Bussole

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Tempo fa ero in un locale al Pigneto, il centro dello sfascio capitolino (Alemanno c'è),  a bere un prosecco da quattro soldi con una manica di giovani sedicenti "comunikatori" squattrinati (avete presente il tipo dell'aristo-freak? Pessimo). Uno di questi boccalone a un certo punto si gira e mi fa, e tu che fai nella vita? Scrivo, rispondo senza aggiungere altro. Dove? insiste lui. Su l'Occidentale, dico incautamente. E quello, a metà tra lo stupito e lo sdegnato: ma è un giornale di destra?

Fine della premessa: viviamo in un epoca in cui tanta è stata la propaganda autodistruttiva contro la nostra civiltà da considerare la parola Occidente di destra. Non come un valore meta-politico, che va oltre le ideologie e racconta una storia dell'umanità fatta di successi e sconfitte (e che successi, che sconfitte!), ma come l'incarnazione brutta sporca e cattiva di George W. Bush e dell'impero americano (ma de che...).

E' quindi il momento di ridare significato a parole che hanno perso il loro valore. L'Occidente non è solo quello che ci hanno raccontato per anni gli Studi Culturali e il Postcolonialismo, una specie di ladrone travestito da Capitalista che, dove non arriva con lo sfruttamento economico, passa alle armi di distruzione di massa (casomai è il contrario, il mondo è ancora pieno di dittatori e tiranni sanguinari). Al contrario, l'Occidente è Progresso, Libertà, Diritto, tutte parole che non troverete mai nel vocabolario declinista dell'antipolitica.

Chi non ha i meloni sugli occhi e ci governa, farebbe bene a operare alla svelta questa "ricarica di senso", anzi di buonsenso: quando andavamo a scuola venivano chiamati "i fondamentali" e se non li conoscevi eri davvero out. I giovani occidentali di oggi, che qualcuno descrive come il peggior periodo generazionale mai esistito, hanno sulle loro spalle un compito gigantesco: non sprecare il lessico dei loro Padri e tramandarlo integro e ricostituito ai loro figli.

"Abbiamo combattuto per ciò che era giusto," dice Will McAvoy nella prima puntata di The Newsroom. "Abbiamo combattuto per ragioni morali. Abbiamo approvato leggi, abbiamo colpito altre leggi per ragioni morali. Abbiamo dichiarato guerra alla povertà, non ai poveri. Abbiamo fatto sacrifici. Ci preoccupavamo dei nostri vicini. Abbiamo speso per ciò in cui credevamo, e non ci siamo mai arresi. Abbiamo costruito tante grandi cose, abbiamo creato cose dannatamente tecnologiche, esplorato l'universo, curato le malattie, e abbiamo fatto crescere i migliori artisti del mondo e la migliore economia mondiale".

Scusate se non è Shakespeare, ma certe volte basta una serie televisiva per capire da dove veniamo e qual è la posta in gioco. "Volevamo arrivare alle stelle, comportandoci da uomini. Aspiravamo all'intelligenza, non cercavamo di sminuirla. Non ci faceva sentire inferiori. Non venivamo identificati per chi avremmo votato alle prossime elezioni e noi... noi non ci spaventavamo così facilmente. Potevamo essere tutte queste cose e fare tutte queste cose perché eravamo informati. Da grandi uomini, uomini che erano rispettati. Il primo passo per risolvere qualsiasi problema è riconoscere che ce n'è uno". 

Il problema è questo: viviamo in un tempo nel quale i fondamentali vengono messi alla porta, le cattive idee premiate e le buone pratiche dimenticate, un tempo vuoto di parole che la politica non è più capace di riempire, persa dietro le sue logiche condominiali, arroccata su se stessa mentre intorno Roma brucia. C'è una parola che può fare da sintesi a questa situazione senza vie d'uscita e rivelarsi un antidoto potentissimo in grado di capovolgerla, segnando il passaggio a giorni migliori. Una parola che i giovani occidentali dovrebbero cogliere al volo quando gli viene offerta. "Opportunità".

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CommentiCommenti 12

Lorenzo (non verificato) said:

Alemanno, tra i simpatici e gli antipatici del PDL non hai brillato di simpatia, mi creda.

