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Sorpresa: la sinistra europea vince con i voti dei musulmani

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 | 01 Giugno 2012
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Via via che le analisi sul voto europeo si fanno più accurate, si affaccia un’ipotesi innovativa e piuttosto inquietante. Secondo lo studioso di politiche europee Soeren Kern, del think tank de “Estudios Strategicos” di Madrid, il voto di cambiamento a sinistra è ormai legato inscidibilmente alla componente musulmana dei paesi in cui si è andati alle urne.

Prendiamo Francoise Hollande: spiega Kern che un sondaggio condotto dal Figaro su 10mila votanti francesi, dimostra che il 93 per cento dei musulmani francesi ha votato Hollande, lasciando un misero 7 per cento a Sarkozy. Sono circa due milioni i musulmani francesi che hanno partecipato alle elezioni, quindi da loro Hollande ha avuto un milione e 700mila voti, parecchio se si pensa che Hollande ha preso solo 1milione e 100mila voti in più del suo avversario.

Ed è logico: la “costituency” islamica è stata attratta dalla promessa del candidato socialista di promulgare un’amnistia ai 400mila immigrati musulmani illegali che Kern calcola risiedano in Francia, e di cambiare la legge elettorale per permettere ai residenti senza cittadinanza di votare alle elezioni del 2014. In generale, la popolazione musulmana, in continua e verticale crescita demografica, ha molta più simpatia per i partiti di sinistra che per i moderati, ricambiata con sostegno all’immigrazione, disponibilità a un wellfare che comprende sussidi, abitazioni, insomma sostegno pratico. Le ragioni demografiche, socio economiche, ideologiche, che tutti conoscono, si uniscono spesso all’antipatia per Israele e gli ebrei, e spesos anche per i cristiani.

Dunque, se si guarda ad altre situazioni la questione si ripresenta eguale: in Danimarca il Primo Ministro Socialista Helle Thorning Schmidt vinse le elezioni parlamentari nel settembre del 2011 con un margine di 8500 voti. Secondo un sondaggio i musulmani dichiararono che avrebbero votato socialista o comunque a sinistra per l’ 89,1 per cento. Così possiamo certo dedurre che dei 200mila musulmani residenti in Danimarca, i 100mila che possono votare abbiano scelto Helle.

In Inghilterra, una nuova ricerca intitolata “Gradi di separazione: i votanti delle minoranze e i partiti conservatori”, dimostra che il 47 per cento dei fedeli islamici dichiarano la loro simpatia va al partito laburista, e solo il 5 per cento si identifica con i Conservatori. Così, a Londra nel distretto della Torre di Amleto Luftur Rahman, del Bangladesh, è stato eletto sindaco. E’ legato all’Islamic Forum of Europe, che ha come programma “il cambiamento di ogni infrastruttura della società, le sue istituzioni, la sua cultura, il suo ordine politico e il suo credo.. dall’ignoranza all’Islam”.

Ma un laburista,il parlamentare Jim Fitzpatrick a un certo punto ha lamentato pubblicamente un’infiltrazione integralista nel suo stesso partito, perchè, comunque, fra il secolarismo del Labour e in genere di sinistra e il fanatismo religioso islamista c’è una contraddizione, che prima o poi azzannerà i partiti “liberal”. Accadrà anche in Belgio: qui i musulmani sono un quarto della popolazione, in Brussels sono 300mila, più dei cattolici, e nel 2030 la popolazione islamica sarà il 60 per cento nel Paese. In Norvegia, nel 2040 saranno la metà della popolazione di Oslo, e nel Paese gli immigrati passeranno dal 12 al 24 per cento, ovvero da 600mila a un milione e mezzo.

C’è una vicenda spagnola che spiega molto bene il senso della tendenza che abbiamo descritto basandosi sui dati di Soeren Kern: in Spagna, il partito socialista aveva presentato una legge in parlamento che avrebbe dato a circa 500mila musulmani di provenienza marocchina il diritto di votare alle elezioni municipali. Senza entrare nel merito delle ragioni e dei torti, di fatto quello che sarebbe accaduto se la legge fosse passata, è che il partito socialista avrebbe conquistato il controllo di una quantità di città a forte presenza musulmana. La cosa non è accaduta perchè come tutti sanno i socialisti hanno perso le elezioni del novembre 2011.

