La vittoria di Pirro dell'avvocatura

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Corte Costituzionale

Il 24 ottobre 2012, la Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi sull’illegittimità o meno della mediazione obbligatoria. L’Avvocatura, o per lo meno la stragrande maggioranza di essa, esulta, schernisce, brinda, inconsapevole o forse no, che si tratta di una vittoria di Pirro.

Con tale sentenza, emessa il giorno successivo a una delle più ingenti manifestazioni promosse dai Consigli dell’Ordine degli Avvocati, la Corte Costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il Decreto Legislativo istitutivo della mediazione obbligatoria per eccesso di delega.

Ciò sta a significare che la legge di delega (legge approvata dal Parlamento che delega il governo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto cui fa seguito il decreto legislativo), non prevedeva l’obbligatorietà del tentativo di mediazione, e quindi che il Governo, nell’emanare il D.Lgs. 28/10, ha peccato di eccesso di delega nel prevederne l’obbligatorietà. Le conseguenze di tale pronuncia sono notevoli e purtroppo presentano un solo dato positivo, non certo per i cittadini.

Eh già! L’introduzione dell’istituto della mediazione aveva reso l’Italia in linea con le Direttive dell’Unione Europea, ma non solo: il nostro Paese era stato identificato quale possibile modello da seguire anche da Arlene McCarthy, Relatore della Direttiva sulla Mediazione in un recente intervento al Parlamento Europeo. Ma questo, in Italia, non è accettabile! Fin dall’introduzione di tale alternative dispute resolution si era creata una netta divisione tra sostenitori e ostruzionisti.

I primi: pronti a mettersi in gioco, reinventarsi, guardare oltre il proprio portafoglio; i secondi: conservatori, retrogradi, ancorati alla propria poltrona che, diciamolo, veniva messa seriamente in pericolo. Centinaia gli Organismi di Mediazione creati, migliaia le persone assunte, altrettante quelle iscrittesi a Corsi abilitativi alla professione, di specializzazione e di aggiornamento.

I dati raccolti fino a oggi hanno dimostrato grandi e vantaggiosi risultati per lo Stato e per il settore della Giustizia, da anni appesantito dagli infiniti processi promossi e pendenti. A seguito di tale pronuncia cosa ne sarà del sistema che ruotava attorno alla mediazione? Degli investimenti fatti da migliaia di professionisti? Dell’occupazione trovata da centinaia di giovani laureati? Quali saranno, se ci saranno, i vantaggi per lo Stato Italiano? Quali saranno quelli per i cittadini?

Questi ultimi è vero, non saranno più costretti a rivolgersi a un Mediatore stragiudiziale pagando le cifre molto modeste che, fino a oggi, erano previste (e variabili a seconda degli scaglioni in cui rientravano), potendo risolvere bonariamente la controversia in poche ore o al massimo in quattro mesi.

D’ora in avanti, grazie a questo salto nel passato, saranno costretti a rivolgersi agli avvocati, questi, si, pronti a tutelarli, a difenderli in giudizio, a sostenerli nel corso degli anni e a farsi corrispondere le proprie parcelle, ma lo faranno con la sicurezza, alla fine del processo, di aver perso anche quando la sentenza li sancisce vincitori.

CommentiCommenti 12

stefano quadrio (non verificato) said:

A quanto mi risulta fino ad oggi le mediazioni promosse hanno avuto successo nel 14% dei casi; il che significa che nel restante 86% si è tradotta in un aggravio di spese e in un ritardo nella conclusione della controversia. La mediazione, a mio parere, può funzionare solo se integrata nel processo: dovrebbe cioè svolgersi nel tempo che intercorre tra la notifica dell'atto di citazione in giudizio e la prima udienza (per legge minimo tre mesi. In questo modo non vi sarebbe alcun allungamento dei tempi del processo, anche se la mediazione fallisse e la parte citata sarebbe più invogliata alla mediazione, sapendo che l'intenzione dell'attore di proporre il giudizio è seria.

Andrea (non verificato) said:

Questa sentenza conferma l'idea di una giustizia barocca, antieuropeista e di proprietà esclusiva dei magistrati, che hanno voluto dire "la giustizia è cosa nostra e guai a chi ce la tocca".

Anonimo (non verificato) said:

SE SI è CHIUSO CON ESITO POSITIVO SOLO IL 18% DELLE MEDIAZIONI è PERCHE' GRAN PARTE NON SONO STATE PARTECIPATE. IL D.LGS 28/2010 E' STATA UNA LEGGE NON APPLICATA SIN DAL SUO INGRESSO. I MAGISTRATI SI SONO SENTITI NELLA FACOLTA' DI NON VERIFICARE LA CONCRETA ATTUAZIONE DELLA STESSA , O PEGGIO GDP DA STRAPAZZO HANNO INTRAPRESO VOLI PINDALICI CON SFORZI ERMENEUTICI FUORI DAL COMUNE PER ASSERIRE LA NON OBBLIGATORIETÀ' DELLA STESSA. I GIUDICI CHE NON HANNO MAI SANZIONATO SERIAMENTE CHI DISSERTAVA LA MEDIAZIONE HANNO CREATO UN DANNO ERARIALE ALLO STATO...
COME SI FA AD AFFERMARE CHE UNA VETTURA E' GUASTA SE NON E' MAI STATA ACCESA ? EVVIVA LA REPUBBLICA DELLE BANANE SEMPRE COERENTE CON SE STESSA

