Sul discorso di Napolitano

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L’impatto della crisi economica internazionale sui Paesi membri e sulla solidità dell’Euro sta mettendo a dura prova le pazienza di quanti vedevano nell’Unione Europea la panacea di tutti i mali. La risposta dell’UE a tali critiche si nasconde dietro l’anzianità del Trattato di Lisbona, nato già vecchio dopo una maratona di approvazione durata ben 10 anni. Dieci anni in cui i vorticosi stravolgimenti del contesto storico, politico e soprattutto di quello economico, hanno reso impossibile l’adeguamento simultaneo delle norme. Napolitano, oggi al Parlamento europeo, ha portato l’attenzione su alcuni punti critici fondamentali per fare rinascere una “fiducia europea”:

#STOPAUSTERITA’ ad ogni costo come risposta alla crisi del debito. I Paesi dell’UE necessitano di più autonomia e flessibilità per bloccare definitivamente la recessione economica ripartendo da investimenti ed occupazione.

#INVESTIMENTIPUBBLICI (e privati) mirati su progetti nazionali ed internazionali, attraverso uno studio attento della sostenibilità del debito, non necessariamente basato sull’applicazione di parametri rigidi. L’economia deve assolutamente tornare a “girare”.

#LEADERSHIPEUROPEA deve essere più forte e concreta. La mancanza di una forte coesione politica europea, causata da una scarsa divulgazione delle concezioni europee a livello nazionale, e da “persistenti egoismi e meschinità nazionali, ristrettezze di vedute e calcoli di convenienza nelle classi dirigenti nazionali” non è più accettabile e sostenibile. Occorre una vera #EUROPADEIPOPOLI organizzata e unita.

#EUROPOSITIVISMO. Chi chiede l’uscita dall’Euro dovrebbe pensare effetti devastanti che avrebbe tale scelta sulla nostra economia e società. Il vero obiettivo dev’essere quello di far valere il nostro ruolo, da sempre strategico, in termini geografici, politici ed economici all’interno dell'UE.

(Tratto da Youth of The Nuovo Centrodestra)

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