La crisi tra Russia e Ucraina è un'altra storia

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Oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel suo discorso alla Camera ha definito il referendum in Crimea illegittimo ma nello stesso tempo ha chiesto di tenere aperto un dialogo con Mosca. Secondo il premier occorre trovare una soluzione alla crisi che si è aperta tra Russia e Ucraina che "non può prescindere dal ruolo della Russia". Anche le sanzioni, dovrebbero essere "graduali e reversibili".

Renzi insomma non si è spostato di un millimetro dalla posizione assunta dai Paesi europei 'dialoganti' capeggiati da Berlino (Londra al contrario chiede non solo di sospendere ma di espellere la Russia dal G8). Da ultimo, il premier ha pronunciato la fatidica frase che si sente ripetere spesso nelle ultime settimane: bisogna "scongiurare l'incubo" di un ritorno alla Guerra Fredda.

Possiamo smetterla una buona volta di parlare di Guerra Fredda? La Russia di oggi non è la Unione Sovietica. Certo, Putin è un nostalgico ex colonnello del Kgb ma detto ciò dove sarebbe la retorica muscolare tra comunismo e anticomunismo di una volta? Dove sono media e intellettuali occidentali proni a Mosca per esportare lo zeitgeist marxista? 

Oggi bene che vada in Italia i manifesti pro-Putin lupo della steppa li appendono i simpaticoni di Forza Nuova. Molti di più sono coloro che a destra civettano con lo zar semplicemente per criticare le politiche della amministrazione Obama. In realtà, per l'uomo della strada l'"Eurasia" è semplicemente un neologismo senza significato rispetto agli ardori della rivoluzione globale socialista.

Così, ricicciare la Guerra Fredda serve a oscure il reale pericolo posto dalla Russia odierna. E cioè che dopo la Caduta del Muro di Berlino la Ue ha sognato a occhi aperti una sorta di pax europea fatta di soft power, diplomazia, norme del diritto internazionale da rispettare, presunta autorità morale, tutto ciò garantito naturalmente dall'ombrello militare degli Stati Uniti. Che si sta chiudendo.

Dall'altra parte dell'emisfero ci sono invece potenze come Russia e Cina, per non dire dell'Iran, che praticano la classica politica delle sfere di influenza, con ricadute espansionistiche e tanto, ma tanto hard power. Un suggerimento per il premier Renzi potrebbe essere rileggere i classici del professor Huntington: smetterebbe probabilmente di parlare della Guerra Fredda.

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