"Capitani coraggiosi"

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andrea riccardi

"Capitani coraggiosi": potrebbe essere l’ironico titolo dedicato a quel che resta dei cattolici di Todi, quelli riunitisi l’anno scorso dopo la benedizione laica del Corriere della Sera per un raduno il cui scopo era, sostanzialmente, la spallata al governo Berlusconi.

Qualche giorno fa l’attivissimo Andrea Riccardi – il vero regista dell’operazione Todi -  ha fatto sapere che non si presenterà alle prossime elezioni. Eppure negli stessi giorni il suo nome circolava fra i “montiani” più decisi alla discesa in campo, accanto al Prof.

Ieri è toccato alle Acli: in una lettera pubblicata su “L’Unità” il Presidente del Consiglio Nazionale, Michele Rizzi, ha messo nero su bianco che quella di Andrea Olivero di candidarsi è una scelta squisitamente personale, e che “le Acli stanno con le Acli”, lamentandosi per “l’utilizzo politico e mediatico che è stato fatto delle Acli” a seguito delle scelte personali di Andrea Olivero (mentre era ancora Presidente dell’associazione, precisiamo noi). E, come se non bastasse, Rizzi ha tenuto a specificare che, pur riconoscendo il lavoro svolto dal premier, tuttavia le Acli lo hanno criticato quando hanno ritenuto opportuno, e “non hanno mai sposato il manifesto di Monti, né hanno sottoscritto alcun programma elettorale”.

E oggi, intervento di Raffaele Bonanni sul Corriere, che inizia incredibilmente così: “nelle ultime settimane Il Corriere della Sera ed altri organi di informazione, hanno associato impropriamente il mio nome e quello della Cisl, alla costruzione di una nuova forza politica”. E prosegue spiegando che lui e il suo sindacato hanno lavorato e continueranno a farlo solo per una fase “pre-politica”.

Insomma, i cattolici più in vista riunitisi a Todi per uscire – secondo loro – dalla irrilevanza in cui erano caduti con Berlusconi (ignorando bellamente tutte le battaglie fatte e vinte in quel periodo, battaglie che non avevano visto loro come protagonisti) nel momento di metterci la faccia si tirano indietro, oppure, come nel caso delle Acli, mostrano quel che qualcuno suggeriva sommessamente fin dall’inizio, e cioè che si trattava di generali che le truppe non avrebbero seguito.

E’ insomma emersa tutta la contraddittorietà già evidente al primo raduno di Todi, volutamente ignorata dalla maggior parte dei commentatori: il Card. Bagnasco, aprendo i lavori, aveva indicato la strada dell’impegno dei cattolici in politica con uno dei suoi discorsi più limpidi sulla priorità dei valori non negoziabili.

Discorso totalmente ignorato dagli stessi protagonisti dell’incontro umbro, i quali hanno invece usato l’enorme visibilità mediatica dell’evento per attaccare il governo Berlusconi, già in difficoltà. Ma se i cattolici non hanno nella loro agenda – che adesso va tanto di moda, ognuno fa la sua – innanzitutto i valori non negoziabili, come il Papa non si stanca mai di ripetere, lui sì, mettendoci la faccia ed esponendosi a violenti attacchi mediatici, come potranno mai distinguersi? Se proprio sui principi non negoziabili sono disposti a transigere, a svenderli in cambio di qualche alleanza furbesca, cosa hanno di diverso dagli altri? Niente. Al massimo la volontà – legittima, si intende – di entrare in gioco portando le proprie personali opinioni e preferenze, esattamente come tutti gli altri politici.

E quindi, perché impegnarsi, perché sporcarsi le mani con una campagna elettorale in cui bisogna mettercela, la faccia, senza poi potersi neppure coprire con le garanzie che la faccia di Monti darebbe? Domani l’ex premier alla sua conferenza stampa dovrebbe chiarire definitivamente cosa farà per le prossime elezioni. Chi scrive ha sempre pensato – e scritto – che lui potrebbe essere il federatore di tutti i moderati, e allora sarebbe veramente interessante il suo impegno. Se invece decidesse di schierarsi solo con una parte, magari solo con le forze di centro e qualche singolo ex-Pdl, allora non ne varrebbe la pena.

