogare nel 2011 oltre 50 miliardi di euro di nuovi crediti ai soggetti ritenuti più vulnerabili in un momento di crisi: famiglie ed imprese minori.

Voglio ribadire che non è certo un intento propagandistico quello di chi scrive. Infatti, data la gravità dell’attuale contesto economico non è pensabile che il Credito Popolare, seppur costantemente impegnato nel sostegno dei territori – e in merito il credito erogato rappresenta il metro effettivo di questa affermazione – sia in grado di esaurire tutti i problemi attuali, soccombendo anche all’operato di altri intermediari, per vocazione indirizzato verso altri obiettivi.

Come riconosciuto da più parti anche da istituzioni finanziarie internazionali come il FMI e il CEPS – se l’economia delle piccole e medie imprese sta resistendo – lo si deve alla Cooperazione Bancaria e, in particolare, agli istituti che ogni giorno sono impegnati sul territorio.

Certo, come sempre, si può fare di più e meglio. Una storia più che centenaria (1876) testimonia comunque una politica che ha avuto al centro della sua attività la persona e le attività che da essa scaturiscono.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

CommentiCommenti 3

Salvatore Cittadino (non verificato) said:

io ringrazio di vero cuore, il mio fratello nella fede Giuseppe, Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, per la risposta.

apprezzo molto il lavoro che svolgi, ma hai anche ben compreso il senso del mio precedente intervento.

chi scrive riveste anche il ruolo di Presidente della Confcommercio di Lamezia Terme, e Vicario della stessa per la provincia di Catanzaro, oltre al fatto che sono impegnato in prima persona nella lotta al racket delle estorsioni, che grazie alla mia denuncia ho fatto arrestare due potenti uomini di ndraghetà , sostenuto la denuncia in tribunale e dal processo ne sono usciti con dieci anni di carcere duro.

vivo la mia vita nella totale libertà senza scorte ed altro, vivo la mia vita nella fede, poiché la libertà di coscienza non si può incatenare.

fatto il dovuto preambolo, a voler significare che vivo impegnato in prima linea con gli Imprenditori e conosco le mille difficoltà dell'accesso al credito e come le banche agiscono sul territorio, ragion per cui ho voluto far notare la discrepanza fra il dato ed il fatto.

certo i dati sono oggettivi, non intendo affatto negarli, ma ti assicuro che la realtà è diversa.

certo che il ruolo delle popolari è importante, ma ribadisco che oggi gli imprenditori specialmente al sud vivono in prima linea come in Afganistan, il credito viene negato da tutti, anche in presenza di certezze.

ed ancora rinnovo l'invito a scendere nel reale, oltre che per osservare e constatare di persona, ma per studiare metodi alternativi che aiutino le imprese a svilupparsi per consentire il mantenimento dei livelli occupazionali ed a sua volta di crescita sociale.

nel ringraziarti ancora, a me piace Sant'Ignazio di Loyola quando dice : contemplativi si, ma in azione ! e sono convinto che solo la fede ci fa uscire dalla crisi attuale