Il Cav. tra gazebo radicali ed Esercito di Silvio

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Berlusconi tra appoggio al Governo e altolà alla sinistra. Stamattina, firmando i referendum sulla Giustizia nei gazebo dei radicali a Largo di Torre Argentina a Roma, il Cav. ha detto: "Sono convinto che l'Italia abbia bisogno di un governo. Auguro a questo Governo di continuare, di andare avanti, a Letta di poter restare a palazzo Chigi". Ieri, toni più accesi e meno dialoganti parlando al telefono con l'Esercito di Silvio: "sarebbe disdicevole se il governo cadesse ma naturalmente non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del Pdl, impedendogli di fare politica", dice. "Immaginiamoci cosa sarebbe successo nel 1948 o se la Dc avesse tolto Togliatti al Pci o se il Pci avesse tolto la possibilità di far politica a De Gasperi, sarebbe scoppiata la guerra civile", aggiunge, "Noi speriamo che questo governo vada avanti (...) al di là delle dichiarazioni che sentiamo, speriamo che i signori del Pd abbiano senso di responsabilità e decidano in modo democratico. Staremo a vedere". Berlusconi ha anche rivendicato l'eliminazione dell'Imu, appoggiando la battaglia dei radicali sui referendum, "attraverso il voto popolare cerchiamo di realizzare quella riforma della giustizia che ci hanno impedito di fare in Parlamento". Ma il richiamo del Cav. è sempre a quella opportunità, "le larghe intese", la "pacificazione", il "mettere fine alla guerra civile, quella guerra fredda partita dopo il ‘48" su cui il Pdl tanto ha puntato dopo il voto di febbraio. "Invece avete visto quello che è successo siamo ancora in mezzo al guado".

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