Ma se negli ultimi giorni ci sono state tante precisazioni e prese di distanza per dire che nessuno ha mai avuto intenzione di fare politica (della serie “io non c’ero e se c’ero dormivo”) possiamo dedurre che, anche se ancora non è ufficiale, Monti non ci sarà, altrimenti avremmo assistito a un entusiastico arrembaggio per salire sulla sua nave. Ne riparleremo domani.

CommentiCommenti 11

Vincent Vega (non verificato) said:

Il Pdl, finché resterà proprietà personale ed esclusiva di Berlusconi, l'unica alleanza che può fare è con la Lega e con Storace. I moderati veri piuttosto che appoggiare Silvio preferiscono vivacchiare al 5/6%. Chiedetevi perché...

Giovanni (non verificato) said:

I "moderati" hanno dimostrato tutta la loro inconsistenza politica e in molti casi anche umana. Non si meraviglino se non interessano a nessuno, e non si meravigli Monti se la gente al suo nome scappa. Ci ritroveremo di nuovo Berlusconi e il PDL? Sempre meglio della coppia di fatto Bersani-Vendola e dell'accozzaglia di dinosauri della prima Repubblica che hanno sperato fino all'ultimo in una discesa in campo del "professore" che però di sporcarsi le mani e di essere criticato non ne vuol sentir parlare. E alla fine i valori non negoziabili resteranno, come negli ultimi 18 anni, difesi da quel Berlusconi così mal tollerato dalle gerarchie cattoliche e dai tanti cattocomunisti per i quali è meglio il matrimonio tra il diavolo e l'acqua santa piuttosto che il "libertino immorale e bestemmiatore" Silvio. E molti cattolici non si sono affatto stufati di Silvio: chiediamoci il perché.

Anonimo (non verificato) said:

Io mi sono stufato. Non sarà granché, ma fa meno uno. Sono al lavoro perché diventi meno sei milioni.

Giacomo56 (non verificato) said:

Evito qualsiasi mio commento "copio" e "incollo" il bellissimo promemoria di Alleanza Cattolica per le politiche 2013 nella speranza che molti cattolici italiani abbiano modo di leggerlo e di farne tesoro.

Promemoria di Alleanza Cattolica
per le elezioni del 2013

Nell’imminenza di elezioni politiche e amministrative che si svolgono in condizioni particolarmente drammatiche per l’Italia, Alleanza Cattolica ricorda ai cattolici e a tutti gli italiani che hanno a cuore il bene comune del Paese e credono nell’esistenza di una legge naturale, iscritta nel cuore di ciascuno e che la ragione può conoscere, il primato in ogni scelta politica dei «princìpi non negoziabili» (Papa Benedetto XVI) che attengono alla vita, alla famiglia e alla libertà di educazione.
La parola del Papa
Come lo stesso Pontefice non perde occasione di ricordare, è un grave errore pensare che nelle scelte politiche si debba guardare prima ai programmi economici e solo in secondo luogo ai princìpi relativi alla vita e alla famiglia. Al contrario, le radici della crisi economica non sono soltanto, e neppure principalmente, economiche: sono morali, e ogni aggravamento della crisi morale attraverso leggi contrarie al diritto naturale non manca di avere gravi conseguenze anche sull’economia. Ed è scandaloso che anche politici sedicenti cattolici affermino — contro il chiaro e ripetuto insegnamento del Magistero — che nelle scelte e nelle alleanze elettorali si debba guardare prima all’economia che ai «princìpi non negoziabili». Al contrario, come insegna l’enciclica Caritas in veritate, magna carta della dottrina sociale della Chiesa per il secolo XXI, «la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica» e il «campo primario e cruciale [...] è oggi quello della bioetica, in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale».
Purtroppo, nella legislatura che si sta concludendo esponenti di tutti i partiti hanno mostrato grave confusione sui «princìpi non negoziabili», anche se il governo di Centrodestra ha ostacolato una deriva libertaria su questi princìpi, mentre il Partito Democratico e i suoi allea¬ti hanno promosso l’attacco a quanto la dottrina sociale della Chie¬sa considera cruciale in materia di vita, famiglia e libertà di educazione.
Sei punti non negoziabili
Senza rilasciare deleghe in bianco a nessun partito o movimento, Alleanza Cattolica invita i cattolici e i cittadini italiani che credono nel diritto naturale e nel¬l’oggettività del bene comune a sostenere soltanto quelle formazioni e — dove la legge permette la scelta del candidato, come in sede amministrativa — quei candidati che — evitando dichiarazioni generiche e vaghe, e indicando la serietà delle loro intenzioni anche con riferimento alle alleanze che propongono di stipulare con altre forze politiche — s’impegnino, sui seguenti sei punti essenziali:

