L'uovo di giornata

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Affittasi Uffizi ad ore. Sono le cronache fiorentine di queste ultimi giorni che ci danno questa notizia. Prima è stata la volta della pop star Madonna che con compagno, figli e corpo di ballo ha scorrazzato in totale libertà e per ben due ore per i corridoi della Galleria ad ammirarne le opere d’arte facendosi includere nel ‘pacchetto’ una guida d’eccezione, la soprintendente al Polo museale, Cristina Acidini.

Poi è stata la volta dello stilista Stefano Ricci che ha organizzato due sfilate nel Corridoio di Ponente degli Uffizi tra un parterre di clienti arrivati da mezzo mondo a bordo di jet privati ed eccentricità varie tipo l’ ‘imboscata’ di otto guerrieri Masai arrivati dalla Tasmania con i loro abiti da cerimonia che si sono esibiti in danze tribali al cospetto del “Laocoonte” di Baccio Bandinelli e dei ritratti cinquecenteschi della Gioviana. Il tutto coronato da una cena super esclusiva che l’Enoteca Pinchiorri ha servito sulla terrazza degli Uffizi a cui ha partecipato come special guest l’immancabile Matteo Renzi.

Molti, avendo appreso la notizia, hanno iniziato a stracciarsi le vesti e a gridare allo scandalo rivendicano l’appartenenza degli Uffizi al popolo italiano che paga tasse salate per farli risplendere nel panorama dell’arte mondiale. Ma in fondo, dal nostro punto di vista, non c’è ragione di scaldarsi tanto.

Del resto non deteniamo nessun ‘cattivo’ primato in questo senso. Anzi, possiamo citare dei recenti esempi ‘virtuosi’. Basti pensare a quello giuntoci qualche mese fa d’Oltremanica quando i parlamentari inglesi hanno partorito un’idea anticrisi per risollevare le finanze del Regno: il Cash for cocktails. Affittare, cioè, Westminster per delle feste private, cocktail party, conferenze e sfilate di moda.

Non solo Londra, anche Parigi ha fatto la stessa cosa. Pochi giorni fa il Louvre ha accolto un ricevimento di Salvatore Ferragamo, che aveva sponsorizzato la mostra di Leonardo. Insomma, niente di nuovo e sconcertante sotto il cielo.

L’unica cosa che si può, piuttosto, recriminare è la somma che i ricchi affittuari degli Uffizi hanno dovuto sborsare per concedersi questo lusso: 30.000 euro. Una cifra davvero irrisoria per un luogo tanto prestigioso e le tasche dei facoltosi inquilini ‘per un giorno’. Forse, sarebbe il caso di alzare un po’ il costo dell’affitto, se non altro, in questo modo si riuscirebbero a terminare i lavori dei Nuovi Uffizi in tempo per il 2016...

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