Lettera aperta al Cav.

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berlusconi

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi, avrei qualcosa  da dirgli: come elettrice delle sue creature politiche, da Forza Italia al Pdl, come militante che lo ha sempre sostenuto e  pensa sia stato un onore farlo, dalle conversazioni private con i colleghi, fino alle manifestazioni pubbliche come quella al Teatro dal Verme, accanto a Giuliano Ferrara, due anni fa. 

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi gli ricorderei la  lettera che gli ho scritto l’anno scorso, la sera delle sue  responsabili e dolorose dimissioni da Presidente del Consiglio per far  posto al governo dei tecnici di Mario Monti: riscriverei daccapo tutta  la stima e l’affetto che ho cercato di dimostrargli allora, in un momento così amaro e duro. 

E se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi, gli chiederei perché ha deciso di farsi del male come sta facendo adesso. Gli chiederei perché vuole distruggere se stesso, e quindi tutti noi che  lo abbiamo seguito in questi anni. Gli direi che la sua è una storia grande, che ha cambiato l’Italia e in meglio, e che non merita un finale piccino, come quello che si sta ostinatamente costruendo con le sue mani. E’ una storia costellata anche di grandi errori, spesso non solo suoi, che però spiegano perché siamo arrivati a questo  punto. E che riconoscerli non è segno di debolezza, ma di forza e  saggezza politica. 

Gli direi che tutto è cambiato, dal '94 ad oggi, e ancora di più dal 2008: non  c’era stato l’attacco forsennato alla casta, paginate di grandi quotidiani e libri su libri che dovevano servire solo a distruggere il centrodestra (perché tanto a sinistra qualunque cosa succeda, lo zoccolo duro di elettori resta comunque intatto: lì si vota ancora per collocazione ideologica). La conseguenza è che il movimento di Beppe Grillo da una percentuale da prefisso telefonico è salito fino a essere il secondo partito politico, e di questo dovrebbe ringraziare  pubblicamente la ditta Stella&Rizzo, senza la quale adesso avremmo un comico in più e un partito in meno. 

Gli direi che lo tsunami della crisi economica nel '94 non c’era; gli direi che la Presidenza Obama è stata una iattura non solo per l’America, gli ricorderei che non è la prima volta che un Presidente della Repubblica gli rema contro. Gli direi che è vero che lo hanno perseguitato, dal punto di vista giudiziario, e che gli hanno cucito addosso un’immagine ignobile sia personale che politica, che non gli  corrisponde. E’ vero che lo hanno lapidato mediaticamente, ma è anche vero che troppo spesso il fuoco amico gli è arrivato da qualche giornale di area, e, quel che è peggio, in una beata inconsapevolezza  politica e culturale. Gli direi che tutto questo è profondamente ingiusto, ma che è andata così, e che non si può far finta che sia accaduto altro. 

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi gli direi che lui ci ha regalato vent’anni di libertà e di agibilità politica, ma che adesso è lui che si deve fidare di noi, e deve lasciarci la possibilità di salvare tutto il suo patrimonio politico, e la sua persona è inclusa. 

Non si deve avventurare nell’illusione di un suo nuovo inizio come se nella vita, personale e politica, si potesse veramente spingere il pulsante del "reset" e tornare alla pagina iniziale, cancellando tutto  quel che c’è stato in mezzo. Funziona solo nella realtà virtuale dei computer, mai in quella reale. Una lista personale in nome di una resuscitata Forza Italia, significherebbe forse entrare in parlamento con un pugno di parlamentari fedelissimi: ma per fare cosa? Con quale progetto politico? Con quale prospettiva? A prezzo di quante macerie? Dopo quanti mesi di campagna elettorale devastante, di nuovo tutta incentrata contro di lui, il bersaglio ideale? 

E per quale motivo una persona tre volte Presidente del Consiglio, che è riuscita a bloccare il progetto di potere comunista nel proprio paese (perché a sinistra per governare hanno dovuto prendere in  prestito un democristiano come Prodi, e poi accoltellarlo alla schiena perché un comunista potesse diventare premier), un capo di governo che ha avuto l’onore di essere chiamato a parlare al Congresso degli Stati Uniti di America, ecco, per quale motivo una persona che è stata tutto questo e molto altro ancora, per quale motivo dovrebbe ritenere una vittoria entrare in parlamento con qualche lista di pochi punti percentuali, dopo aver demolito irreparabilmente il suo partito? 

Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi, gli direi che la nostra sopravvivenza è anche la sua. Che l’affermazione di Alfano alle primarie è la sua affermazione. Che il rinnovamento del PdL intorno ad Alfano è il suo rinnovamento. Che il testimone passato non può tornare più indietro, a meno di mandare all’aria tutta la gara. E che a volte per vincere, dobbiamo accettare e fidarci che altri lo possano fare e lo sappiano fare per noi. E che per camminare da soli, i bambini non si mettono in gara con i padri, e i padri non si mettono in gara con i figli: a un certo punto li lasciano andare, e guardano  restando da una parte, e non per questo si sentono di meno. Anzi. Sanno che è quello l’unico modo per poter camminare insieme, vicini, un giorno, pur restando ognuno al proprio posto.

CommentiCommenti 12

Anonimo (non verificato) said:

Silvio che ti succede..........non consgniamo l'Italia alle sinistre ce l'ai insegnato tù!!!!!! la grinta di sempre, le lotte......ti prego torna, in prima persona, dietro le quinte ma torna con tutti i tuoi Colonnelli, ce una parte d'Italia che sta soffrendo.....

Ulisse (non verificato) said:

Posso scriverlo, oppure mi censurate come al solito? Sia l'articolo, che il commento, di Anonimo, errori di sintassi e ortografia a parte, sono di una tristezza infinita. L'on. Berlusconi, insisto, è un signore che è arrivato alla soglia degli 80 anni...non può rappresentare il futuro di questo paese. Il futuro è altrove...
Io capisco gli 'innamorati o innamorate' di Berlusconi...ma è iniziato un nuovo corso. I tempi sono diversi...è un po' come nel 1989, è caduto il Muro. Assuntina de ne faccia una ragione.

Piergianni (non verificato) said:

Ho sempre apprezzato e seguito politicamente il Presidente Berlusconi, per questo mi sento particolarmente toccato da questo sua pervicace volontà distruttiva: di se e del cdx. Spiace vedere persone che hanno rivestito ruoli importantissimi nella Storia nazionale non capire che è giunto il momento di ritirarsi.
Presidente Berlusconi, non creda ai sondaggi illusori, se lei si presentasse alle elezioni con un suo partito farebbe fatica a superare lo sbarramento. Non è forse meglio fare spazio ai giovani e lasciare che sia la Storia a giudicare. Non tema lei di diritto è già nel Pantheon d'Italia!!

Nicola (non verificato) said:

Bla bla bla... Norimberga arriverà... Sono un ex elettore del PDL che voterà il Mov 5 Stelle per vendetta contro il centro-destra che ci ha tradito. Ci era stata promessa una rivoluzione liberale e abbiamo avuto uno statalismo becero e vergognoso (Tremonti & Co). Adesso qualsiasi cosa accada (primarie o listone di Berlusconi o qualunque altra idiozia o ridicola parata) non servirà a niente: imprenditori e popolo delle partite IVA non si fidano più né di Berlusconi, né di Alfano, né (persino) di Martino, né di chiunque altro (Montezemolo o chicchessia). Nel prossimo parlamento PD+SEL+altri saranno al 55% (grazie al premio di maggioranza). Se aggiungiamo IDV (5%) + Grillo (20-25%) significa che le forze politiche avverse al centro-destra saranno complessivamente l'80% del parlamento. Non me ne importa nulla se a noi popolo delle partite IVA ci faranno pelo e contro pelo; del resto anche con Berlusconi, Tremonti ed il PDL ce la siamo passata malissimo e quindi non cambierà niente. L'unica speranza è che questa maggioranza bulgara (in grado persino di poter cambiare la costituzione senza necessità di referendum) tolga qualche tassa alle famiglie e al mondo del lavoro e metta una patrimoniale ai ricchi. Ma soprattutto spero che questa maggioranza schiacciante di centro-sinistra faccia pagare il conto a Berlusconi e a tutta l'accozzaglia di cialtroni-ruffiani-ipocriti-fasciocomunisti-repubblichini-socialisti-statalisti-tassaioli-soubrettes-etc che ci ha preso per i fondelli. Mi auguro che Berlusconi vada in galera e con lui molti del suo seguito. Il conto si paga e sta arrivando. NORIMBERGA! Fine meritata. E ringrazino Iddio che non c'è più la ghigliottina (ma non si sa mai...).