1. a considerare l’aborto non una conquista, ma una sconfitta delle donne e a porre in essere misure efficaci che limitino il numero degli aborti, aiutino le madri in difficoltà, contrastino il ricorso alle pillole abortive e sostengano i singoli e le organizzazioni autenticamente pro life, nella prospettiva di quel superamento di ogni «liberalizzazione» o «codificazione» dell’aborto richiamato da ultimo da Papa Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2013;

2. a considerare eutanasia e suicidio assistito — come insegna l’enciclica Caritas in veritate — «ingiustizie inaudite», frutto di «posizioni culturali negatrici della dignità umana», e a sostenere in materia di fine vita esclusivamente prospettive giuridiche che non contengano alcuno spunto eutanasico e che contrastino l’attivismo giudiziario favorevole all’eutanasia;

3. a non introdurre alcuna norma che liberalizzi o renda più facile il consumo di droghe, anche cosiddette «leggere»;

4. a considerare il matrimonio esclusivamente come l’unione di un uomo e di una donna, opponendosi fermamente a qualunque forma di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, e in modo ancor più risoluto a leggi che per¬mettano a coppie omosessuali l’adozione di bambini, nello stesso tempo impegnandosi in una reale promozione della famiglia e della maternità come motore della crescita, anche sociale ed economica, della società;

5. a contrastare leggi sulla cosiddetta omofobia che — ben al di là della lotta doverosa contro forme di violenza, di aggressione e d’ingiusta discriminazione contro le persone omosessuali — si risolvano in divieti di promuovere e diffondere pubblicamente la tesi, ribadita nel Catechismo della Chiesa Cattolica, secondo cui «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati», «sono contrari alla legge naturale» e «in nessun caso possono essere approvati»;

6. a riconoscere il principio della libertà di educazione e la funzione fondamentale, benefica e indispensabile per il Paese delle scuole cattoliche, di ogni ordine e grado, nonché le difficoltà che tali scuole oggi attraversano, impegnandosi for¬malmente anzitutto a non imporre nuove tasse che costringerebbero molti istituti a cessare la loro attività, quindi a realizzare effettivamente la libertà di educazione attraverso il sostegno ai genitori che scelgono la scuola cattolica o qualsiasi altra scuola non statale, in particolare con la detraibilità fiscale delle rette scolastiche e dei contributi liberamente corrisposti agl’istituti scolastici, conformemente al modello di sussidiarietà fiscale espressamente indicato nell’enciclica Caritas in veritate.
Non lasciamoci ingannare
Nessuno si lasci ingannare da chi deforma la nozione di «princìpi non negoziabili». Si tratta di una nozione tecnica che Papa Benedetto XVI ha formulato ripetutamente citando i tre ambiti della vita, della famiglia e dell’educazione — talora aggiungendo come orizzonte fondamentale quello della libertà religiosa — e che non può essere distorta estendendola a sfere importantissime per il bene co¬mune e che certamente nessuno suggerisce di trascurare, come il rispetto della legalità e il diritto al lavoro. Non è solo ma è anzitutto sui «princìpi non negoziabili» che vanno giudicati candidati e programmi.

Artemio (non verificato) said:

Ma scusate e dove sono i cattolici nel PDL? La regione Lombardia è ormai decimata da ruberie da parte di tutti (cattolici compresi) e vorrei ricordare che anche il " Non rubare " rientra tra le categorie non negoziabili , oppure hanno cancellato a mia insaputa anche questo Comandamento. Purtroppo per noi cattolici non stà andando troppo bene e se le cose non cambiano rischiamo grosso , a tal punto che gli unici cattolici a rapprasentarci nel prossimo parlamento saranno la Bindi e pochi altri . Ma vi rendete conto ? Mi scusi Signora Moressi , ma questo succede anche perchè una parte dei cattolici hanno "venduto " l'anima a Berlusconi per un pugno di soldi senza pensare o programmare un'alternativa seria al dopo Berlusconi . Mi stupisco però che ci sia ancora chi lo difende , ma avete gli occhi foderati di prosciutto?

obelix (non verificato) said:

ANGELO BAGNASCO E TARCISIO BERTONE CONTRO SILVIO BERLUSCONI, LA CHIESA CATTOLICA SI SCHIERA CON MARIO MONTI.

