Il credito popolare in funzione anticiclica

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La governance democratica, nelle banche popolari cooperative plasma l’intero sistema economico-societario nel quale operano: il voto per testa consente la presenza di esponenti del mondo imprenditoriale e professionale  del contesto sociale di riferimento senza che ne derivino influenze che impediscono il loro efficace funzionamento.

Il modello di Banca SpA, in cui il potere decisionale è proporzionato alla quota di azioni possedute, è esposto, al contrario, a distorsioni allocative qualora il socio rilevante sia anche prenditore di credito. La Cooperazione Bancaria ne è sostanzialmente immune in quanto i diritti di controllo sono distribuiti.

La funzione della Cooperazione Bancaria è incentrata sull’attività di credito alle PMI, e ciò implica l’assunzione di rischi difficili da valutare solo seguendo schemi statistico-contabili. La complessità riguardo la valutazione circa l’effettiva condizione economico-patrimoniale, intrinseca in queste imprese per varie ragioni fra cui la stretta relazione fra patrimonio aziendale e familiare, costituisce un limite a tale modo di operare in sede di valutazione del merito di credito.

Tuttavia, tali asimmetrie informative sono in larga misura  superabili attraverso la relazione con il cliente basata su contatti frequenti e di lungo periodo, tipici della banca a vocazione localistica o di territorio. L’intensità senza precedenti del processo di globalizzazione negli ultimi 25 anni ha determinato profonde innovazioni nel modo di operare delle economie incrementandone, all’interno di un sistema sempre più integrato, la mobilità dei fattori.

Ciò, inizialmente, ha riguardato le merci ma, col tempo, si è esteso e velocizzato a ritmi esponenziali anche la mobilità dei capitali. Per i sistemi finanziari di tutti i Paesi, ne è derivata una forte spinta alla standardizzazione delle regole sotto la “vigilanza” dei mercati finanziari e delle società di Rating. Assieme ad altri provvedimenti collaterali, come ad esempio gli standard contabili IAS, Basilea 3 può essere considerata l’apice di questo processo evolutivo.

Si è affermata una visione dominante secondo la quale le relazioni bancarie tipiche del retail banking erano ormai obsolete e, riguardo alla clientela retail, le banche dovevano riformare il proprio modello di business, passando dall’ormai superato originate to hold all’emergente ed efficiente originate to distribute.

La crisi che né è seguita ha con ogni evidenza dimostrato quanto poco prudente e privo di visione sia stato il “framework” di prescrizioni fatte proprie e condiviso dalle Autorità regolatorie, e dagli intermediari “evoluti”, oltre che dal main stream della scienza economica. Oggi si è dissolta l’idea che il rischio di credito possa essere sostanzialmente azzerato trasferendolo a catena ad intermediari specializzati attraverso cartolarizzazioni e derivati.

Tuttavia, i ritmi regolatori continuano ad essere incalzanti, poiché impostati su schemi propri del periodo pre-crisi. Basilea 3, mira a riformarli ma molti sono i dubbi e le perplessità che il percorso che stiamo seguendo sia quello più appropriato, in grado cioè di consentire un corretto svolgimento dell’attività per intermediari come le Banche retail, di cui le Popolari e cooperative ne costituiscono la gran parte.

La recente audizione alla Camera dei Deputati dell’Associazione fra le Banche Popolari - nell’ambito dell’esame della Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui requisiti prudenziali per gli enti creditizi - è stata l’occasione per riaffermare con chiarezza quanto sia inopportuno dare rango normativo a regole che sviliscono il principio del pluralismo delle forme d’impresa, che rappresenta un valore di democrazia economica e una risorsa per i mercati stessi.

Al riguardo è stata sottolineata la capacità del modello di banca popolare cooperativa di svolgere, in particolare nelle fasi recessive come l’attuale, una importante funzione anticiclica continuando a sostenere, non senza difficoltà i soggetti meno tutelati. Le prospettive, al momento nebulose e critiche, vanno ridefinite e ridelineate corretamente.

Il Governo e il Parlamento italiano stanno agendo intensamente per ristabilire la fiducia verso i Paesi dell’UE e gli intermediari finanziari e istituzionali, tuttavia, va sostenuto con tutte le risorse disponibili il sistema delle PMI insieme alle famiglie e ai soggetti meno protetti. Questa è, e rimane, la mission delle Banche Popolari cooperative, da oltre un secolo al servizio delle comunità e del bene comune.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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