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Il prossimo che dice "questa è la riforma della P2" e "i cittadini non hanno partecipato alle riforme" si merita una pernacchia grossa così. Perché mai? Semplice. Il governo, le istituzioni, le fondazioni e gli enti locali ce la stanno mettendo tutta per dar vita a un processo costituente condiviso con i cittadini. E di questo, una volta tanto, andrebbe dato atto alla politica. Dopo partecipa.gov.it la piattaforma voluta dal Governo che dà agli italiani la possibilità di esprimersi sui grandi temi della riforma della Costituzione compilando dei questionari online, è la volta di Civici, un altro strumento informatico collegato alla consultazione pubblica. Messa a disposizione da Fondazione Ahref, su Civici si può discutere e avanzare idee sulle proposte appena sfornate dalla Commissione per le Riforme Costituzionali, che, speriamo a breve, saranno discusse in Parlamento. Una "media civico", lo definiscono di esperti, aperto e in grado di aggregare comunità. Ma soprattutto capace di zittire finalmente i gufi e gufetti convinti che la riforma della Costituzione sia per forza un qualcosa calato dall'alto. Non è così e se non ci credete provateci. Basta navigare online.

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