(Posted on dicembre 21, 2012 by ilclubdellanotizia)

Totale sfiducia verso i comportamenti di Silvio Berlusconi dalle intere gerarchie ecclesiastiche, dal capo della Conferenza Episcopale Italiana Cardinale Angelo Bagnasco fino al Segretario di Stato Vaticano Cardinale Tarcisio Bertone. Nel mirino della Chiesa Cattolica certamente le strane relazioni sentimentali del Cavaliere con donne molto più giovani di lui (ultima in ordine di tempo Francesca Pascale). E poi il continuo cambiare idea sulle sue decisioni politiche che praticamente gli ha tolto ogni credibilità che aveva, anche se Berlusconi la sua credibilità l’aveva già ridotta al minimo. Sia Angelo Bagnasco che Tarcisio Bertone credono invece che l’appoggio della CEI e del Vaticano debba pienamente andare all’unica grande personalità credibile nel panorama dei moderati italiani, vale a dire il Professor Mario Monti, sul quale viene riposta piena fiducia da parte del mondo cattolico. Troppi gli errori politici e personali di Silvio Berlusconi nei confronti dell’elettorato cattolico, errori che sia il Vaticano che la Conferenza Episcopale Italiana non hanno perdonato al Cavaliere, come il caso dell’ex Direttore del quotidiano Avvenire Dino Boffo, investito da una campagna di stampa violentissima da parte del quotidiano di proprietà Berlusconiana alcuni anni fa. Boffo fu allora costretto alle dimissioni anche se le accuse verso di lui risultarono false. Troppi episodi che hanno portato adesso la Chiesa a schierarsi con una personalità nettamente più credibile come Mario Monti, reduce da un periodo in cui ha creato le condizioni affinché l’Italia uscisse dal baratro della grave crisi economica e finanziaria in cui era finita.

Massimo (non verificato) said:

Gli atei hanno più o meno lo stesso problema dei cattolici: hanno anch'essi dei valori non negoziabili, eppure non la menano in continuazione come fa la Morresi, sempre alla ricerca del politico che incarni perfettamente il suo ideale di cattolico integerrimo e innegoziabile. La politica è l'arte del possibile: si fa quello che si può con quello che si ha. E poi c'è sempre Berlusconi: dopo aver letto gli incredibili attestati d'amore che la Morresi ha rivolto a padron Silvio ("Se telefonando potessi parlare con Silvio Berlusconi gli direi che lui ci ha regalato vent’anni di libertà e di agibilità politica"), mi domanda cosa cerchi ancora: voti Berlusconi, l'eroico difensore della vita di Eluana Englaro (è una balla sesquipedale, ma siccome la Morresi ci crede, che si comporti di conseguenza) e la pianti di lagnarsi: si accontenti di quello che passa il convento o si candidi lei stessa, magari assieme a Ferrara, Socci, Agnoli & Cristiano Allam - così ci facciamo anche due risate. Grazie.

claudio (non verificato) said:

Assuntina ha fatto un lungo ragionamento per dimostrare che non c'ha capito niente. Innanzitutto non si capisce perché ce l'ha con Riccardi (e gli altri) e che novità sarebbe che le ACLI non intendono dare appoggio a un partito. CL, ad esempio, a chi appoggia pubblicamente? Inoltre non ha capito che fare la campagna per Berlusconi è un atto nobile, ma disperato e dunque meno nobile di quanto sembri. Inoltre non ha capito che il vero endorsment a Monti lo hanno già fatto i vescovi. E infine che la politica non si fa solo sui valori non negoziabili. E, ad ultimo, (ma proprio ultimo) che il diritto alla vita non esiste. Esiste solo il diritto a non essere ammazzati. Ma ci vogliamo scommettere che Assuntina Morresi continuerà con questo tono? Quando sente l'odore del cattolico di sinistra e buonista vede rosso e carica come i tori.

Esaki (non verificato) said:

@Massimo

D'accordo sulla prima parte del suo pensiero.
Ma perché quei signori da lei citati alla fine dovrebbero farci ridere? Si diverte con così poco?