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Il Congresso nazionale dei ginecologi italiani riuniti a Napoli lancia ancora una volta l'allarme: le mamme nel nostro Paese partoriscono sempre più tardi. L'età del primo parto sale a una media di 32,6 anni (erano 31,8 del 2004). La media dei figli per famiglia è di 1,3. Le madri non italiane sono il 18,4 per cento. Non è una novità, comunque. Secondo una indagine Euro-Peristat uscita nei mesi scorsi, nel nostro Paese circa il 35% delle nascite ha per protagoniste partorienti over 35. Tra le madri più vecchie in Europa. Le cause? I cambiamenti sociali e la crisi economica, senza dubbio, che allontanano nel tempo questa decisione. Le politiche sociali non sempre favorevoli. Le apocalissi prossime venture della stampa e dei media, che innescano un meccanismo di angoscia e paura molto pericoloso e sui andrebbe indagato di più. Ma il vero problema resta ripensare la nostra società per l'infanzia, mettere al centro i bambini, renderli protagonisti. Tornare a mettere al centro la scelta, la decisione di avere un bambino. I ginecologi lanciano anche l'allarme crisi, "Si parla di spending review, ma in realtà si tratta di tagli lineari e anche per il consistente calo di giovani che si avvicinano a questa professione, si fa fatica a garantire i servizi essenziali, soprattutto al sud, dove molte regioni sono in Piano di rientro dal deficit. In Campania il turn over ha bloccato le assunzioni per 4 anni e si rischia seriamente il default della sanità pubblica". Tra le altre notizie interessanti che arrivano dal Congresso, un nuovo test precoce sulla sindrome di Down (ma servirà a far nascere comunque questi bambini?), il calo della mortalità neonatale e infantile (un bene), la riduzione del ricorso all'aborto e delle madri più giovani (meglio ancora).

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