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Matteo Renzi ricorda i partigiani, "ebbero la forza di mettersi in gioco". "L’idea di fondo che mi è rimasta è che quella generazione là si è tirata su le maniche e ha mandato in pensione, ha rottamato la parola purtroppo". Renzi parla nell’anniversario della liberazione di Firenze. Riporta le cose all'oggi e spiega: "a noi viene detto non si può fare, il contrario di yes we can. La crisi c’è ma serve la forza della proposizione". Renzi ricorda anche "l’impegno delle truppe alleate" nella liberazione del capoluogo toscano. Viene da chiedersi da dove sia spuntato quel paragone tra i partigiani, la seconda guerra mondiale, il Fascismo e l'Italia di oggi. Nell'anelito resistenziale renziano si sente un po' l'eco dell'editoriale di Eugenio Scalfari, dove la sentenza contro Berlusconi è diventata un nuovo 25 luglio del '43, quando il Duce venne sfiduciato dal Gran Consiglio. Scalfari però deve aver perso la memoria, e con lui, se davvero credesse a questi paragoni eccentrici, il giovane Renzi. Di 25 Luglio contro il Cav., infatti, ce ne sono stati tanti, ma non è successo mai niente. Alla fine dei giochi, gli italiani hanno continuato a votare Silvio. Un'altra considerazione, sugli Alleati citati dal Sindaco. Renzi ha conosciuto Bill e cita sempre Obama, ma non si è accorto che non c'è stato un nuovo sbarco americano contro il "regime berlusconiano"? Né Roma è stata bombardata! Se mai gli americani smobilitano dal Mediterraneo in fiamme, lasciandoci in mano una bella patata bollente.

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