Sul discorso di fine anno del Presidente

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Napolitano

Prima la conferma, "Ho toccato con mano che l'età da me raggiunta porta limitazione e difficoltà nei ruoli complessi e impegnativi e nei ruoli internazionali affidati al Capo dello Stato". Poi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inizia il suo discorso di fine anno, un appello all'Italia, agli italiani, a "recuperare una ragionata fiducia" in se stessi.

Napolitano mette in primo piano la questione della disoccupazione giovanile, chiede di "sconfiggere l'indifferenza", cita Papa Francesco, definisce la solidarietà "un comandamento morale ineludibile". C'è il richiamo alle riforme, il superamento del bicameralismo e del Titolo V, e ci sono le riforme economiche, che devono permetterci di restare a testa alta in Europa.

Ricordando le parole pronunciate all'inizio del suo primo mandato, era il 2006, Napolitano sembra persuaso che la politica italiana o almeno la parte più responsabile di essa sia scesa dalle barricate, in una contrapposizione meno feroce del passato e più democratica, cercando di avere come fine ultimo il bene della nazione. Ancora una volta, Napolitano individua nell'antipolitica e nelle forze euroscettiche la principale minaccia alla stabilità del Paese.

Bisogna "affrontare su larghe basi unitarie le gravi patologie di cui il paese soffre" aggiunge il presidente, "a partire dalla criminalità organizzata e dalla corruzione capace di infilarsi in ogni piega della realtà trovando sodali e complici in alto". Occorre "sanare le ferite subite all'unità nazionale e ridare ad essa l'evidenza perduta", una missione che e' stata alla base del suo operato. "Non lasciamo occupare spazio sui media solo agli "italiani indegni". "Rendiamo omaggio agli italiani esemplari". Di eccellenze ne cita alcune, soprattutto donne.

"E' positivo che ora si torni alla normalità costituzionale, ovvero alla regolarità dei tempi di vita delle istituzioni, compresa la presidenza della repubblica", conclude il presidente ricordando che la elezione del suo successore sarà per le forze politiche una "prova di responsabilità".

"Il discorso del presidente Napolitano è stato un inno alla buona politica", e' il commento di Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra. "Quella che sa riconoscere, in epoca di leaderismo sfrenato, i limiti della persona umana. Quella che conosce il senso del dovere, soprattutto nei momenti di emergenza. Quella che sa servire con umiltà e alla fine anche ringraziare".

"Quella che punta, per uscire dalla crisi, innanzi tutto sulle risorse umane dell'Italia", prosegue Quagliariello. E ancora: "Quella che non dimentica il contesto internazionale drammatico e le sfide epocali che stiamo vivendo. Quella che parla il linguaggio del realismo e non della critica demolitrice. Un discorso - conclude - dal quale traspare fiducia e affetto per il Paese, all'altezza della presidenza che in questi nove anni Giorgio Napolitano ha incarnato".

Secondo il senatore Renato Schifani, responsabile del programma di Ncd, "le parole del Capo dello Stato confermano i valori ed i principi che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare nel corso dei cinque anni di lavoro al suo fianco: l'unità del Paese, la solidarietà tra le forze politiche responsabili nell'interesse superiore degli italiani ed un fermo richiamo alle regole della legalità attraverso la 'bonifica e d'esperienza sottosuolo della politica dove ci sono complici molto in alto'".

"L'alto appello del Capo dello Stato in cui si chiede 'ciascuno faccia la sua parte', un no fermo all'antipolitica disfattista di Grillo ed al pericoloso antieuropeismo di Salvini ci trovano in piena sintonia con un percorso, stasera indelebilmente tracciato, che non potrà che trovare sostegno nel futuro del nostro Paese".

"Ci mancherà forse la sua figura, ma non certo il suo attaccamento all'unità nazionale ed ai grandi valori della tradizione del nostro popolo da lui sostenuti indelebilmente con grande forza e convinzione", conclude Schifani.

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