Insomma il rischio odierno, in questa Europa già resa un patchwork di divisioni politiche e di estremismi, è che la divisione fra destra e sinistra di dipinga in modo sostanziali dei colori della differenza etnica. Lo fa vedere bene su PJMedia Michel Gurfinkel: basta pensare, dice, che al primo turno Hollande prese il 43 per cento nel 18esimo arrondissement di Parigi, un quartiere in cui i “neo francesi” come si chiamano adesso, sono la super maggioranza, mentre nazionalmente aveva preso il 28 per cento; con lui il candidato di ultrasinistra Jean Luc Melenchon, arrivò al 15 per cento contro l’11 per cento nazionale.

A Sarkozy toccò il 19 (27 per cento nazionalmente) e alla Le Pen il 6,5 (18 per cento nazionale). Qui siamo a Montmartre e a Pigalle. Invece nel 17esimo, quale che sia l’etnia degli abitanti, si conserva una stile vecchio francese, non “globalizzato” anche se ci sono immigrati desiderosi tuttavia di perfetto inserimento, e qui è notevole che nè la sinistra estrema nè la destra estrema abbiano avuto successo. E qui Hollande si era dovuto contentare del 26 e Sarkozy aveva preso il 44 per cento dei voti.

Ma poi, non gli è servito a molto. La storia è stata più forte. 

Tratto da Il Giornale

 

Commenti

Non è una sorpresa, è da sempre risaputo. Però anche i partiti di "destra" che vanno al governo non fanno gli interessi dei popoli europei.

L`articolo va preso in considerazione! Non cadiamo in azioni derivate da emozioni che ci inducano a protestare con un voto, dato sbadatamente, pur se contrario da sempre ad Occidentali idee di civilta', tradizione, cultura. Pensiamo prima ai disagi che una nostra azione scoordinata potranno esser inseriti nel tessuto della comunita' in cui viviamo e dovran vivere, nell`immediato futuro, i nostri figli. Prima che sia troppo tardi, cioe' prima che i prolifici musulmani, diventino la maggioranza in tutta Europa, cerchiamo di evitare il formarsi di governi di sinistra che, oltre ad agevolare, promuovere, la loro conquista, non hanno mai prodotto un briciolo di Liberta' e Progresso in nessuna parte del mondo dove son stati messi alla prova coi fatti. Si obiettera' che anche la Destra qualche "bizzarria" c`e' la sa appioppare. Qualunque governo, se non tenuto sotto il controllo costante dall`elettore, svirgola. Non andra' mai contro certi principi di civilta' pero', la sinistra invece piu' fa del male al proprio Paese e piu' riesce a "regnare", fagocitando le menti umili e piu' disponibili alla bonta' d`animo. La sinistra trasforma il bene che c`e' in ognuno di noi in aggessivo odio verso chi essa indica come avversario. Non mi sembra poca cosa, studiata per benino da Marx.

["...fra il secolarismo di sinistra e il fanatismo religioso islamista c’è una contraddizione, che prima o poi azzannerà i partiti “liberal”.]
Prendete bene nota di queste parole.
La sperticata propensione che la "sinistra" manifesta -anche in Italia- per gli islamici, non è razionalmente spiegabile.
Se non con intenzioni suicide (alla "cupio dissolvi", per capirci. Del resto, anche la "sinistra" è una religione...).
Ma non è detto che TUTTI quelli di "sinistra" siano decisi a suicidarsi come desiderano i loro Capi e i loro sapienti Intellettuali. Consiglierei agli interessati, quale esempio, di documentarsi sulla fine che ha fatto il Partito Comunista Iraniano ("Tudeh") dopo che aveva eroicamente preparato il terreno alla rivoluzione islamista di Komeini.
I SUOI SUPERSTITI, PER LA CRONACA, SCAPPARONO IN INGHILTERRA, DOVE TUTT'ORA VIVONO DI STENTI (MA ALMENO VIVONO...).

