Dopo la relazione del presidente di Consob

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giuseppe vegas

Onorevole, che giudizio dà della relazione fatta nei giorni scorsi dal presidente di Consob all’Expo?

Dico bravo Vegas. Il presidente ha insistito molto sull’andare avanti nel processo di integrazione europeo.

L’Europa arriva sempre in ritardo?

Vegas ha lanciato un allarme. Non si può restare nel guado, in mezzo al fiume senza saper scegliere su che riva andare. Bisogna fare un salto di qualità con l’unione bancaria, con la Capital Union e il processo di unificazione del mercato dei capitali, nell’adeguamento delle norme sulla legislazione fiscale e finanziaria. 

Quindi?

Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo. In mezzo al guado si affoga. Non sei né carne né pesce. 

Si può provare a guardare il bicchiere mezzo pieno?

L’unione bancaria è partita e si sta muovendo qualcosa anche sul tema della vigilanza finanziaria, ma siamo ancora in un processo troppo lento.

Gli istituti bancari?

Ogni banca nazionale continua a restare chiusa nel suo mercato di riferimento e anche le regole di ogni Paese sono diverse.

Accelerare troppo non potrebbe rivelarsi controproducente?

Ma no, anzi è necessario buttarsi a testa bassa senza farsi frenare dalla paura. Perché di rischi nel processo di integrazione ce ne saranno senza dubbio tanti ma sono infinitamente meno rispetto a quello di rimanere fermi. Credo che fosse questo il senso del discorso di Vegas.

E’ solo economia e  finanza?

No, vale per tutti gli altri grandi temi dell’agenda europea, Difesa, Energia, Immigrazione.

Come si gioca su più tavoli?

C’è una cosa che raggruppa tutte quelle che ho appena elencato ed è la legittimazione democratica. Ogni cessione di sovranità presuppone e può avvenire soltanto nel più ampio contesto di legittimazione democratica. 

 

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