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Banche popolari

È notizia di questi giorni che le principali banche italiane sono intenzionate a raccogliere risorse per 51,8 miliardi di euro attraverso la nuova asta predisposta dalla banca Centrale Europea, fondi che serviranno al finanziamento delle piccole imprese.

La nuova Tltro (Targeted long term refinancing operations) sarà pertanto un’ulteriore risorsa per gli istituti di credito da utilizzare per favorire il supporto all’economia reale e al tessuto produttivo. Un obiettivo, questo che dovrebbe essere perseguito più facilmente grazie anche alle condizioni poste proprio dalla BCE per aderire a questa specifica operazione.

Infatti, alla base della nuova asta, vi è il vincolo per le banche che aderiscono di mettere queste risorse a disposizione della clientela; in caso contrario, si impedirà agli istituti che non fanno prestiti di partecipare alle nuove Tltro. Si tratta quindi sostanzialmente di prestiti agevolati sottoposti a condizione e pare questa la direzione giusta. Se riuscirà a crearsi un circolo virtuoso verranno infatti messi a disposizione delle banche italiane 200 miliardi di euro nell’intero orizzonte del programma.

La necessità di un intervento di questo tipo rivolto in maniera mirata al sostegno delle imprese di piccole dimensioni è legato al problema del credit crunch che è ancora piuttosto sentito dalle realtà imprenditoriali del nostro paese. Dai recenti dai dati diffusi dall’Osservatorio Credito Confcommercio sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, risulta che nel secondo trimestre del 2014 sono aumentate le imprese che si sono viste rifiutare in tutto o in parte la domanda di credito, passando dal 50,7% al 53%. Tale situazione si è mostrata ancora più critica al Sud dove appena 2 imprese su 100 vengonofinanziate.

Emerge inoltre come oltre la metà delle imprese siano poco autonome finanziariamente. Benché si sia registrato un lieve aumento del numero di imprese che si sono rivolte alle banche per chiedere un fido (dal 14,6% al 15,9%), secondo l’indagine rimane bassa – e su livelli analoghi al trimestre precedente – la quota di quelle che si sono viste accogliere le richieste di fido (26,7%), con la conseguenza che la percentuale globaledi imprese effettivamente finanziate si ferma a poco più del 4%.

Questi dati forniscono l’immagine di un tessuto imprenditoriale ancora piuttosto provato dalla crisi che stenta a ripartire. In questa prospettiva, l’avvio della nuova asta Tltro rappresenta, pertanto, una notizia estremamente positiva, soprattutto per quegli istituti che hanno dato finora ampia prova di impegnarsi a fondo per la salvaguardia del sistema produttivo e delle economie locali, come nel caso delle Banche Popolari.

Fin dalla loro nascita le Banche Popolari sono state vicino alle PMI ed hanno continuato ad esserlo anche nei momenti più complessi indotti dalla recente crisi. È sufficiente indicare come oltre il 70% degli impieghi di questi istituti sia rivolto alle piccole e medie imprese. In particolare, fra i nuovi finanziamenti ad imprese – che nella prima metà del 2014 hanno raggiunto i 15 miliari di euro – il 50% ha riguardato le imprese minori, circa 10 punti percentuali in più rispetto al dato medio di sistema.

Questi dati rispecchiano il modus operandi di queste banche che nel corso della recessione si sono mostrate in controtendenza hanno continuando a sostenere le comunità, malgrado anche le difficoltà legate agli aumenti di capitale che alcune di loro hanno dovuto sostenere in vista anche della nuova unione bancaria. Tutto ciò è stato possibile grazie ad un’attenta allocazione del credito, derivante dalle relazioni di lungo periodo e dalla fiduciache le Banche Popolari hanno riposto nei progetti delle imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, progetti la cui realizzazione sarà ulteriormente agevolata da una ripartenza dell’economia reale anche attraverso l’adesione degli istituti della Categoria al piano di Tltro della Banca Centrale Europea.

 

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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