Assopopolari presenta il libro di Bruno Amoroso

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È stato presentato ieri presso la sede dell’Associazione fra le Banche Popolari in Roma, in collaborazione con il Centro Studi Federico Caffè, il volume di Bruno Amoroso “Federico Caffè. Le riflessioni della stanza rossa”. All’incontro erano presenti per discutere con l’Autore: il Prof. Pietro Barcellona dell’Università degli Studi di Catania, il Prof. Giulio Sapelli dell’Università Statale di Milano, e l’On. Fausto Bertinotti, Presidente della Fondazione Camera dei Deputati.

Il primo intervento è stato quello del prof. Barcellona, che ha visto nel libro una forma di “pensiero narrante”, in cui sono la vita e le situazioni concrete a parlare, rappresentando in questo particolare modo i fatti meglio di molte rappresentazioni astratte. Secondo il professore dal libro traspare che l’affettività fa posto alla conoscenza, e ciò si evince anche dal modo in cui Caffè viveva l’università. Non si tratta di un semplice “anti-accademismo”, ma piuttosto della critica di un “accademismo sterile” e presenta il momento dell’esame che per Caffè diventa un momento di elaborazione comune con gli studenti, piuttosto che un’affermazione di potere da parte del professore. Se la politica non si occupa a fondo di redistribuzione, cardine del pensiero keynesiano, ha poco di cui occuparsi secondo Caffè. Il professore ha poi concluso il suo intervento evidenziando come, riguardo ai colloqui fra Caffè ed Amoroso, essi siano stati dei “dialoghi quasi in silenzio”, delineando il rapporto di due persone differenti che al tempo stesso si assomigliavano molto.

L’incontro è poi proseguito con l’intervento del prof. Sapelli che ha elogiato l’“io narrante” che parla di sé stesso come se fosse davanti a un registratore. Questo perché spesso si ritiene che l’unico modo di comprendere sia quello della ragione, mentre non bisogna mai cessare di essere “romantici” ricordando che si comprende anche con il cuore, come Caffè ha sempre fatto. Anche Sapelli, dal suo punto di vista di docente universitario, ha voluto riprendere la figura del “Caffè accademico” ricordando che il ruolo dell’intellettuale è quello di testimonianza, poiché l’università non rappresenta la riproduzione dello studente, ma della cultura.

Il Presidente Bertinotti ha esordito indicando la presenza di una tensione molto forte nel libro, espressione della gran personalità di Caffè, mai chiusa in una sola disciplina e quindi non facilmente catalogabile. Egli ha poi evidenziato come il rapporto fra Amoroso e Caffè non sia separabile, proprio perché sarebbe impossibile attribuire in maniera non arbitraria quanto sia di uno o dell’altro. Egli ha vissuto due rivoluzioni: quella dell’opera di Keynes al momento della tesi, e la conoscenza di Keynes come persona. Sarà proprio quest’ultima quella che più lo sconvolgerà andando a “rompere” il suo ordine intellettuale. L’insegnamento più diretto del libro, che Bertinotti vede come una sorta di “intervista postuma”, è quello di una critica radicale al dogmatismo ed al pensiero unico. Vi è un’opposizione totale alla tesi del mercato che si auto-regola, auspicando l’intervento pubblico ove necessario, pur nella piena consapevolezza delle difficoltà che anch’esso può comportare.

La presentazione si è conclusa con l’intervento dell’Autore che, ringraziati i relatori e i partecipanti intervenuti nel corso del dibattito, ha ironizzato dicendo che parlare di Caffè significa parlare del pensiero sociale, quindi di economia e di politiche sociali. Ha poi proseguito indicando che egli non sarebbe stato d’accordo con queste definizioni poiché l’economia e le politiche sono sempre “sociali”. Il prof. Amoroso si è quindi soffermato sull’idea di progresso, che non deve essere inteso, e così accade nel mondo occidentale,  come una retta sempre ascendente, ma è piuttosto necessaria una visione “circolare” che permetta di tornare al passato, e ciò permette di avere una “memoria del futuro”. Il passato è, infatti, il complesso degli affetti di una persona, senza di essi ci sarebbe solo l’individuo, ossia una costruzione illuministica soggetto a diritti e doveri, ma privo di ogni sentimento.

 

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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