71mila sportelli, 215 mln di clienti

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Venerdì 20 giugno si è riunito a Roma a Palazzo Altieri il Comitato Esecutivo dell’EACB, l’Associazione delle Banche Cooperative Europee cui aderiscono anche gli istituti cooperativi italiani come le Banche Popolari e le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali (BCC). L’incontro è stato organizzato congiuntamente dall’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e da Federcasse, la Federazione nazionale delle BCC.

Nel corso dell’incontro si è provveduto a riconfermare in qualità di Presidente dell’EACB per il prossimo biennio Christian Talgorn, membro del Comitato esecutivo della Federation Nationale Crédit Agricole (Francia), e ad eleggere l’italiano Andrea Moltrasio di UBI Banca quale vicepresidente.

La riunione ha assunto una particolare rilevanza in vista della prossima applicazione della nuova unione bancaria che vedrà circa 130 dei maggiori istituti creditizi continentali dipendere dalla vigilanza diretta della Banca Centrale Europea e, ricompresi tra questi, diverse banche italiane e alcune delle principali Banche Popolari.

Proprio per l’importanza che il movimento della Cooperazione Bancaria riveste in Europa nel sostegno delle economie locali e del tessuto imprenditoriale, soprattutto delle piccole e medie imprese, i partecipanti al Comitato Esecutivo hanno convenuto tutti sulla necessità che la nuova supervisione bancaria non debba essere incentrata sulla semplice applicazione di regole uniformi, che possono determinare effetti perversi a seconda  dalla tipologia bancaria a cui possono essere applicate, ma che debba considerare con attenzione il raggiungimento dell’obiettivo di un uguale trattamento, tale da permettere a tutti di operare nel rispetto di una concorrenza che sia esente da distorsioni.

In questo senso non possono che essere salutate con favore le recenti indicazioni pubblicate lo scorso 12 giugno sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea riguardanti le direttive sugli schemi di protezione dei depositi e sulla gestione delle crisi bancarie, direttive nelle quali viene specificato come i legislatori nazionali debbano tenere nella giusta considerazione quel principio di proporzionalità in grado di coniugare un’applicazione efficace della nuova regolamentazione salvaguardando le specificità dimensionali e giuridiche che sono presenti nei diversi sistemi bancari nazionali.

L’importanza che riveste una tale norma nel contesto continentale risulta ancora più evidente se si considera la rilevanza della Cooperazione Bancaria all’interno dell’area euro e dell’Unione Europea. L’EACB, infatti, che ha sede a Bruxelles, rappresenta 29 sistemi bancari cooperativi di 23 paesi, con oltre 56 milioni di soci e 850 mila dipendenti. Le banche cooperative presenti sul territorio europeo sono circa 4.000 per un totale di 71.000 sportelli e 215 milioni di clienti, per la maggior parte famiglie e piccole e medie imprese.

Numeri che fanno comprendere meglio la forza della Cooperazione Bancaria in Europa e quanto sia diffusa la sua azione nell’economia reale; una presenza capillare e ramificata che le ha consentito, grazie alla particolare forma di governance e al radicamento territoriale, di continuare a svolgere quel ruolo prezioso ed insostituibile di sostegno delle comunità e delle economie locali necessario per contrastare le fasi recessive più acuta, assicurando una maggiore stabilità del sistema economico.

Risultati ottenuti attraverso una resilienza che ha permesso alla Cooperazione Bancaria europea dal 2008 ad oggi di accrescere il numero dei soci (+4,5%), dei clienti (+5%), degli impieghi (+25%) e della raccolta (+28%) e confermata anche da analisi indipendenti nelle quali si sottolinea come il Credito Cooperativo abbia continuato in questi anni ad erogare finanziamenti alle imprese, soprattutto PMI, e alle famiglie, ed intensificato il proprio ruolo propulsivo e di riferimento in ambito locale.

Ancora una volta la Cooperazione Bancaria ha dimostrato concretamente di essere un supporto prezioso per i territori e le economie locali, manifestando un impegno che è stato apprezzato e premiato dai risparmiatori. È importante, quindi, che tutto questo venga compreso anche a livello istituzionale, come dimostra il recepimento del principio di proporzionalità già citato.

L’unione bancaria può fornire un contributo importante nella promozione della crescita economica europea, ma è indispensabile che il riconoscimento delle specificità bancarie sia concreto ed autentico. Solo così sarà possibile preservare quella ricchezza di storia e tradizioni che ancora oggi  è presente nel sistema economico e produttivo europeo e che ha garantito uno sviluppo ampio e diffuso.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari
 

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