Non riesco a capire perche' la giornalista non tragga le necessarie conclusioni dalle sue idee (paura?) ... noi occidentali ... diventeremo minoranza se non ci attiviamo ... bisogna scacciare con le buone (ma forse all'autrice piacerebbe pure con le cattive) gli invasori ... non permettere ai mussulmani di usare le regole democratiche a loro vantaggio .. lasciare il diritto di voto a tutti tranne che ai mussulmani (interessante teoria democratica) .... I mussulmani quindi sarebbero una quinta colonna dormiente che aspetta solo di diventare maggioranza per conquistare democraticamente l'Occidente sfruttando gli utili idioti di sinistra per compiere il loro sporco piano (Mai sentito parlare dei Protocolli dei Savi di Sion ..dato il cognome dell'autrice credo di si ... ecco Fiamma .. sei praticamente sullo stesso livello) Proviamo una lettura diversa ... i mussulmani (per lo piu' appartenenti alle parti meno ricche della societa') votano i partiti di sinistra perche' ritengono che questi facciano i loro interessi non in quanto mussulmani bensi' perche' avranno aiuti sociali (scuola, pensione etc) il che mi sembra perfettamente legittimo ... Sarebbe interessante intervistare i mussulmani ricchi e vedere chi hanno votato ... se il risultato fossero i partiti di destra ... cosa direbbe la giornalista? Ah sti maledetti comunisti che leggono tutto come lotta di classe .... In realta' non sono neanche comunista ma un mussulmano wahabita capo di un cellula per la conquista subdola dell'Europa .... purtroppo con la crisi non abbiamo piu' i soldi per mettere le bombe e ci tocca scrivere su internet

Se osserviamo la storia del mondo lungo gli anni dalla fine della II Guerra Mondiale all’attualità, possiamo constatare che dove le Sinistre e gli islamici si sono trovati in antagonismo, chi se le è sempre prese di santa ragione sono stati praticamente solo i “rossi”.
Indonesia, Egitto, Iran, Afghanistan Yemen, Nigeria, Sudan, … i casi più clamorosi.
A torto o a ragione, magari con le utili “soffiate” e qualche aiuto in armi somministrati dagli USA, ma sta di fatto che le faccende sono andate così.
I “rossi” italiani, comunque si chiamino, oltre a essere ben noti come mascalzoni, odiano sé stessi e amano chi li distruggerà. E in questo si dimostrano per giunta degli sprovveduti. Concedano pure il diritto di voto ai musulmani: coloro -ben lungi dal ricambiare il favore votando a “sinistra”- si faranno il LORO partito, e quando saranno abbastanza forti, sistemeranno i “rossi” e i cristiani secondo le prescrizioni coraniche.
(Non occorrerà mica che raggiungano la maggioranza numerica: basterà che le altre forze politiche non siano abbastanza decise ad opporsi. E con l’aria che tira già adesso in Italia, con le schiere di vigliacchi che già vediamo in circolazione, non ci vorrà molto tempo.)
Che l’islam in Occidente -oltre a essere un problema di sicurezza nazionale e non di rado una piaga sociale- sia anche un grave problema politico, è ormai chiaro a molti.
Del resto, lo stesso criminale Komeini ripeteva che “l’islam o è politico o non esiste”.

oppure ivan potrebbe essere che semplicemente la massa islamica si faccia abbindolare facilmente dai sedicenti imam che sanno bene quel che fanno, feci notare anni fa ad alcuni musulmani quando zapatero vinse le elezioni in spagna che grazie al voto islamico (dopo le bombe islamiche) il governo socialista aveva introdotto il matrimonio omosessuale e altre cosine haram ,la mia accusa fu chiara,:l'islam entra nei paesi democratici e si allea e favorisce con la parte del paese più malleabile e disposta ad appoggiarli ,a dispetto delle loro convinzioni religiose, nei loro paesi non voterebbero mai uno che introdurrebbe i matrimoni gay, l'intento è chiaro,indebolire entrambi gli avversari e diventare loro più forti, un pezzettino alla volta si prendono tutto, in francia sarko vinse facendo promesse chiare al riguardo ma poi nei fatti ha conquistato per gli islamici la libia e la libia costa d'avorio e posto le basi per la presa del mali, niente male per uno che voleva combattere il fondamentalismo perciò anche a destra qualcosa non quadra poi arrivano i le pen

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