rothbard (non verificato) said:

Devo dire invece, forse con un certo cinismo, che se Silvio se ne va per conto proprio, facendo una entità politica tutta sua, per me è pure meglio. Almeno siamo sicuri che il PDL inizierà una certa de-berlusconizzazione, cosa questa sacrosanta, che anche molti che hanno votato Berlusconi in passato richiedono a gran voce, non foss'altro per una questione di età. Insomma lo spacchettamento di cui si parla avrebbe anche effetti positivi, uno dei quali consisterebbe nel far restare nel centro-destra persone che hanno tali idee ma non sopportano più Berlusconi, o magari non si fidano più (e ne hanno ben donde...). Queste persone potrebbero votare un PDL senza Silvio, partito che andrebbe ad affiancarsi alla "cosa" di Silvio e al partito degli ex-AN. Tanto il frazionamento si verifica comunque, basti pensare alla squallida vicenda dello squallido Fini. Comunque, mi sia permesso, non capisco come si possa parlare di "fuoco amico": sembra quasi che una persona di centro-destra non possa criticare Berlusconi... Forse è anche per questo modo di pensare che è auspicabile che esista qualche "isola" di libertà, ovvero soggetti politici di centro-destra che non siano sotto "tutela" di Silvio.

Anonimo (non verificato) said:

Non ho parole, non capisco il tuo comportamento, ogni cosa farai l'apprezzerò. bersani, Renzi, vendola, sei sempre tu l'uomo del momento, sei e rimarrai per sempre un grande Politico, un grande Imprenditore.............The Best!!!!!!!!!!. Spero lo leggerai Campione

halifax (non verificato) said:

Berlusconi non può stare lontano dalla politica?? Ma non vi domandate perchè tutti, a un certo punto, si fanno da parte e lui invece non lo fa?? Non può farlo: sono in gioco i suoi interessi personali. Il suo impero economico è nato con un forte legame con la politica ed è sopravvissuto grazie al suo impegno diretto in politica, una volta che i suoi riferimenti non c’erano più. Non si tratta di essere di destra o di sinistra, la realtà è questa e c’è ben poco da fare. Altrimenti, effettivamente, se il suo impegno politico fosse stato solo per il bene del Paese, è chiaro che si sarebbe fatto da parte senza esitazioni e questo avrebbe giovato innanzitutto alla sua parte politica. Ma lui non può farlo. Sa benissimo che non ci sarà mai più alcun Craxi o alcun Mammì e anche Alfano, che pure ha provato a fare il lodo omonimo, non potrà fare più nulla per lui. Berlusconi odia la politica ma è condannato a rimanerci dentro per sempre, per sperare di conservare quello che a livello personale è riuscito a conquistare nel tempo. Per cui anche il migliore, il più liberale, il più vincente e convincente schieramento di centrodestra che però lo vede fuori dai giochi a Berlusconi non interessa per niente. Qualcuno di voi considererà questo intervento come la solita espressione del più trito e ritrito antiberlusconismo…fate come vi pare. Il berlusconismo è comunque un fenomeno destinato all’archiviazione e io ho espresso solo una mia convinta e sincera opinione.

Vincent Vega (non verificato) said:

Leggo che qualcuno vorrebbe mettere Berlusconi nel Pantheon della Nazione. Sicuramente sono della stessa opinione le 42 (diconsi 42) aspiranti soubrette (non voglio offendere nessuno) che il nostro eroe tiene a libro paga!

Zamax (non verificato) said:

E tu, Berlusca, non fare come Re Lear.

P.S. Vedo che in Italia perfino i liberisti-liberali-libertari, dimenticando la lezione di Hayek, credono alle palingenesi, alle rottamazioni, agli azzeramenti e a tutte le altro solenni fesserie anti-casta. Insomma: cantano nel coro. Andiamo bene.

ROBUR (non verificato) said:

CHE TRISTEZZA!!!!!!!!