Paolo Tortorano (non verificato) said:

Non sono d'accordo con il suo articolo e lo contesto integralmente. Non si tratta di una vittoria di pirro come dice Lei bensì del riconoscimento di una evidente forzatura che il precedente Governo aveva posto in essere inserendo l'obbligatorietà della mediazione. A prescindere dalla circostranza che si devono ancora leggere le motivazioni contenute nel provvedimento della Consulta ( e fino a quel momento ogni commento mi sembra quanto meno inopportuno), è ovvio come l'avvocatura non può che essere d'accordo con sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (ovviamente facoltativi in quanto non si può limitare l'accesso alla giustizia). Il vero problema è che certe riforme "cd. epocali" si fanno solo dopo un serio confronto con le categorie interessate, cosa che nel caso di specie mi sembra non sia avvenuto. Peraltro, non mi sembra che l'istituto della mediazione abbia sino ad oggi avuto il successo che lei indica nel suo articolo.
Cordiali saluti.
Avv. Prof. Paolo Tortorano

Giuseppe (non verificato) said:

Chi ha scritto l'articolo mi sembra quantomeno molto partigiano. La legge era evidentemene e platealmenete incostituzionale. E non solo per eccesso di delega. E' principio costituzionale consolidato che l'accesso alla giustizia non possa essere condizionato da un preventivo tentativo di comnciliazione che sia al tempo stesso obbligaotorio e vincolante. Ciò violerebbe l'art,. 24 cost (diritto di difesa).
La legge era profondamente ingiusta e vessatoria per i cittadini. Le spese per un TENTATIVO di mediazione erano ingentissime. Tutto un circo Barnum per foraggiare nuove pseudo-professioni, quella del mediaconciliatore. Un'altro carrozzone a spese dei cittadini.
Ho brindato anchìio dopo la sentenza della Corte e con buona pace della dott.ssa Iannini e di suo marito Bruno Vespa.
Una sentenza diversa sarebbe stata la prova concreta che oramai, in questo paese, siamo in pieno regime.

AVV. MAURIZIO Z... (non verificato) said:

L'estensore dell'articolo dimentica gli investimenti fatti dagli avvocati in trent'anni di carriera.

Ho fatto ricorso una sola volta alla mediazione,e non era un caso obbligatorio: meglio non scriva !!!

gina (non verificato) said:

buon giorno da laureata in giurisprudenza e mediatrice attiva , e mediazioni ne ho concluse molte attivate non perchè suggerite da avvocati ma scelte liberamente dai cittadini, rispondo a coloro che hanno esultato sull'eccesso di delega e la sospensione della obbligatorietà della mediazione di non esultare troppo, non è finita qui! i cittadini italiani ancor prima degli avvocati o mediatori sono cittadini e sanno che esiste la mediazione non è stata cancellata è per il momento facoltativa p.s. uscite dai vostri schemi la gente comune non ha più soldi ne tempo da sprecare in inutili cause!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

guevara64 (non verificato) said:

io solo una cosa.... ho partecipato ad una mediazione per uno scioglimento di comunione (art 1111) cod. civ. ebbene 7 parti con sette avvocati.... il tutto risolto in due sedute ed all'incirca in 20 gg...... pensate cosa sarebbe successo in tribunale.... fra quanti millenni si sarebbe trovato un accordo? ...meditate gente... meditate...

Daniele (non verificato) said:

A chi afferma che le spese di mediazione sonmo ingenti ed esagerate, a chi ritiene che l'obbligatorietà della mediazione sia incostituzionale, vorrei precisatre questi punti:
1. i costi di giustizia "ordinaria", sono ancora più elevati (spese avvocato, contributo unificato, spese di segreteria ecc....) non tenenco conto degli anni di attesa per una sentenza
2. in passato una volta introdotta l'obbligatorietà della cinture di sicurezza, da pesante imposizione statale è divenuta normale consuetudine.

Anonimo (non verificato) said:

Se permettete vorrei brindare anch'io a questa decisione della Corte. Guardiamo la questione da un punto di vista diverso. Sono un professionista ( non avvocato). L'obbligo della mediazione, per me, é un incubo. Infatti chiunque ritenga di aver subito un danno dal mio operare, poteva richiedere una mediazione. Questo significava che, fin da subito,,dovevo mettere mano al portafoglio per difendermi e, magari se la somma era esigua, abbozzare ad un compromesso pur di evitare contenziosi lunghi ed costosi, pur avendo ragione. Rifiutarla , per la legge, era comunque un aggravante se si arrivava in giudizio. Io la chiamò costrizione e riduzione del diritto alla difesa. La soluzione migliore sarebbe stata di far entrare l'istituto della mediazione nella fase successiva alla richiesta di danni, prima delle,udienze. Allora si che sarebbe un mezzo per snellire le cause e, al tempo stesso, per evitare tentativi di cause velleitarie.