Leonardo (non verificato) said:

Negli Stati Uniti i bianchi (soprattutto di sinistra)quasi si vergognano a dire di essere di discendenza europea. Figuriamoci occidentali.
La cosa migliore che possiamo fare, per onorare la nostra "occidentalità," è lavorare per massimizzare i diritti dell'individuo; perché il concetto di individuo, (con i suoi diritti donati da Dio), è alla base della nostra cultura.

Anonimo (non verificato) said:

Finchè si trattava del crociano “perché non possiamo non dirci cristiani?” passi pure, ma “occidentali” non significa proprio nulla!....

Aldo Landis (non verificato) said:

se le fa schifo il posto e la gente che lo frequenta, perché non va da un altra parte, oppure non sta a casa ? Se si va in posti dove un prosecco costa 2 euro, non ci si trova il ricco imprenditore, di solito, ed é inutile e stupido lamentarsi della fauna locale, che é li perché il prosecco costa 2 euro, a me sembra tanto :"Toccami Ciccio, Ciccio mi tocca..." per creare la premessa dell'articolo
E comunque sia l'occidentale é un giornale di destra, indipendentemente dal nome...

vanni (non verificato) said:

Ma sì, egregio Anonimo 15/07/12 12:55 , passi pure benevolentia quadam se si tratta di “cristiani” (crocianamente però! vade retro Gesù Cristo!), ma “occidentali”... mi conforta che lei si chiami un po' fuori.

Aldo (non verificato) said:

Possiamo ancora dirci occidentali...sì, perché l'occidente è il luogo del tramonto... infatti stiamo lentamente tramontando, come un sole che sparisce sotto l'orizzonte. Guardando al futuro, il titolo sarebbe: perché non potremo non dirci cinesi!

roberto (non verificato) said:

Occidentale etimologicamente vuol dire <i>al tramonto</i>. Fin da ragazzino ho sempre sofferto questo <i>cupio dissolvi</i> del mondo che mi circondava.<br>
Ma più in dettaglio, vedo nella storia dell'occidente, diciamo dal 700 in poi, una lotta della uniformità, della standardizzazione che soffoca la diversità la vairità, la ricchezza delle ragioni della vita in cambio di un adeguamento ad uno schema astratto. La rivoluzione Industriale inglese, il colonialismo, la rivoluzione francese, Napoleone, l'unità forzata d'Italia e la 1 guerra mondiale con la distruzione dell'impero multi-etinco per avere astratti stati-nazioni, il fascismo-comunismo-nazismo, l'omologazione anni 60 con la perdita delle parlate locali etc...<br>
Ma anche le reazioni, tipo khomeini, al-qaida etc sono occidentali, nella loro idea di fare tabula rasa di ciò che non rientra nei loro schemi (cristiani, islamici sufi...) con metodi e strumenti occidentali.<br>
Il discorso sarebbe ancora lungo, ma chiamatemi provenzale, zingaro, ladino, (purtroppo non riesco a trovare antenati ebrei) al limite "padano", ma occidentale non, grazie, voglio ancora un po' di luce!

vanni (non verificato) said:

Più che sacrosanto il suo desiderio, egregio roberto 16/07/12 13:57. Abbiamo tutti bisogno di luce, e anche lei.

Marco Andreacchio (non verificato) said:

Nel linguaggio contemporaneo dicendo "occidentale" spesso si intende "moderno." Ma si puo' essere "antichi" anche nella modernita': vi sono occidentali moderni dall'animo antico (da J. Swift a G.B. Vico e G. Leopardi, da M. Arnold a L. Strauss). Concepire il liberalismo solo a partire da Kant, Mill &co. significa partecipare all'eclissi di un Occidente che, per quanto oscurato e inaridito dalla fede nella tecnologia (quella tecnica che vuol dettare i fini stessi dell'uomo), si e' risollevato dalla "faex Romuli" sempre e solo nell'atto di rivendicare una virtu' antica, anzi platonicamente antiquissima: una virtus moderatrice che consente alla sua "onorata nominanza" di preferire l'eterno esilio alla salus ex machina, senza per questo astenersi dal piegare lo strumento moderno al servizio del bene comune.

roberto (non verificato) said:

Infatti io l'ho sempre cercata e continuo a cercarla, fuori da questo "tramonto" che proditoriamente si fa chiamare "illuminista".